Home Imprese Sostenibili Tutta questione di Life cycle thinking

Tutta questione di Life cycle thinking

pubblicato il:
life cycle thinking
Immagine tratta da Acs Green Chemistry Institute (https://www.gcande.org/about/)

Con il Life cycle thinking, le aziende arrivano a integrare gli aspetti ambientali nella propria strategia di impresa, assegnando in modo chiaro ruoli, responsabilità, obiettivi e modalità di rendicontazione degli stessi. Se n’è parlato nel quarto webinar organizzato dalla Federazione per l’Economia del Bene Comune 

Il Life cycle thinking è ormai una logica aziendale che nessuna impresa può far finta di non prendere in considerazione. I manager addetti alla progettazione e alla realizzazione di un sistema di gestione, rispettoso dell’ambiente, come leva competitiva devono partire da qui.

Si tratta di un modo di concepire il prodotto/servizio in maniera completa, valutando anche gli aspetti di Sostenibilità e gli impatti che esso può portare all’ambiente durante tutta la sua esistenza, fin dalla fase di progettazione.

Se ne è parlato  al quarto webinar organizzato dalla Federazione per l’Economia del Bene Comune di cui Greenplanner.it è media partner.

Con il Life cycle thinking, l’azienda arriva a integrare gli aspetti ambientali nella propria strategia di impresa, assegnando in modo chiaro ruoli, responsabilità, obiettivi e modalità di rendicontazione degli stessi.

Gli effetti positivi del Life cycle thinking

Per fare questo, diventa determinante effettuare in primis il Life cycle assessment (Lca), ovvero approfondire l’impatto ambientale del prodotto, durante tutto il suo ciclo di vita, attraverso la raccolta e l’analisi di una serie di informazioni relative all’uso di risorse e di materie prime, alle fasi di cui si compone il processo produttivo, agli aspetti logistici e di distribuzione, all’utilizzo del prodotto/servizio da parte del consumatore e alla gestione del fine vita, valutando le possibilità di recupero e di riutilizzo.

L’analisi può avere orizzonti di riferimento differenti:

  • Gate to gate, ovvero dal cancello al cancello: la valutazione considera una sola fase del processo. Questo tipo di analisi può essere utile nel caso di sistemi molto complessi o non completamente sotto la responsabilità dell’azienda che produce il bene/servizio
  • Cradle to gate, ovvero dalla culla al cancello: in questo caso, l’analisi si spinge un po’ più in là, ma è pur sempre parziale; gli impatti ambientali vengono valutati dal momento in cui i materiali vengono estratti fino al completamento del ciclo produttivo (il cancello della fabbrica); restano escluse le fasi di distribuzione, utilizzo del prodotto da parte del consumatore e gestione del fine vita
  • Cradle to grave, ovvero dalla culla alla tomba: l’analisi affronta i passaggi del ciclo vita del prodotto dal momento in cui vengono estratte le materie prime fino allo smaltimento dei prodotti alla fine della loro vita utile
  • Cradle to cradle, ovvero, dalla culla alla culla: in questo caso, l’analisi si spinge oltre, arrivando a considerare le possibilità di recupero, riciclo e riutilizzo dei materiali alla fine della vita utile del prodotto

Risulta evidente quanto sia stretto il legame con i principi espressi dall’economia circolare.

A confrontarsi con questi concetti sono state chiamate due aziende le cui origini risalgono al XVII secolo: la cartiera Favini e Engl costruzione stampi. Due aziende tradizionali, quindi, che hanno trovato nella Sostenibilità e nell’economia circolare opportunità di rivedere il proprio modello di business.

Il caso Favini

Favini è attiva fin dagli anni ’90 del secolo scorso, periodo in cui ha avuto la possibilità di lavorare con materiali alternativi alla cellulosa (in particolare, le alghe).

Da queste prime sperimentazioni, il passo successivo è stata l’introduzione, in azienda, di sistemi di gestione: per primo, il sistema di gestione ambientale a fini Iso 14001, a cui sono seguiti quello della qualità (Iso 9001) e quello dedicato alla salute e sicurezza dei lavoratori (Ohsas 18001 in un primo momento e Iso 45001:2018 quando la transizione tra i due sistemi è stata completata).

Il sistema di performance ha ripagato queste scelte: oltre a un miglior controllo degli indicatori relativi alla carbon footprint, anche i Kpi di processo hanno registrato interessanti miglioramenti.

L’esempio di Engl costruzione stampi

Diverso il caso di Engl costruzione stampi, azienda a conduzione familiare la cui proprietà ha dato un’impronta molto forte a livello di governance circa l’importanza della Sostenibilità nel modello e nelle strategie di business.

Secondo l’esperienza di Engl, la cultura della Sostenibilità è un processo continuo che va curato anche a livello di comunicazione e nutrito con la strategia dei piccoli passi; queste riflessioni risultano applicabili anche alle realtà di dimensione più ridotta.

La direzione può affrontare tematiche che incidono sulla vita quotidiana dell’azienda, come la scelta del tipo di energia da acquistare, la gestione della mobilità dei dipendenti, l’organizzazione della mensa aziendale, oltre alle strategie da adottare per la gestione dei materiali utilizzati e dei rifiuti in maniera sostenibile e green.

Gli standard di settore sono importanti per definire gli obiettivi e orientare le scelte, anche quelle operative, sia di business che accessorie.

Tutto questo lavoro ha una misura molto concreta e strategica: la riduzione della carbon footprint e, di conseguenza, diventa un modo per misurare l’avanzamento verso l’obiettivo 13 dell’Agenda 2030.

Settori diversi, dimensioni aziendali e modelli di governance differenti, accumunate da una convinzione comune: ognuno di noi può dare un contributo concreto alla lotta al cambiamento climatico.

Chiara Guizzetti Chiara Guizzetti: laureata in economia, lavora in Adfor come referente per l’area Internal Audit e Compliance (consulenza, formazione aziendale e universitaria). Crede nel valore dell’etica, della sostenibilità e del network tra persone e imprese. Appassionata di pilates e corsa | Linkedin
Condividi: