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Usiamo le vertical farm anche per far crescere le piante officinali

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vertical pharm - vertical farm enea
Immagine: Enea

La richiesta di piante officinali è alta: 30mila tonnellate negli ultimi anni. ll progetto è di Enea e Idromeccanica Lucchini e va a colmare una produzione nazionale che è ancora scarsa. Così nasce la Vertical Pharm

Negli ultimi anni in Italia stiamo assistendo sempre più alla forte richiesta di piante officinali, basti pensare che la sua domanda nazionale si attesta intorno a 30mila tonnellate negli ultimi anni (fonte: Coldiretti).

Le erbe aromatiche, grazie alle loro proprietà, vengono usate in diversi campi non solo in quello erboristico, cosmetico e farmaceutico che sembrano scontati, ma alcune di queste vengono usate per colorare tessuti nell’industria della moda e come insetticidi naturali in campo agricolo.

La domanda interna di erbe officinali è molto alta e le aziende agricole italiane riescono a soddisfare solo per il 30% il fabbisogno nazionale, mentre il restante 70% viene soddisfatto dalla importazione estera, soprattutto cinese, paese nel quale non solo non vengono rispettati i diritti dei lavoratori, ma non si ha certezza nemmeno della qualità delle erbe che vengono coltivate e lavorate.

La qualità della pianta officinale è un tema fondamentale, soprattutto quando quest’ultima deve essere usata per scopi medicinali, in quanto, il contenuto di molecole biologicamente attive deve essere massimo per poter esplicare l’effetto farmacologico.

Proprio su questa scia nasce una collaborazione tra Enea e Idromeccanica Lucchini per la realizzazione di una Vertical pharm per coltivare piante medicinali ad alto contenuto di principi attivi da destinare alla produzione di farmaci e integratori.

Le vertical farm sono delle serre che si sviluppano verticalmente, richiedendo così meno spazio rispetto a una coltivazione classica, si avvalgono di lampade a Led che ricreano le condizioni ambientali ottimali di crescita delle piante e contemporaneamente accelerano la fotosintesi clorofiliana.

La serra verticale è formata da una serie di piani dove la coltivazione può essere idroponica o aeroponica, così da ridurre il consumo di acqua del 95% rispetto a una coltivazione tradizionale, inoltre erbicidi e pesticidi non vengono impiegati ottenendo così un prodotto biologico.

Per la sperimentazione, due sono le piante medicinali che verranno fatte crescere in vertical farm: lo zafferano, che la recente letteratura scientifica ha rivalutato in campo fitoterapico, viste le ultime scoperte nel campo della depressione e in campo oculistico, e l’eleuterococco o Ginseng siberiano una pianta tradizionalmente ritenuta adattogena, ovvero capace di aumentare la resistenza agli stress psicofisici.

In un mondo in cui l’80% dei terreni coltivabili è già saturo, le risorse idriche non potranno soddisfare le crescenti esigenze dell’uomo e facendo sempre più ricorso per le patologie croniche all’uso di farmaci vegetali, la vertical farm rappresenta il futuro dell’agricoltura sostenibile per la coltivazione delle piante medicinali.

Maria Anna Esposito Maria Anna Esposito: laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche alla Facoltà di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, farmacista con specializzazione in Fitoterapia e Aromaterapia. Fito-blogger. Esercita in libera professione attività di consulenza erboristica | e-mail | Instagram
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