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Riaperture e assembramenti: l’appello dell’Ordine dei Medici di Firenze

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mascherine - assembramenti e riaperture
Foto da Pixabay

Una graduale apertura per tentare di tornare alla nuova normalità dettata dall’epidemia sanitaria: ma riaperture può fare rima con assembramenti e l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Firenze si dice preoccupato…

Si comincia a riaprire, piano e con accortezza per dare fiato all’economia e concedere un po’ di speranza di nuova normalità ai cittadini. Tuttavia, è ancora grande la preoccupazione che i focolai di infezione possano riaccendersi e farci tornare in una situazione di lockdown.

Che a qusto punto, farebbe male due volte di più a salute, morale ed economia. Ma i primi segnali dopo le riaperture della giornata di lunedì 26 aprile hanno destato preoccupazioni nei medici della provincia di Firenze che, attraverso il loro presidente, Pietro Dattolo, hanno chiesto “Diteci voi cosa dobbiamo fare. Piazze stracolme, mascherine abbassate: abbiamo finito le parole“.

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta.

È quasi notte ma le tapparelle della finestra rimangono a mezza altezza. Stiamo cercando di salvare una donna di 50 anni, ha avuto una crisi. Non riesce più a respirare. Le infiliamo il tubo lungo la trachea per farle arrivare l’ossigeno.

Dopo ore la visiera è appannata per il sudore, ma non possiamo sbagliare nessuna manovra. Ha il petto scoperto, le rimettiamo gli elettrodi. Osserviamo le luci verdi dell’elettrocardiogramma. Il Covid e la polmonite le stanno togliendo la vita. Passa mezz’ora e ci chiama sua figlia da casa, vuole sapere come sta.

Non possiamo mentire, ma non abbiamo una risposta, lei continua a chiedere. Rimane in attesa ed è un lungo silenzio che fa male al cuore. Nel corridoio ci sono poche luci accese, si sentono le sirene di un’ambulanza mentre si sta fermando davanti al pronto soccorso.

Ci guardiamo attorno, le stanze sono tutte piene. Dovrà restare in attesa. C’è un’altra crisi cardiaca nella camera 3, due infermieri avvolti nella plastica blu corrono a dare una mano. In fondo al corridoio qualcuno ha acceso il televisore.

Vediamo le piazze stracolme di ragazzi e manifestanti, mascherine abbassate, bottiglie in mano, resse. Grandi risate. Arriva un’altra ambulanza. Questa volta si è liberato un posto letto, un decesso nella stanza 11. Si ricomincia.

Diteci voi cosa dobbiamo fare. Qualcuno ci indichi la strada, perché come medici abbiamo sempre lavorato per curare una società che non vuole ammalarsi, che si rivolge ai professionisti perché ha paura di soffrire, di perdere i propri cari.

È chiaro che ora le priorità sono cambiate o non si spiegherebbero le folle per le strade. La tutela della salute è uno dei pilastri della nostra Costituzione, ma quel principio sembra essere confinato solo nei reparti ospedalieri. Diteci cosa rispondere alle famiglie che ci chiamano, agli anziani rimasti soli che guardano fuori dalla finestra. Noi le parole le abbiamo finite“.

Pietro Dattolo, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Firenze.

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