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Neutralità climatica in Europa: servono decisioni coraggiose

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commissione europea
Foto di Jeyaratnam Caniceus da Pixabay

È passato un anno dal dal lancio della legge europea sul clima ma, ancora oggi, mancano le decisioni coraggiose per applicarla davvero dando così inizio alla transizione ecologica

A tutto ci si abitua? Ai fenomeni meteorologici estremi più frequenti e intensi rispondiamo spesso con indifferenza.

La comparsa e la diffusione di nuove malattie infettive ci sta sì mettendo a dura prova, ma la rabbia per lo più è legata alla perdita di libertà è di economia.

Il tema della sicurezza alimentare è visto in termini di disponibilità di prodotto: cosa manca potreebbe mancare al supermercato?

Carenza idrica? Al momento a questa longitudine sembra non preoccupare nessuno. Perdita di biodiversità? Spesso la gente non sa neppure cosa sia.

Eppure questi citati sono temi che scottano. Perché molto pericolosi.

La Comunità europea sul tema ha preso un anno fa con la legge sul clima la decisione di arrivare alla neutralità climatica al 2050. Le tappe prevedono un taglio delle emissione del 60% al 2030.

C’è chi pretendeva più coraggio, ovvero puntare al “65%, perché indicato dalla comunità scientifica“: è la posizione di Eleonora Evi, eurodeputata dei Verdi europei, membro titolare in Commissione ambiente.

“Raggiungere una riduzione delle emissioni del 60% entro il 2030 darebbe un forte impulso all’economia – fa notare l’eurodeputato dei Greens Michael Blosse creerebbe oltre un milione di nuovi posti di lavoro. In questo modo non solo fronteggeremo la crisi climatica, ma potremo anche riprenderci dalla pandemia.

L’economia in generale trarrà grandi vantaggi da politiche climatiche ambiziose, ma questo significa che alcune industrie dovranno essere sostituite da industrie nuove, più pulite e più verdi.

È necessaria, infatti, una graduale eliminazione dell’uso di fonti fossili per dar spazio a energie rinnovabili al 100%. Tuttavia, a oggi proprio a un anno dal lancio della legge sul clima Commissione e Consiglio si sono arroccati dietro un atteggiamento rigido di prendere o lasciare.

Una posizione che, insieme alle belle parole del Commissario Timmermans, non aiuta. Non è di questo che abbiamo bisogno, ma di decisioni coraggiose“.

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