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Pranzo di Pasqua: 16 ricette per farlo cruelty free

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pranzo pasqua vegano
Foto di Mittmac da Pixabay

16 idee per un pranzo di Pasqua vegano e cruelty-free. Una guida per potersi destreggiare in nuove e fantasiose ricette che non prevedano il consumo di carne. A cominciare dagli agnelli

Pranzo di Pasqua e ricadute sull’ambiente: la richiesta di aiuto lanciata dal Pianeta, ci spinge verso l’adozione di uno stile di vita più sano e sostenibile.

Con il nuovo ricettario promosso da Animal equality, sono tante le idee per un pranzo di Pasqua alternativo: 16 ricette a base vegetale – disponibili online gratuitamente – elaborate da 8 chef e influencer esperti nel settore

Una Pasqua che – sebbene nuovamente insolita – può comunque offrire un momento di serenità e, perché no, un modo per sperimentare, anche insieme ai più piccoli, nuovi accostamenti culinari.

Fra questi figurano, per esempio, un vitello tonnato in versione vegana, lasagne a base di asparagi, i famosi ravioli sardi e, ovviamente, golosissimi dolci, tra cui una torta di cioccolato e pere. Qui tutte le ricette, gratuite e scaricabile in pdf o consultabile online.

La tradizione pasquale, rivisitata

Se prima, protagonista sulle tavole degli italiani era l’agnello, negli ultimi anni questa crudele consuetudine sta cambiando, in direzione di una linea più green.

Purtroppo – spiega Chiara Caprio, responsabile della comunicazione di Animal equality – le tradizioni sono dure a morire ma siamo sicuri che i cittadini italiani sono sempre più consapevoli di ciò che accade realmente a questi cuccioli e quindi sarà sempre più in calo il consumo“.

Complici sicuramente gli usi e le credenze popolari, c’è ancora chi al solo suono della parola vegano storce il naso e aggrotta la fronte, quasi fosse una brutta malattia.

Ebbene, è ora di sguinzagliare queste assurde e arcaiche credenze. I piatti a base vegetale proposti dalla guida, oltre a rappresentare un’occasione di creatività e condivisione, si attengono alla tradizione festiva, facendo ricredere anche i palati più scettici.

Tendenze alimentari e cambiamenti climatici

Ma, ricordiamolo, il tema scotta e non piace a tutti. Il mondo è inquinato e il consumo di carne è alle stelle: e ancora c’è chi fa le orecchie da mercante ignorandone i danni.

Sì, i dati stanno cambiando e si tratta di un buon indicatore, le persone sono più sensibili e meno predisposte ad assecondare l’industria carnivora.

La cucina italiana ci viene incontro: “essa – continua la manager – è già di sua natura molto legata più al consumo di verdure, legumi e cereali, quindi è un passaggio tutto sommato semplice quello da fare“.

Tuttavia, sebbene la via sembri spianata e molte persone abbiano assunto un’alimentazione vegana o vegetariana, la strada è ancora in salita. I numeri dell’Istat lo confermano: ancora nel 2020 si è registrato un abbattimento di quasi 2 milioni e mezzo di agnelli e capretti.

A lanciare l’allarme interviene Lav – associazione animalista italiana – che invita gli italiani a vivere le festività come un momento di riflessione e consapevolezza per quel che riguarda le nostre scelte nutritive non solo a Pasqua, ma durante tutto l’anno.

Ora – conclude Chiara Capriobisogna lavorare per far aumentare questi consumi green e diventare davvero più sostenibili per gli animali e il pianeta“.

Uno sguardo alla salubrità

Animal equality e Lav non sono le sole ad agire: anche Slow food – organizzazione internazionale no profit – si impegna nel sviluppare campagne di sensibilizzazione.

L’associazione, in collaborazione con diversi chef e partner, intende restituire al cibo il giusto valore, promuovendo un’alimentazione corretta, pulita e sostenibile.

Da un lato – spiega Elisa Virgillito dell’ufficio comunicazione Slow Food – prendiamo in considerazione tutte le problematiche relative al consumo eccessivo di carne, dall’altro conosciamo anche l’importanza della sopravvivenza delle razze animali“.

Nondimeno, il problema del pranzo pasquale connesso alle chiusure dei ristoranti, non è l’unico a destare preoccupazione. E poi, proprio a Pasqua teniamo d’occhio il tema acqua: noi che possiamo berla dal rubinetto è bene farlo. Ce lo ricorda Water of Africa il nome dato alla campagna, un appello di azione contro la fame e la malnutrizione.

Batteri, virus e parassiti: questi gli elementi insiti nell’acqua con i quali i bambini africani credono di dissetarsi. L’ennesimo fenomeno preoccupante per il nostro ecosistema e per coloro i quali, noncuranti di tali fatti, continuano ad ammalarsi, con conseguenze che troppo spesso conducono alla morte.

Ecco che allora, operare delle scelte consapevoli può giovare in primis a noi stessi, al bene del pianeta e di chi lo abita.

(testo redatto da Nicole Bianchi)

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