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La Franciacorta di Mirabella è verde

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Le cantine Mirabella rappresentano un case study importante per toccare con mano i risultati dell’applicazione delle tecniche biologiche alla viticoltura moderna

Mirabella è un’azienda vitivinicola nel cuore della Franciacorta, il distretto conosciuto in Italia e nel mondo per le famose bollicine: lo spumante metodo classico italiano, che ben poco ha da invidiare per tipologia e qualità alle più rinomate bevande francesi della regione della Champagne Ardenne.

Prima della creazione di Mirabella, mio padre Teresio già produceva vino in Oltrepò: la scelta di fare spumanti in Franciacorta è dettata dal potenziale straordinario di questo territorio” ci racconta Alberto Schiavi, enologo a sua volta e responsabile commerciale della cantina.

Con il padre e con il fratello Alessandro, enologo responsabile della produzione, forma la magica terna della conduzione di questa bella realtà: fondata nel 1979 risponde al sogno di valorizzare il Made in Italy facendo di un territorio altamente vocato l’emblema di una cultura vitivinicola di eccellenza: 40 ettari di vigneto, a cui se ne aggiungeranno altri nel breve, integralmente gestiti in biologico tra i comuni di Paderno, Passirano, Bornato e Provaglio d’Iseo, con un sottosuolo ideale, fatto di terreni morenici che trasferiscono salinità e freschezza ai vini.

Dal 2012 siamo passati all’utilizzo del 100% di energia da fonti rinnovabili e il nostro vino Élite è il primo Franciacorta da uve chardonnay in purezza extra brut che dalla vendemmia 2010 è senza allergeni e solfiti aggiunti” prosegue Alberto.

Lo stile Mirabella risponde a un concetto di vocazione per la natura, contestualizzata nell’ambiente in cui si vive e si lavora, mettendo l’uomo al centro: un prodotto qualitativamente sano e giusto, che porta benessere all’uomo e alla comunità.

In ottica di Sostenibilità, l’azienda ha operato scelte orientate alla naturalità: la cantina è interrata e trova nell’acqua la risorsa per mantenere temperatura e umidità sempre costanti, grazie alla presenza di una falda freatica superficiale che circonda la struttura.

L’energia utilizzata proviene da fonti rinnovabili, con una raccolta differenziata per circa l’80% dei rifiuti, con carta e cartone ottenuti da foreste correttamente ed eticamente gestite; i tappi sono ecocompatibili e l’utilizzo di gas inerti mantiene la temperatura di raffreddamento dei mosti al livello termico desiderato, diminuendo il consumo di energia elettrica.

La carta etica di Mirabella prevede inoltre la valorizzazione del pinot bianco, tra i vitigni presenti in azienda sicuramente il più italiano, tratto distintivo della loro produzione.

A noi piace per freschezza ed eleganza. In biologico non è semplice da gestire: le piante vanno curate giorno per giorno – precisa Alberto – La scelta di lavorare in biologico è coerente con la filosofia condivisa dall’intero distretto franciacortino: in annate più complesse è necessario agire sulla prevenzione e avere grande cura della pianta. Le rese non sono quelle della viticoltura convenzionale, ma il prodotto finale è un vino sano e naturale. Meno aggiungiamo al vino più abbiamo un prodotto tipico, espressione autentica e non alterata del territorio“.

Mirabella ha raggiunto l’obiettivo di totale eliminazione delle sostanze chimiche da ogni processo in cantina, così come i trattamenti in vigna sono stati ridotti e a basso impatto ambientale, di natura preventiva e non curativa: i vini sono più salutari perché non contengono allergeni, così come è stata operata una riduzione costante dei solfiti nelle bollicine.

Nel futuro di Mirabella ci sono ancora importanti investimenti in cantina in ottica di Sostenibilità, dalla nuova pavimentazione con resine ancora più igieniche alle vasche meglio coibentate: tecnologia per l’ambiente.

E quando si degusta uno spumante Mirabella tutto questo si sente: è, come sostengono in azienda, paragonabile al primo incontro con una persona che ancora non si conosce. Sono quindi necessari tutti i sensi per riuscire a coglierne il carattere e arrivare all’anima.

Sara Missaglia Sara Missaglia: giornalista, sommelier, degustatore e relatore per l’Associazione Italiana Sommelier, racconta di vino e enogastronomia per alcune riviste e testate di settore. Esperta di comunicazione è Degustatore della Regione Lombardia | Instagram | Facebook | Twitter | Linkedin
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