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Mercato libero energia: a chi giova l’ennesimo slittamento?

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mercato libero dell'energia

Slitta al 2023 la fine del Servizio di Maggior Tutela. Analizziamo il “come mai” e il “perché” in una tavola rotonda virtuale cui hanno partecipato le più brillanti Utility italiane con i loro vertici: Péter Ilyés, Ceo EOn Italia; Remo Maoli, head of institutional affairs di Sorgenia;
Giacomo Prennushi, responsabile marketing di ènostra; Massimo Quaglini, executive vice president gas & power market Edison

La fine del Servizio di Maggior Tutela dell’energia subirà un nuovo slittamento: il Decreto Milleproroghe, infatti, ha spostato ancora una volta di un anno, ovvero dal 1° gennaio 2022 al 1° gennaio 2023, l’entrata in vigore definitiva del cosiddetto mercato libero dell’energia. Viene da chiedere: a chi giova ciò?

Secondo Alessandro Marangoni, Ceo di Althesys e capo del team di ricerca di Top Utility 2021 la risposta ha diverse sfaccettature: “In linea di principio dovrebbe giovare a una fascia di consumatori più deboli. Ma probabilmente la cosa migliore per tutelarli non è procrastinare, ma dare vita all’Albo dei fornitori di energia. Infine, immagino che chi ha in mano i clienti (i cosiddetti incumbent, ovvero le realtà che erano già attive prima della liberalizzazione del mercato dell’energia che ricordiamo si deve al decreto legislativo 16 marzo 1999, n.79, detto anche decreto Bersani – ndr) non voglia rischiare di perdere clienti, come potrebbe avvenire con le aste“.

Secondo il servizio comparativo di offerte di luce e gas Selectra, una famiglia tipo italiana può risparmiare dai 45 ai 60 euro l’anno scegliendo un nuovo operatore di energia e abbandonando di sua sponte il mercato tutelato.

Non un granché diranno in molti, ma se le previsioni di rialzo dell’energia di circa l’8% saranno confermate nei prossimi mesi, potrebbe essere che quei 525 euro di bolletta (sempre riferiti a una famiglia tipo italiana con consumi medi di 2.700 kWh) “scottino” un po’ meno.

E comunque proprio le Utility attendono la piena entrata in vigore del mercato libero dell’energia per assicurare che solo allora avverrà la vera convenienza, fatta di servizi e di ottimizzazioni.

E tutti insieme, attendiamo l’Albo o Elenco dei Fornitori di energia elettrica che servirà a capire la “bontà” degli operatori. In molti lo evocano: ma è così difficile da fare? “Tecnicamente non penso proprio” risponde Marangoni.

Mercato libero dell’energia, perché un altro slittamento?

Per capire meglio cosa sta succedendo, Greenplanner.it ha voluto riunire attorno a una tavola rotonda virtuale alcuni operatori di energia. E la prima domanda rivolta a loro è come commentare questo ennesimo slittamento?

Emerge ben chiaro che gli addetti ai lavori sono delusi e anche preoccupati.

E.On Italia

Péter Ilyés, Ceo E.On Italia: Il nuovo spostamento della fine del mercato tutelato al 2023 è l’ultimo di una serie di rinvii che si sono susseguiti negli ultimi anni, allungando ulteriormente il processo verso la piena liberalizzazione avviato oltre 13 anni fa.

Da operatori, riteniamo che l’incertezza normativa e i continui rinvii non siano elementi positivi né per lo sviluppo del mercato né per il consumatore finale.

D’altra parte, auspichiamo che in questi mesi si colga l’occasione per instaurare una collaborazione tra operatori e autorità, volta a informare in modo efficace e trasparente i consumatori, affinché, in attesa della data definitiva, possano avere più informazioni, più consapevolezza e fiducia nel cambiamento.

Sorgenia

Remo Maoli, head of institutional affairs di Sorgenia: Sul tema condividiamo pienamente le preoccupazioni manifestate dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e dalla stessa Autorità dell’Energia.

Questo ennesimo rinvio ingenera ulteriore incertezza, confusione e diffidenza tra i consumatori. Allo stesso tempo rischia di favorire atteggiamenti aggressivi da parte di alcuni operatori, limita fortemente gli investimenti in innovazione e inibisce ogni dinamica realmente competitiva a beneficio dei consumatori.

