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Cogenerazione e trigenerazione: come l’industria autoproduce l’energia

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impianto di cogenerazione
Immagine Wikimedia Commons

Cogenerazione e trigenerazione per rendere efficiente e autonoma dal punto di vista energetico l’industria italiana. Vediamo i casi più interessanti firmati da E.On, Gruppo Hera, Ab 

Secondo l’ultima Relazione annuale sulla cogenerazione in Italia del Mise, in Italia sono in funzione quasi 1.900 impianti di cogenerazione che, insieme, producono il 55% dell’energia termoelettrica complessiva.

Si fa cogenerazione anche perché questa garantisce una produzione locale di energia elettrica che permette di ridurre tutte le perdite di trasporto legate alla distribuzione di energia elettrica su una rete diffusa.

Inoltre, gli scarichi generati nella combustione del motore, sono riutilizzati nella caldaia che permette di trasferire il calore contenuto nei gas di scarico per produrre vapore libero.

Anche il vapore è utilizzato per la produzione e contribuisce a ridurre le emissioni generate dalle caldaie tradizionali. E poi ovviamente si produce anche e gratuitamente acqua calda per usi multipli: attrezzature di fabbrica, uffici, bagni.

Tutta questa efficienza la si tocca con mano nella recente installazione presso lo stabilimento di Foggia di proprietà di Princes industrie alimentari (Pia) che si occupa della lavorazione del pomodoro.

Dalla cogenerazione alla trigenerazione

Se poi oltre a produrre energia elettrica e calore, si aggiunge anche quella frigorifera ci troviamo di fronte alla trigenerazione, che può arrivare a sfruttare circa l’80% dell’energia primaria.

Oltre a una riduzione considerevole delle emissioni di CO2, queste tecnologie consentono anche notevoli risparmi economici, due fattori che contribuiscono a renderli molto interessanti per le aziende e altre realtà come ospedali, università e centri sportivi.

Tra gli ultimi impianti a entrare in funzione c’è quello realizzato dal Gruppo Hera per alimentare uno stabilimento per la fabbricazione di componenti di arredamento della provincia di Pesaro-Urbino.

La trigenerazione, che serve a riscaldare gli ambienti della fabbrica e a raffrescare nei mesi estivi due officine meccaniche, garantisce un risparmio del 20% sulle bollette energetiche e viene monitorata con un sistema di telecontrollo per assicurare il rispetto dei parametri di funzionamento ottimali.

Mipharm, azienda del settore farmaceutico, ha annunciato di voler procedere alla riqualificazione energetica del proprio sito di produzione. La trigenerazione coprirà il 57% del fabbisogno elettrico, il 100% dei consumi di energia termica per la produzione di acqua calda e il 30% dell’energia frigorifera per il raffrescamento dei magazzini e la refrigerazione dei locali produttivi.

Secondo le stime, l’impianto garantirà un risparmio di quasi 380 tonnellate di CO2, equivalenti a quella assorbita in un anno da 2.700 alberi.

I miglioramenti nell’efficienza e nella competitività, oltre che i risparmi economici, sono alla base della decisione del Gruppo Intercos, uno dei leader globali nella produzione e commercializzazione di prodotti cosmetici, di installare un impianto di trigenerazione nello stabilimento produttivo di Dovera, in provincia di Cremona.

Alimentato a metano, copre oltre il 70% dei fabbisogni energetici dello stabilimento ed è stato realizzato con la formula dell’Energy Service Company. E.On ha costruito l’impianto e ne rimane proprietaria, liberando così Intercos dai rischi gestionali.

Anche le multinazionali che lavorano in Italia possono trarre beneficio dalla trigenerazione. A Mirandola, in provincia di Modena, si trova lo stabilimento per la produzione dei dispositivi per l’ossigenazione del sangue da utilizzare durante le operazioni chirurgiche della LivaNova, azienda statunitense che opera nel settore dei medical device.

Qui Ab, società di Orzinuovi che opera nella progettazione e costruzione di impianti a cogenerazione, ha installato un sistema di trigenerazione che, con un tempo di ritorno sull’investimento di circa tre anni, permette un risparmio di 4.000 tonnellate di CO2 all’anno.

Ancora Ab ha costruito l’impianto che alimenta gli stabilimenti della Siberg, azienda di Catania che produce, imbottiglia e distribuisce tutti i prodotti con il marchio Coca-Cola.

L’impianto ha ridotto i consumi di energia elettrica del 45% e, a partire dal secondo anno di attività, ha permesso di risparmiare 390.000 euro all’anno sulle bollette energetiche.

(testo redatto da Simone Gandelli)

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