Home Agricoltura 4.0 Le nanoparticelle del limone che fanno bene a noi e all’ambiente

Le nanoparticelle del limone che fanno bene a noi e all’ambiente

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scarti limone
Foto di S. Hermann & F. Richter da Pixabay

Enea, Navhetec e Agrumaria Corleone hanno ideato un brevetto che permette di ricavare nanoparticelle ricche di molecole biologicamente attive dagli scarti del limone, valorizzando così un sottoprodotto di scarto e trasformandolo in un prodotto nutraceutico

Gli scarti degli agrumi, chiamati pastazzo, sono il principale sottoprodotto della lavorazione degli agrumi e rappresentano, purtroppo, un rifiuto umido, di difficile smaltimento per tutte le industrie del settore agrumario.

L’utilizzo principale e più antico del pastazzo è in campo zootecnico come alimento per animali, in particolare quello di limone può diventare un buon sostituto dei cereali, ma oggi se ne sperimentano altri utilizzi, più o meno sostenibili come, la produzione di fertilizzanti o biogas e bioetanolo.

Le potenzialità del pastazzo non finiscono qui, infatti è ricco di vitamine, acidi organici, sali minerali, amminoacidi, proteine e polifenoli che possono essere sfruttati per la preparazione di integratori da impiegare poi in diversi campi della salute.

Su questa idea si staglia il brevetto realizzato da Enea in collaborazione con le aziende siciliane Navhetec e Agrumaria Corleone, che trasforma e quindi riutilizza gli scarti del limone per la realizzazione di nutraceutici utili nel campo della obesità, diabete, ipercolesterolemia e disturbi cardio-vascolari.

Tutto inizia nel 2015 quando la Navhetec, dopo studi in vivo e in vitro ha dimostrato che negli scarti del limone ci sono nanovescicole, ovvero piccolissime sfere contenenti molecole biologicamente attive come acidi nucleici, polifenoli, lipidi e proteine, che hanno un’azione di riduzione della crescita delle cellule tumorali.

Nel 2016 Navhetec si rivolge a Enea per trovare una soluzione tecnologica alternativa che permettesse la separazione su larga scala di queste nanovescicole, provenienti dagli scarti di limone dell’azienda agrumaria Agrumaria Corleone spa.

Nasce così il brevetto innovativo che si basa sull’utilizzo della tecnologia separazione su membrana, abbinata a successive fasi di incapsulamento ed essiccazione mediante una tecnologia di spray-drying o essiccazione a spruzzo, ottenendo così le nanovescicole.

Nel 2019, poi il prodotto ottenuto dal sistema brevettato è stato sperimentato su alcuni volontari sani ed è emersa una riduzione di alcuni fattori di rischio cardiovascolare, quali colesterolo-Ldl e circonferenza vita.

Questo brevetto offre due grandi vantaggi: in primo luogo i costi e i tempi del processo tecnologico sono ridotti rispetto a una classica ultracentrifugazione; in secondo luogo il prodotto ottenuto è stabile e potrà essere facilmente dosato e conservato.

L’uso degli scarti degli agrumi offre il vantaggio di abbattere i costi di smaltimento dell’azienda che li produce e contemporaneamente nobilita un sottoprodotto, trasformandolo in un altro, valorizzandolo.

Il brevetto appena ideato può essere usato su tutte quelle matrici vegetali che sono sottoprodotti della trasformazione di materie prime e che in futuro potrebbero rilevarsi utili da un punto di vista salutistico, rientrando così sempre di più in quei principi di economia circolare riciclando prodotti che, al momento, rappresentano solo un rifiuto.

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Maria Anna Esposito Maria Anna Esposito: laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche alla Facoltà di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, farmacista con specializzazione in Fitoterapia e Aromaterapia. Fito-blogger. Esercita in libera professione attività di consulenza erboristica | e-mail | Instagram
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