ènostra

Giacomo Prennushi, responsabile marketing di ènostra: Questo ennesimo slittamento conferma due elementi che contraddistinguono questa fase storica del nostro Paese: l’incapacità politica di condurre concretamente la transizione del paese verso il mercato libero dell’energia e gli interessi in gioco da parte delle aziende controllate dallo Stato o dai Comuni che costituiscono un freno enorme al cambiamento.

Lo spostamento dei punti ancora fermi sul mercato di tutela verso i diversi operatori del mercato libero, con qualunque meccanismo questo accada (aste, lotti geografici, switch spontaneo…) rappresenta un potenziale danno economico per chi oggi fattura i clienti del mercato regolato.

A questo si aggiunge un significativo tema occupazionale, che spaventa ancor più i decisori politici. Senza considerare che il continuo stop&go del processo che porterà a un mercato totalmente liberalizzato non aiuta certamente il consumatore finale, ancor più disorientato e sempre più in balia degli operatori aggressivi, che cavalcano l’incertezza con messaggi commerciali per nulla trasparenti e con proposte il più delle volte convenienti solo in apparenza.

Edison

Massimo Quaglini, executive vice president gas & power market Edison: Questo nuovo rinvio rischia di rallentare l’innovazione a beneficio dei clienti finali e dell’ambiente.

Mi riferisco soprattutto allo sviluppo dei nuovi servizi energetici dall’efficientamento dei consumi fino all’autoconsumo, che si affiancano alla tradizionale fornitura di energia e che consentono ai clienti di operare scelte autonome per essere realmente attori protagonisti della transizione energetica e di trovare tipologie di prodotti che meglio rispondono alle loro esigenze.

Nel dibattito sul fine tutela si assiste a un appiattimento della discussione su un’unica voce: il prezzo. Perdendo di vista che la componente energetica in quasi tutti i casi non rappresenta la componente di costo principale in bolletta e soprattutto che un mercato completamente liberalizzato porta con sé una ricchezza di prodotti e servizi che sono assenti nel servizio tutelato.

A questo si aggiunga che nel corso di questa pandemia gli operatori di mercato più responsabili come Edison hanno dimostrato di saper tutelare i propri clienti anche con iniziative autonome di sostegno economico finanziario delle classi di clienti più colpite dalle difficoltà di questi momenti.

Come si preparano le Utility ad affrontare i prossimi due anni?

Quaglini (Edison): Edison Energia ha fatto il suo ingresso sul mercato libero dell’energia da subito e dal quel momento ha lavorato nella direzione di offrire innanzitutto un servizio trasparente e corretto nei confronti dei clienti, seguendoli da vicino in ogni fase, compresa l’assistenza post-vendita che nel corso dell’ultimo anno, anche grazie ai nuovi punti vendita aperti su tutto territorio nazionale, è stata ulteriormente rafforzata.

Una capacità che ci viene riconosciuta anche dalle classifiche di Altroconsumo che ogni anno ci vedono ai primi posti per affidabilità, trasparenza e livello di servizio.

Nei prossimi anni, grazie alla solidità della nostra azienda e della sua struttura organizzativa continueremo a innovare per offrire servizi sempre migliori per i clienti che ci hanno già scelto e per quelli che ci sceglieranno, attraverso soluzioni sempre più personalizzate dedicate alla persona, la casa e la mobilità sostenibile

Prennushi (ènostra): Noi confermiamo il nostro modello di cooperativa di produzione collettiva e consumo di energia 100% rinnovabile, orientata a favorire la transizione energetica dal basso supportando da un lato i soci negli interventi di efficientamento e autoproduzione di energia rinnovabile, dall’altra gli enti locali motivati a costituire comunità energetiche rinnovabili con il coinvolgimento di cittadini e imprese.

Un paradigma completamente diverso rispetto alla proposta degli altri operatori e che propone un distacco completo dalle dinamiche del mercato dell’energia, dove ancora detta legge la produzione da fonti convenzionali, verso un sistema di scambio di energia non solo rinnovabile, ma prodotta da operatori etici e da impianti sostenibili.

Vogliamo migliorare ancora nella trasparenza e nella giusta informazione sia sulla nostra proposta sia sui temi cruciali della transizione energetica.

Maoli (Sorgenia): Sorgenia è già pronta. Anni fa abbiamo fatto una scelta di campo, diventando una Digital energy company che si avvale di digitale e innovazione per portare ai clienti energia e soluzioni di efficienza energetica sostenibili, semplici, su misura.

