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Un toccasana chiamato zenzero

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Foto di Joseph Mucira da Pixabay

Anche gli italiani adorano lo zenzero e non solo in cucina. Le proprietà antinfiammatorie, ma non solo, lo rendono sfruttabile in fitoterapia

Lo zenzero è una delle spezie più consumate dagli italiani, dal 2019 è stata inserita nel paniere Istat, ovvero la selezione dei beni di consumo monitorati per le statistiche.

Il suo grande successo è dovuto sicuramente al sushi, che ha fatto scoprire le sue potenzialità culinarie, ma anche ai  recenti studi che evidenziano, proprietà antinfiammatorie e capacità di prevenire il diabete, caratteristiche che lo rendono sfruttabile in fitoterapia.

Lo zenzero (Zingiber officinale) originario dell’Estremo Oriente viene coltivato in numerose varietà in Cina e nei Paesi tropicali, dalla pianta si ricava un rizoma ricco di cellulosa, carboidrati, olio essenziale ma soprattutto una serie di composti quali gingeroli e shogaoli che sono i responsabili sia del sapore acre che delle sue proprietà medicinali.

Considerato da sempre nella medicina cinese come una spezia rovente e quindi usata per curare disturbi dovuti al freddo e disturbi digestivi, in fitoterapia sono riconosciute allo zenzero attività farmacologiche atte a lenire disturbi gastrointestinali.

Infatti, stimolando i movimenti peristaltici sia a livello dello stomaco che a livello dell’intestino, lo zenzero aiuta chi soffre di lenta o cattiva digestione; agendo invece a livello del sistema nervoso centrale previene la nausea e il vomito di chi soffre di mal di auto, mal di mare o mal di aereo (cinetosi).

Zenzero, un antinfiammatorio naturale

Oggi giorno continuano gli studi sul rizoma di zenzero che ha una forte attività antinfiammatoria dovuta all’inibizione delle prostaglandine, molecole che vengono sintetizzate in eccesso durante il processo dell’infiammazione, in particolare l’Università di Miami ha dimostrato che questa sua azione farmacologica è utile per contrastare l’osteoartrite una patologia nella quale c’è una degenerazione delle cartilagini dovuta all’usura articolare e all’avanzamento dell’età.

Il consumo di zenzero ha permesso ai pazienti sia di minimizzare il ricorso agli antinfiammatori e agli antidolorifici di sintesi, sia una significativa riduzione della rigidità articolare che è uno dei sintomi più invalidanti della malattia.

Lo zenzero è utile anche per chi soffre di glicemia alta, infatti secondo uno studio dell’Università di Teheran, l’assunzione regolare di zenzero nella dieta aiuta a ridurre i valori dell’emoglobina glicata, ovvero la quantità di zuccheri trasportati dal sangue, ciò permette di controllare meglio la glicemia e prevenire il diabete.

Maria Anna Esposito Maria Anna Esposito: laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche alla Facoltà di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, farmacista con specializzazione in Fitoterapia e Aromaterapia. Fito-blogger. Esercita in libera professione attività di consulenza erboristica | e-mail | Instagram
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