Ovs abbigliamento: tra rilancio online e produzione sostenibile

pubblicato il: - ultima modifica: 27 Ottobre 2021
ovs - abbigliamento sostenibile
Foto da Pixabay

C’è un marchio italiano che in questi mesi si sta distinguendo a livello globale per capacità di innovazione e attenzione all’ambiente e ai diritti: stiamo parlando di Ovs.

Guidato dal Ceo Stefano Beraldo, il brand nostrano è destinato a prendersi il ruolo di capofila di un nuovo modo di intendere la produzione nel campo della moda, molto più sostenibile e a impatto zero.

Le nuove strategie commerciali di Ovs

Dopo anni di mono marca e distribuzione in proprio, Ovs, uno dei marchi più conosciuti in Italia, ha deciso di cambiare strategia. Buona parte del merito è nella visione del Ceo Beraldo che ha deciso di trasformare la catena di distribuzione in un marketplace fisico e virtuale aperto agli altri grandi brand.

Il primo passo in tal senso è arrivato lo scorso 18 marzo con l’acquisizione del marchio Gap che dopo anni ha deciso di interrompere la distribuzione diretta nel nostro Paese.

Da oggi ci penserà Ovs a commercializzare i prodotti dell’azienda statunitense in venti dei sui punti vendita. E lo farà partendo dalla linea junior che sarà ospitata in appositi corner.

Gap non è l’unico marchio destinato a entrare nella galassia di Ovs. Tra poco potrebbero arrivare altri due mostri sacri della moda: Abercrombie & Fitch e Levi’s. Al momento si tratta solo di un’indiscrezione, ma nei prossimi mesi dovremmo saperne di più.

Gap, Levi’s e Abercrombie & Fitch dovrebbero quindi aggiungersi a un’offerta già molto ampia che al momento comprende l’eleganza versatile di Piombo, le creazioni sportive di Everlast e casual di Grand&Hill, i prodotti per la bellezza di Shaka e la moda per le giovanissime di Tally Weijl, fino alle collezioni Baby Angel, create in collaborazione con Elio Fiorucci e destinate al rilancio durante le prossime stagioni con logo e design rinnovato.

Ovs a favore della sostenibilità

Nel frattempo Ovs si muove anche nel campo della sostenibilità e aderisce a Circular Fashion Partnership, un progetto promosso da Global Fashion Agenda, P4G e Bgmea (The Bangladesh Garment Manufacturers and Exporters Association), in collaborazione con oltre 30 aziende internazionali attive nel mondo della moda.

Scopo dichiarato dell’iniziativa quello di promuovere un nuovo sistema circolare basato sulla riduzione delle conseguenze dell’accumulo di stock nei paesi esportatori.

Un progetto in cui Ovs coinvolgerà anche i propri fornitori e che ha come obiettivo ultimo quello di ridurre drasticamente l’accumulo di scarti e rifiuti, riciclando e riutilizzando gli avanzi delle produzioni precedenti.

In questo saranno proprio i fornitori l’ingranaggio fondamentale. A loro spetterà il compito di raccolta degli scarti tessili che verranno poi trasformati e riutilizzati come filati e tessuti per le collezioni successive.

Una vera e propria filiera virtuosa che consentirà anche di ridurre progressivamente gli impatti della produzione eliminando nuovi processi di tintura, in quanto saranno utilizzati scarti già colorati.

Alcuni capi di abbigliamento sostenibili sono già presenti nel catalogo Ovs online di Zalando.it, ma quando l’iniziativa andrà a pieno regime i vertici dell’azienda italiana mirano al 100% di produzione rispettosa dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori.

Le altre iniziative benefiche di Ovs

Ovs non è nuova a iniziative di questo genere. Nel 2019 il marchio aveva già collaborato con Save The Children in occasione della giornata mondiale delle bambine mettendo in commercio una felpa il cui ricavato venne destinato all’associazione per progetti volti a ridare futuro alle più giovani.

Fu il coronamento di una partnership lunga oltre dieci anni e che prosegue ancora oggi.

Ovs rifiuta lo sfruttamento del lavoro

Buone notizie anche sul fronte della lotta allo sfruttamento del lavoro. Negli ultimi giorni dello scorso marzo, Ovs è stato il primo marchio italiano ad aderire alla campagna End Uyghur Forced Labour, organizzata da 300 organizzazioni internazionali.

E l’ha fatto garantendo l’impegno a cancellare gli approvvigionamenti di cotone provenienti dalla regione cinese dello Xinjiang.

Già oggi l’azienda dichiara di non utilizzare il prodotto e di rifornirsi soltanto di cotone proveniente da altri Paesi che non sfruttano il lavoro forzato.

Per farsi un’idea dell’importanza di questa dichiarazione d’intenti è sufficiente analizzare alcuni dati di mercato: si stima che dallo Xinjiang provenga l’84% del cotone prodotto in Cina e il 20% della produzione mondiale.

A grandi linee, quindi, un vestito su cinque è realizzato con materiali originati dallo sfruttamento indiscriminato dei lavoratori.

Le nuove strutture Ovs rispettano l’ambiente

Nell’ottica di una strategia complessiva #we care volta al rispetto dell’ambiente in ogni settore, Ovs ha deciso anche di dotarsi di strutture completamente ecosostenibili. La prima in tal senso è il punto vendita di Via Indipendenza a Treviso, appena ristrutturato.

I 2000 metri quadrati dello store sono stati rinnovati con elementi naturali e di recupero. Tra questi ci sono i materiali plastic-free, i legni certificati Fsc e le nuove lampade a basso consumo energetico.

Lampade che dovrebbero portare a una riduzione del fabbisogno di corrente elettrica stimato in un lusinghiero 20%.

Ma la vera innovazione arriva nel campo dell’omnicanalità. All’interno del negozio veneto è presente uno schermo interattivo che a partire da maggio permetterà a chiunque di acquistare direttamente online attraverso il proprio smartphone.

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