Al momento ci stiamo preparando alle aste che, a fine aprile, coinvolgeranno il mondo delle piccole imprese. Per come sono state definite le regole che sanciranno il passaggio al mercato libero di questa fascia di consumatori, temiamo che il meccanismo non sia in grado di garantire la piena concorrenza e la pluralità di fornitori e offerte.

Ilyés (E.On): Partiamo dal fatto che quello attuale è un regime semi-liberalizzato in cui è già possibile scegliere liberamente il proprio operatore e una delle molte offerte di fornitura sul mercato.

Per questo motivo la nostra strategia di crescita non è vincolata alla piena liberalizzazione, ma si fonda sulla creazione di un rapporto di fiducia con i nostri clienti e collaborazione finalizzata all’efficienza e alla sostenibilità energetica.

Sono tre i pilastri della nostra strategia per crescere sul mercato: lo sviluppo e la messa a punto di soluzioni sempre più innovative, competitive e in grado di contribuire a rendere più efficienti e sostenibili in consumi, partendo dall’analisi delle esigenze di tutte le tipologie di utenti – domestici, business, comunità energetiche, pubblica amministrazione.

Quindi la digitalizzazione e il crescente sviluppo dei canali digitali per acquisizione di nuovi clienti e l’ottimizzazione del servizio; l’impegno per l’engagement dei consumatori e la creazione di maggiore consapevolezza nella gestione del consumo energetico, per promuovere un cambiamento nei comportamenti.

Cosa succederà con la fine del mercato a maggior tutela

Ilyés (E.On): La fine del mercato a maggior tutela può diventare l’occasione per lo sviluppo di una competizione più equilibrata, a vantaggio del consumatore.

Perché questo si realizzi, tuttavia, occorre creare spazio per operatori non dominanti, che possano dare un contributo all’innovazione in termini di rapidità e competenze, fondamentale per un’evoluzione della transizione energetica.

Maoli (Sorgenia): Con la fine del mercato tutelato si sprigionerà l’innovazione: migliorerà la qualità del servizio e aumenteranno le offerte che, grazie ai dati, potranno essere sempre più personalizzate, rispondendo alle specifiche esigenze dei clienti.

Il mercato libero dell’energia trasformerà i consumatori da utenti indifferenziati agli occhi del fornitore monopolista in persone con bisogni diversi cui la tecnologia potrà dare risposte puntuali.

I consumatori potranno autoprodurre l’energia: il crescente numero di prosumer contribuirà a diffondere l’idea di energia condivisa, concetto alla base delle Comunità Energetiche Rinnovabili.

Perché tutto ciò accada occorre definire un percorso in grado di far attuare la liberalizzazione in maniera corretta: dovrà essere garantita la qualità dei soggetti operanti sul mercato, si dovranno stabilire regole di ingaggio precise e sarà necessario assicurare un monitoraggio continuo a tutela delle fasce più deboli.

Prennushi (ènostra): La fine del mercato tutelato sicuramente spingerà molti utenti domestici a porsi il problema della scelta del fornitore sul mercato libero.

Questo momento sarà accompagnato da ingenti investimenti pubblicitari da parte di tutte le grandi Utility e in ogni caso da una notevole crescita delle ricerche e in seconda istanza delle sottoscrizioni di contratti online.

ènostra, che ha come unica forma di crescita la scelta spontanea dal canale Web, è pronta ad accogliere tutti coloro che condivideranno i valori e il modello della cooperativa.

Quaglini (Edison): La concorrenza nel mercato porterà maggiori investimenti dei player energetici per sviluppare innovazione nell’offerta e nei servizi, garantendo comunque energia a prezzi competitivi.

Come dicevo prima, sviluppare servizi a valore aggiunto, quali le soluzioni per il consumo di energia green, la mobilità sostenibile e la gestione intelligente dei consumi di casa vuol dire garantire benefici ai clienti.

Ma deve essere chiaro che non ci si può concentrare solo sul prezzo se si desidera tutelare davvero i consumatori: è necessario occuparsi del buon funzionamento del mercato, altrimenti non saremo mai davvero pronti alla completa liberalizzazione.

È urgente creare un Elenco dei Fornitori di energia elettrica che attesti la qualità degli operatori cui viene concesso di occuparsi di un bene primario come l’energia e che entra in tutte le case degli italiani, affidandone l’esercizio soltanto ai player con adeguata solidità finanziaria e reputazionale oltre a strutturate capacità tecnico-organizzative.

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