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Digital Sherpa, la guida ai cittadini nel cammino digitale

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Massimiliano De Cinque, il digital sherpa

Massimiliano De Cinque è un Digital Sherpa, ovvero si dà da fare per dare supporto ai cittadini in “difficoltà digitale”, offrendo la sua esperienza per rendere meno complicate le nuove tecnologie

Un anno fa, il 5 marzo 2020, è stata introdotta la giornata nazionale del ricondizionato con l’obiettivo di informare i cittadini sulla possibilità di recupero dei prodotti tecnologici e del diritto a ripararli.

È importante stimolare l’attenzione dei cittadini verso il riuso informatico? Le risposte potrebbero essere molteplici sia in senso positivo che negativo, ognuna supportata da tesi plausibili, soprattutto se si cercano informazioni sul web.

Massimiliano De Cinque, che si definisce Digital Sherpa, ci racconta come nacque il suo interesse ad aiutare i “normali cittadini” nell’avvicinarsi alla tecnologia.

Una curiosità, ci racconta, “scaturita dopo un episodio di circa 13 anni fa in cui un’amica di mia figlia è venuta a giocare a casa e non voleva più andar via, catturata dai giochini sul web in cui si potevano truccare bambole virtuali. Capii il motivo di tale interesse quando suo padre mi disse che a casa non avevano il pc, non potevano permetterselo. Gliene regalai uno“.

Un gesto che a Massimiliano non è costato nulla in termini economici, perché da sempre recupera e ripara dispositivi che altri avrebbero buttato, ma, continua “questo episodio mi spinse a cercare qualche informazione: quanti rifiuti elettronici vengono prodotti? Che fine fanno? Da qui la scoperta!“.

Ogni anno in tutto il mondo, infatti, sono decine di milioni le tonnellate di Raee – i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche che vanno conferiti in appositi punti di raccolta, per recuperarne i preziosi (e inquinanti) componenti – di cui oltre l’85% finisce per essere bruciato nei Paesi del terzo mondo, dove migliaia di bambini vengono sfruttati in condizioni malsane per il recupero dei metalli preziosi.

Anche se oggi la situazione in Italia è migliorata (secondo l’ultimo rapporto Raee del 2019, in Italia ne sono stati raccolti 343.069 tonnellate (+10,5% rispetto al 2018) con un valore pro capite di 5,68 kg) i governi e le leggi possono poco, se i cittadini non percepiscono l’entità del problema.

Come cittadino mi sono sentito in dovere di fare qualcosa. Nel 2010 ho fondato un’associazione di volontariato con l’obiettivo di sensibilizzare verso queste tematiche attraverso il riuso informatico, trasformando un problema in opportunità.

Molte scuole avevano bisogno di materiale informatico e potevo dar loro una mano fornendo il materiale necessario, opportunamente ricondizionato e dotato di software open-source completi.

Non solo consegna, ma anche installazione e incontro di fine progetto con amministrazioni locali, insegnanti, studenti e genitori in cui raccontare il motivo per il quale noi volontari dedicavamo il nostro tempo per offrire loro dei computer“.

Digital Sherpa, un’attività a supporto dei cittadini

Il consenso verso questo approccio generò un accordo con l’Ufficio Scolastico di Varese e Como: era il 2013 quando nacque Rigeneri@mo, iniziativa che permise a tutte le scuole di ogni ordine e grado di ottenere materiale informatico.

I risultati li presentammo anche in Expo presso il Padiglione Italia nel 2015, oltre 120 aule informatiche, altrettanti incontri e oltre 500 docenti formati all’uso del software libero.

Dopo aver vinto il concorso SetteGreenAward 2012 nella sezione people, eletti migliore associazione nazionale in Premio Impatto Zero nel 2013, ricevuto più volte la menzione d’onore negli anni a seguire dal Cesvov, creato 4 laboratori in 3 province lombarde (Varese, Como, Milano) e avviato altre realtà tra cui Ri-Circolo a Rescaldina, in provincia di Milano, nel 2019 ho sentito l’esigenza di avviare un altro percorso, lasciando il mio ruolo di presidente dell’associazione da me creata”.

Ecco quindi che, nel 2019, Massimiliano De Cinque cambia il nome della sua pagina Facebook in Digital Sherpa e con questa veste comincia a dedicarsi nel dare supporto ai cittadini in difficoltà, offrendo la sua esperienza per rendere meno complicate le nuove tecnologie.

Compiti che si devono affrontare tutti i giorni, “per esempio nel creare lo Spid, i Cv video, seguire la Dad e le lezioni collettive e individuali in presenza e online. Tra i servizi gratuiti più apprezzati c’è anche l’aiuto per orientarsi negli acquisti tecnologici (laptop, smartphone, tablet, webcam), sia sul nuovo che il ricondizionato” continua Massimiliano.

In questo periodo, come Digital Sherpa, avrai avuto molto da fare, allora…

Durante il Covid, sono stato contattato da molte famiglie in difficoltà nel far fronte alle necessità della didattica a distanza e didattica digitale integrata e, come alle origini, ho regalato loro computer e tablet che privati e aziende continuano a donarmi.

Non solo nel mio territorio, ma anche in altre regioni, come per esempio un computer spedito a una famiglia di Livorno con un figlio che ha disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) – le spese di spedizione sono state coperte dalle donazioni arrivate dopo un mio appello in rete.

Ho fatto un piccolo bilancio: dall’inizio della pandemia sono riuscito a ricollocare oltre 120 dispositivi tra computer fissi, portatili, smartphone, tablet, stampanti, webcam e dispositivi vari.

Ho impostato tutto sulla trasparenza, pubblico foto del materiale che mi viene regalato, come anche quelle che mostrano le persone che ricevono i dispositivi in dono.

Alcune persone, attratte dall’iniziativa, si sono offerte di darmi una mano a ricondizionare il materiale che mi viene donato, altre persone mi contattano perché vorrebbero creare realtà simili sul proprio territorio.

Ho sempre sostenuto che ognuno di noi, ogni singolo cittadino, può contribuire a creare una società migliore, quella che vorrebbe per i suoi figli e il mio modo di farlo è portando l’esempio di quanto si riesca a costruire anche da soli, perché, come sosteneva il fondatore degli scout, Robert Stephenson Smyth Baden-Powell, “nessun insegnamento vale quanto l’esempio“.

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