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Verde e Innovazione, Torino torna a fare goal

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Foto di pierol85 da Pixabay

Torino ragiona su come arrivare al 2050 puntando a biodiversità e connettività ecologica; assorbimento dei gas serra,  riduzione dell’inquinamento e la tutela idrogeologica

Poco più di un anno fa, lo Smart City Index, aveva premiato la città di Torino che si era  posizionata al secondo posto della classifica, superata solo dalla città di Trento.

Ma non solo, la metropoli piemontese si è anche aggiudicata il primo posto nella classifica delle città italiane, che hanno partecipato al Tree cities of the world 2020, il riconoscimento mondiale istituito dalla Fao e dalla Arbor Day Foundation.

Che cosa ha portato Torino in cima alla classifica? Lo sviluppo infrastrutturale e intelligente, inteso non solo come la capacità di innovare, ma come anche indice di sostenibilità urbana.

E la città sta mantenendo questa rotta, nel rispetto degli standard elevati di resiliente sostenibilità, con un approccio innovativo, per tutelare l’ambiente anche attraverso un Piano strategico dell’Infrastruttura verde, il documento elaborato dall’assessorato all’Ambiente della Città di Torino che, in linea con la Strategia Nazionale del Verde Urbano, vuole definire l’assetto morfologico del territorio e l’evoluzione storica del verde comunale, le strategie e gli indirizzi entro i quali programmare le azioni e gli investimenti necessari.

Lo sguardo, sostenibile, di Torino al 2050

Così, ora Torino guarda al 2050 disegnando un nuovo progetto per il futuro della sua dimensione metropolitana, che si fonda sull’analisi dei dati socio-economici e progettuali locali e le tendenze e le buone pratiche internazionali come quelle della città di Londra e andando oltre oceano nelle città sparse tra Australia con Melbourne, Canada con Vancouver, Usa con Seattle e Phoenix, Asia con Singapore.

Dimensione metropolitana, centralità del mondo delle imprese, dell’università, della ricerca, dell’innovazione, rinnovamento della pubblica amministrazione, sono al centro della nuova fase di cambiamento.

Lo scenario si concretizza dunque nell’idea di una città del poter fare: un luogo che incoraggia l’innovazione e lo sviluppo, un ambiente abilitante e inclusivo, uno spazio accogliente e produttivo, dove ognuno può trovare le condizioni favorevoli per sviluppare il proprio progetto di vita e di impresa.

Questa visione dettagliata nel Piano Strategico per l’Infrastruttura verde, si delinea attraverso due strategie: la prima è quella di abilitare il sistema economico locale a una nuova fase di sviluppo, fatta di innovazione, inclusione e sostenibilità.

La strategia sta nello sfruttare al meglio le potenzialità del suolo verde disponibile. Il verde cittadino di cui il 37% della superficie comunale è suolo libero, circa 48 km2 su un totale di 130 km2 è verde, pari a 55,43 m2 di verde a disposizione per ogni abitante.

Torino punta quindi alla valorizzazione, all’incremento della biodiversità e della connettività ecologica, alla quantificazione e valorizzazione dei servizi eco-sistemici, per far fronte ai fattori critici di qualità ambientale, all’innovazione nella governance e nella gestione del verde pubblico e del patrimonio arboreo.

Anche con l’attivazione di partenariati strategici pubblici e privati, per arrivare a dare particolare attenzione alla funzione sociale e di partecipazione del verde, ma anche alla sicurezza dei cittadini e alla gestione delle emergenze.

Come raggiungere questi obiettivi green

Per raggiungere tali obiettivi è necessario partire dalle importanti funzioni che il verde assolve sotto diversi punti di vista: quello ecologico con l’assorbimento dei gas serra, la riduzione dell’inquinamento, la conservazione della biodiversità e la tutela idrogeologica.

Quello socio-culturale, con il contributo alla salute psico-fisica dei cittadini, la facilitazione dell’interazione sociale e la salvaguardia del paesaggio urbano e quello economico, con l’aumento del valore degli immobili e la promozione del turismo.

La gestione del patrimonio arboreo cittadino è tra gli obiettivi cardine della città, per cui sono previsti l’implementazione di sistemi informativi per la gestione dei rischi, il rinnovamento delle alberate a fine ciclo, l’incremento del numero degli alberi e la sensibilizzazione della cittadinanza.

A questa si aggiungono altri due importanti aspetti, la manutenzione ordinaria e straordinaria del verde pubblico e l’accessibilità universale, il collegamento con le piste ciclabili, l’ampliamento degli spazi e la mitigazione ambientale.

La città metropolitana voluta dal Piano strategico dell’Infrastruttura verde, ha  una particolare sensibilità e attenzione verso i luoghi all’aperto, le aree verdi e le aree gioco, chiamate anche le aree verdi ricreative con l’inserimento di nuovi elementi come percorsi podistici e di parkour, aree per eventi e barbecue.

Aree riprogettate con strutture e pavimentazioni inclusive e innovative che comprendono anche del verde destinato all’orticoltura urbana da implementare attraverso una sua espansione.

Attualmente esistono 7 orti urbani circoscrizionali di circa 70.000 m2, 26 orti associativi, 7 orti spontanei e 3 orti sono in fase di realizzazione.

E ancora, servizi eco-sistemici, con il completamento e la rinaturalizzazione dei corridoi ecologici urbani e degli ambienti fluviali, la compensazione del suolo e la forestazione urbana diffusa nelle aree patrimoniali non boschive, le aree agricole dove effettuare nuove sperimentazioni a impatto climatico pressoché azzerato e la valorizzazione del verde come bene turistico, culturale, di cui un esempio è la Riserva della Biosfera Collina Po.

Un sito valorizzato attraverso il programma Man & Biosphere (Mab) Unesco che ne ha facilitato la conoscenza e l’accessibilità alla cittadinanza e ai visitatori, attraverso segnaletiche bilingue, percorsi, servizi, formazione alle guide turistiche e una carta turistica del verde.

Il tutto potenziato anche dall’aspetto sportivo con infrastrutture per il trekking, la ciclabilità, il podismo e la realizzazione di strutture di accoglienza.

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