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La moda Sostenibile e i suoi musei

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musei della moda sostenibile

Dove si studia ed è possibile approfondire le ricerche del settore: ad Amsterdam si trova il primo museo dedicato alla moda sostenibile, a Prato la nuova Textile Library mentre da poco si è conclusa una mostra sul tema al Museo Ferragamo di Firenze

Divulgare i principi della moda sostenibile attraverso luoghi di cultura dedicati sia agli addetti ai lavori – designer, stilisti, aziende e ricercatori – sia al consumatore per stimolare scelte più consapevoli. Un contributo per alimentare il dibattitto che riguarda lo sviluppo dell’intero sistema.

Recentemente il Museo del Tessuto di Prato ha inaugurato un archivio dedicato all’innovazione del settore tessile e una nuova sezione espositiva dedicata all’economia circolare e all’innovazione sostenibile nel tessile e nella moda.

Questa nuova area espositiva è collegata alla Textile Library, un archivio unico dedicato ai materiali tessili contemporanei, a filati e tessuti dalle più varie applicazioni, accessori, suddivisi in aree tematiche in continuo aggiornamento.

I contenuti provengono da aziende e centri di ricerca a disposizione di designer, professionisti, studenti, aziende. Un notevole contributo è giunto dalle aziende del distretto di Prato che hanno messo a disposizione il loro know how, rinsaldano il legame con il Museo.

Qui si trovano materiali, accessori e capi innovativi, come la pelle realizzata dagli scarti della mela o dalle foglie di cactus messicano utilizzati per realizzare borse, scarpe in cellulosa estratte da foglie di ananas, tessuti in cashmere e lana riciclati, materiali in lino e cotone biologici, fibre in nylon riciclato o in poliestere biodegradabile, maglieria in denim riciclato.

Si tratta spesso di creazioni sorprendenti che grazie alla Textile Library si possono toccare con mano per apprezzarne la qualità e la resa estetica.

I musei della moda sostenibile

Francesco Nicola Marini, presidente del Museo del Tessuto ha dichiarato: “Siamo contenti di poter finalmente condividere con il pubblico questo nuovo progetto. L’archivio dei tessuti Contemporanei si arricchisce di nuovi contenuti che mettiamo a disposizione di studenti, docenti, designer, professionisti e operatori del settore tessile e moda, mentre la nuova area espositiva vuole essere non solo uno strumento di conoscenza del tessuto contemporaneo, ma anche di educazione al consumo consapevole“.

L’inaugurazione della Textile Library ha puntato l’attenzione verso l’economia circolare, protagonista dell’attuale dibattito sull’innovazione sostenibile del sistema tessile e moda.

Sono stati infatti raccolti, catalogati e digitalizzati oltre 200 campioni tra filati, tessuti, materie prime e accessori che rispondono ai parametri dell’economia circolare.

Sono oltre 40 le aziende che hanno contribuito finora alla realizzazione di questo progetto: Ananas Anam, Antilotex, Archè, Candiani, Carvico, Cocccon Crafts & Loom Pvt. Ltd., Colorifix, Cuir Marin de France, Desserto, Gruppo Colle, Filati Bemiva, Frumat, Giolica, Gradozero Espace., Igea, Industria Italiana Filati, Jersey Lomellina, Lamintess, Lanificio Becagli, Lanificio Bigagli, Lanificio Bisentino, Lanificio dell’Olivo, Lanificio Paultex, Lineaesse Tessuti, Lineapiù Italia, Lyria, Main Street, Manifattura Forasassi, Manteco, Marini Industrie, Marshbird, Millefili, Paoletti Tessuti, Pecci Filati, Pinori Filati, Pontetorto, Qwstion, Rifò, Rifinizione Vignali, Sedacor, Seven Stamperia, Studioestile Tuscany, Tessilfibre,Texmoda Tessuti.

I successivi approfondimenti tematici saranno su finissaggi e tinture, ambiti su cui molto si può incidere per ridurre l’inquinamento delle aziende del settore, oltre a tessuti tecnici e fibre nobili. In programma una serie di incontri dedicati a professionisti, docenti, designer.

Pensare sostenibile al Museo Salvatore Ferragamo

Si è da poco conclusa la mostra Sustainable Thinking che per un anno ha accolto i visitatori nello splendido Palazzo medievale Spini Feroni a Firenze.

La mostra curata da nomi importanti della moda sostenibile, Giusy Bettoni, Arabella S. Natalini, Stefania Ricci, Sara Sozzani Maino, Marina Spadafora, ha focalizzato l’attenzione sul ruolo della moda sostenibile in grado di soddisfare i bisogni del presente preservando il futuro attraverso nuove strategie di sviluppo.

L’attenzione per l’ambiente è fondamentale per ristabilire un equilibrio, cominciando da un modo di pensare più consapevole e condiviso.

Il progetto di questa mostra ha messo in relazione moda e arte grazie al contributo di stilisti e artisti ispirati dal recupero del rapporto con la natura, dal riuso creativo dei materiali e dall’importanza dell’impegno collettivo per raggiungere un reale cambiamento.

È stata l’occasione per fare il punto sull’evoluzione dell’industria della moda che vede protagonisti giovani designer, così come grandi brand affermati che si stanno orientando verso nuovi materiali ecologici e processi produttivi rispettosi dell’ambiente.

Sul sito del museo è disponibile il virtual tour della mostra mentre il catalogo, ricco di immagini e contributi, si può acquistare al bookshop del museo oppure alle librerie Feltrinelli.

Il museo interattivo ad Amsterdam

Ad Amsterdam nel 2018 è stato inaugurato Fashion for Good, il primo museo interamente dedicato alla moda sostenibile organizzato in un percorso interattivo dove i visitatori sono incoraggiati a riflettere sulle abitudini di consumo e a fare scelte più responsabili.

Nel percorso espositivo si possono sperimentare in prima persona trentatré azioni e custodirle nei bracciali di plastica che ricevono all’ingresso.

Alla fine di questo tour ognuno può crearsi un piano di abbigliamento sostenibile che si compone di tante azioni anche piccole, come la scelta di lavare i panni a 30 gradi per risparmiare energia e prolungare la vita dei capi, orientarsi verso abiti second hand e via dicendo.

Ci sono poi in mostra diversi abiti e accessori sostenibili firmati da Stella McCartney, ambasciatrice ufficiale del museo, Arizona Muse, Lily Cole,  Kings of Indigo, Ecoalf, Insane in The Rain, Adidas x Parley, Karün, Ms. Bay.

I visitatori possono testare la loro creatività nel Design Studio dove è possibile realizzare la propria t-shirt sostenibile: la Cradle to Cradle Certified Gold T-shirt.

Le azioni proposte si basano sui pilastri dei five goods (cinque cose buone) create da William Mc Donough, tra i fondatori del museo, che rappresentano un modello di buone pratiche: buoni materiali, buona economia, buona energia, buona acqua, buona vita.

La progettazione degli spazi del museo, che ospita anche un’area co-working, è stata pensata su principi di sostenibilità come l’illuminazione naturale e l’utilizzo di mobili di seconda mano.

All’ingresso si trova un’installazione realizzata con nylon rigenerato Econyl del produttore italiano Aquafil. Periodicamente sono organizzate mostre su diversi temi legati alla sostenibilità.

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