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21 marzo, torna la giornata mondiale delle foreste: le manifestazioni a essa correlata

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Giornata mondiale delle foreste - vacanze nei boschi
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21 marzo: con l’arrivo della primavera si torna a festeggiare anche la giornata mondiale delle foreste. Alberitalia e ForestaMi ne sono un simbolo

Con l’arrivo dell’equinozio di primavera ( che quest’anno iè anticipato al 20 marzo alle 10.37), il 21 marzo, si festeggia anche la giornata mondiale delle foreste. Il tema scotta: malgrado la sempre maggiore attenzione ogni anno in tutto il mondo le foreste regrediscono.

Secondo il Wwf, negli ultimi 50 anni abbiamo perso quasi un quinto di questo incredibile mondo di foreste, l’80% delle foreste scomparse sono state mangiate da pascoli per il bestiame, dalle coltivazioni di soia, dalla produzione di biocombustibili e, più in generale, dal nostro dissipato e scellerato consumo di risorse naturali.

Questi fenomeni potrebbero da una parte drammaticamente accelerare il ritmo di perdita della foresta pluviale, sostituita dalla savana, e dall’altra causare un’ulteriore minaccia al clima globale perché l’Amazzonia rischierebbe di diventare emettitore netto di CO2, invece di essere il polmone che oggi ci permette di assorbire questo gas serra dall’atmosfera e di regolare il clima globale.

Ma, lo dicevamo, la gente sembra più attenta al tema delle foreste. Complice anche una serie di iniziative a sostegno. Come quelle della neonata Fondazione Alberitalia.

L’invito volto al contrasto della crisi climatica, avanzato dalle comunità Laudato si’, Stefano Mancuso e Carlin Petrini, viene accolto all’incirca da 600 enti, i quali, assieme al supporto di Sisef – società italiana di Selvicoltura e di Ecologia Forestale – Romagna Acque, Slowfood e della Fondazione cassa dei Risparmi di Forlì, danno vita alla Fondazione Alberitalia.

Giornata mondiale delle foreste: perché nasce la Fondazione Alberitalia?

Piantare un albero per ogni cittadino italiano: questo l’obiettivo di partenza sotteso dalla fondazione. Ma non il solo. Alberitalia, sebbene appena nata, si è già occupata di costruire strumenti piuttosto complessi, utili nelle attività di piantagione, cura e gestione.

Un vademecum orientativo per piantare alberi e un software denominato Contalberi permetteranno di contabilizzare tutte le piante messe a dimora” spiega Giorgio Vacchiano, ricercatore in gestione e pianificazione forestale all’Università di Milano

Si aggiungono, inoltre – continua lo studioso – “un gruppo di progetti a scala nazionale, una piantagione di interesse internazionale e infine una struttura di supporto e accompagnamento per iniziative nazionali e internazionali di gestione virtuosa e di riconoscimento di buone pratiche di governance verde delle città“.

Verso una nuova consapevolezza

Naturalmente, la fondazione da sola non basta: al fine di ristabilire un equilibrio fra natura e persone, non è in alcun modo possibile prescindere dagli abitanti della terra.

Partecipazione e consapevolezza sono i principi alla base delle richieste che Alberitalia si accinge a portare avanti, nella convinzione che il futuro della nostra penisola debba obbligatoriamente passare dalla comprensione del valore vegetale.

Per questa ragione, “Alberitalia – illustra Vacchianointende mettere le proprie competenze scientifiche e la propria rete al servizio di chiunque voglia combattere la crisi climatica in Italia piantando, prendendosi cura e gestendo sostenibilmente alberi e foreste“.

Una grande sfida nata con la prospettiva di suscitare interesse, sensibilità e condivisione non solo per combattere il crescente inquinamento atmosferico del Pianeta, ma una lotta che vuole anche agire in vista del nostro benessere, presente e futuro.

Anche a Milano continua la forestazione urbana

Rimanendo in tema ambiente, nell’ambito della collaborazione già avviata con l’iniziativa ForestaMi – che ha lo scopo di piantare 3 milioni di alberi entro il 2030 sul territorio milanese – la città metropolitana di Milano ha partecipato al Bando Costa, insieme a Parco Agricolo Sud Milano, Parco Nord Milano Ersaf Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste – Politecnico di Milano, Università Statale di Milano, Università di Milano Bicocca e Cnr.

Il bando ha lo scopo di finanziare azioni di forestazione in tutto il territorio urbano e periurbano, con la piantagione di alberi e la creazione di foreste, laddove ancora non siano stati fatti investimenti.

5 i progetti già avviati, rispettivamente nei comuni di Rho, Settimo Milanese, Corsico, Milano e Pioltello, ognuno con un disegno rispondente ai canoni del proprio territorio.

Sul sito Forestami.org, da lunedì sarà attiva una sezione ad hoc dedicata ai contenuti della ricerca scientifica con le mappe georeferenziate che monitorano l’utilizzo del suolo e delle superfici permeabili e impermeabili, i sistemi verdi tra cui la copertura arborea e le variazioni climatiche.

Le foreste: una guida per l’uomo

Non sembra essere un caso se a coincidere con i progetti indicati sopra poc’anzi, si collochi l’apertura degli ordini relativi a Come pensano le foreste, libro scritto da Eduardo Kohn – professore e antropologo canadese della McGill University di Montreal – e tradotto in italiano da Nottetempo.

Il testo, presentato durante una rassegna che ha visto conversare l’autore con il filosofo Andrea Colamedici di Tlon, vuole restituire importanza all’essenza delle foreste, non solo come possibile aiuto sostenibile, ma anche e soprattutto in qualità di guida per l’umanità.

Alla luce della ricerca etnografica condotta da Kohn tra i Runa dell’Ecuador, a essere messa in evidenza è una diversa idea di essere umano, unita al contempo a una differente denotazione del concetto di vita nella sua interezza.

La tesi del libro è che si sarebbe persa negli ultimi anni quella naturale connessione esistente fra l’uomo e la foresta, necessaria alla conduzione di una vita maggiormente sostenibile e, non per ultimo, spirituale.

Solo imparando ad ascoltare sé stessi e il mondo attorno a noi, sdoganando una comunicazione che non sia a senso unico, possiamo riappropriarci di un modo di vivere che metta al centro l’esistenza nella sua forma più alta.

Circondarci di boschi, di piante e di alberi, creare un dialogo fra la nostra anima e la terra: potrebbe rappresentare un punto di partenza per un mondo che da ormai troppi anni ha deciso di condannare il benessere naturale in favore di quello artificiale.

(testo redatto da Nicole Bianchi)

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