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Ora legale: da domenica 28 marzo lancette in avanti

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Foto di kalhh da Pixabay

Dalle 2 del 28 marzo torna in Italia l’ora legale: le lancette dell’orologio andranno spostate in avanti di un’ora garantendo risparmi energetici importanti. Ma potrebbe essere l’ultima volta…

Ci siamo: a fine settimana – il 28 marzo – torna l’ora legale che sposta le lancette in avanti di un’ora, garantendo risparmi energetici importanti grazie a un miglior sfruttamento della luce solare.

Benefici energetici rilevanti che porteranno nei prossimi 7 mesi impatti positivi al nostro sistema energetico, da un punto di vista elettrico, ambientale ed economico.

Nello scorso anno, secondo i dati forniti dal gestore della rete elettrica italiana, Terna, l’ora legale ha portato un risparmio pari a 400 milioni di kWh (quanto il consumo medio annuo di elettricità di circa 150mila famiglie), un valore corrispondente a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 205mila tonnellate e a un risparmio economico pari a circa 66 milioni di euro.

Dati inferiori a quelli degli anni precedenti, naturalmente influenzati dal lockdown per il Covid-19 che ha ridotto i nostri consumi elettrici; la misura, tuttavia, prevede per il 2021 di ottenere un parziale recupero del fabbisogno energetico e quindi di tornare a valori di benefici elettrici, ambientali ed economici più simili a quelli degli anni precedenti.

Nel periodo che va dal 2004 al 2020, infatti, Terna ha calcolato che il minor consumo di elettricità dovuto all’ora legale è stato di circa 10 miliardi di kilowattora e ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di 1 miliardo e 720 milioni di euro.

Nonostante i benefici dimostrabili, tuttavia, la misura potrebbe venire eliminata già dal prossimo anno. L’Unione europea, infatti, già nel 2018 aveva ritenuto poco utile il cambio di ora e, successivamente, il Parlamento aveva approvato con l’84% dei voti una risoluzione per l’abolizione dell’obbligo del cambio di orario per gli Stati membri – misura appoggiata a larga maggiornza anche dai cittadini europei.

Lo scenario che si potrebbe profilare all’orizzonte è un definitivo passaggio all’ora legale – senza la necessità di ripristinare in inverno l’ora solare. Questo per mantenere una coerenza logistica in tutta Europa e per ridurre le fonti di stress che alcuni studi hanno associato a questi cambi di orario.

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