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La Dad sull’albero: uno spazio scolastico costruito nel giardino di casa

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Foto di Umberto Ammiraglio

Fare lezione in giardino, o magari addirittura su un albero. Insomma, fuori dalle quattro mura, sia di scuola che di casa: è quello che promette Dad Treehouse in collaborazione con Sullalbero

Didattica a distanza, video-lezioni, incontri online: sono le nuove modalità con cui gli studenti, ormai da un anno a questa parte, sono chiamati all’appello.

Il computer e la cameretta hanno soppiantato aule e banchi, facendo emergere oltre alla questione della socialità, l’impossibilità di avere uno spazio educativo apposito.

Con il progetto della Dad Treehouse, Sullalbero, realtà che assieme a un team di ingegneri e architetti si occupa dell’ideazione e della realizzazione di progetti sugli alberi, si rende promotrice di un’idea innovativa.

L’azienda intende creare un luogo all’insegna della natura, uno spazio che permetta di sostituire momentaneamente l’istituto scolastico e che possa fornire un’occasione di allontanamento dalle solite quattro mura di casa.

Facciamo Dad sull’albero

Un terrazzo sui rami, una piccola e accogliente dimora verde, un rifugio segreto per scappare dalla monotonia della vita quotidiana: chi da piccolo non è mai stato attraversato da un pensiero così assurdo e, in egual modo, eccitante?

L’idea, rivolta verso privati in possesso di un’area verde, agriturismi e b&b, intende creare una casa sull’albero, uno spazio scolastico outdoor affinché i fanciulli, nonché i ragazzi, possano imparare e riappropriarsi di quegli stimoli venuti per forza di cose a mancare durante l’ultimo anno.

Complici probabilmente i cartoni animati e, perché no, qualche racconto incantato, la Dad Treehouse rappresenterebbe quel tanto auspicato nido in cui da piccoli avremmo voluto nasconderci, facendoci immedesimare nei bambini sperduti di Peter Pan sull’isola che non c’è.

Ma, romanzi a parte, la diffusione di una didattica outdoor, collocandosi in un ambiente naturale, potrebbe apportare cambiamenti positivi ai fini dell’apprendimento, senza tralasciare le modalità di insegnamento.

Ne sono un esempio i paesi nordici, fra cui spicca in particolare il modello Helsinki: qui lo sviluppo della creatività e il contatto con la natura occupano uno spazio fondamentale, anche quando le temperature non sono delle più clementi.

I benefici di un approccio “naturale”

Tuttavia, benefici didattici finlandesi a parte, altri sono i vantaggi scaturenti da una scuola al naturale, se così la possiamo chiamare.

Alcuni studi scientifici condotti nel 2010 dal professor Richard Ryan mostrano una maggiore vitalità di coloro i quali trascorrono più tempo a contatto con la natura.

Ciò non vale solo per quel che riguarda l’attività fisica ma anche e soprattutto per ciò che concerne l’energia e il benessere mentale delle persone.

A tal proposito, una ricerca condotta dal sociologo Robert C. Atchley assieme a dei colleghi nel 2012 su un gruppo di soggetti immersi nella natura per 4 giorni e privati di qualsiasi strumento tecnologico, ha mostrato un incremento del 50% sulla loro creatività unita a un miglioramento circa la capacità di problem solving.

Si aggiungono, inoltre, una riduzione dello stress, come divulgato dai giapponesi amanti delle passeggiate nelle foreste e un miglioramento della memoria a breve termine del 20%, dato reso noto nel 2008 in seguito a degli studi effettuati da Berman, Jonides e Kaplan presso l’Università del Michingan.

Non è un caso se già più di un secolo fa, la celebre pedagoga e dottoressa Maria Montessori aveva intuito l’importanza del legame esistente fra la natura, l’infanzia e l’adolescenza, basando su di esso l’intero suo metodo educativo.

Al benessere cerebrale e fisico derivante dal contatto con le piante e i paesaggi naturali si associa, nella prospettiva della Dad Treehouse, la possibilità per un bambino o un ragazzo di spostarsi in una dimora educativa bella, accogliente e lontana dalla solita cameretta.

Aveva forse ragione Cosimo, protagonista de Il barone rampante – famoso romanzo di Calvino a volersi costruire una quotidianità sopra l’albero del giardino di casa, senza mai voler scendere da esso?

(testo redatto da Nicole Bianchi)

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