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Dalla plastica riciclata un nuovo asfalto

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Foto di Michael Schwarzenberger da Pixabay

Mapei e Iren collaborano per valorizzare il Plasmix sulle nostre strade. Ce lo raccontano le due Pink&Green di questa settimana: Mikaela Decio e Selina Xerra

Anche le strade, sì proprio quelle che percorriamo, calpestiamo, sulle quali parcheggiamo l’automobile, cadiamo in bicicletta o corriamo durante una maratona possono essere fatte meglio e in ottica di economia circolare.

Grazie alla ricerca ma – va detto – anche alla collaborazione, due aziende, la Mapei, da una parte e la multiutility Iren dall’altra, hanno dato vita a una nuova soluzione che risolve il problema dello smaltimento dalla plastica e va a creare un asfalto che ricorre molto meno all’uso di petrolio.

Alla base polimeri termoplastici che sembrano dei piccoli tronchetti di liquirizia. Sono quelli prodotti dalla controllata I.Blu di Iren che dopo aver raccolto il Plasmix (tipologia di imballaggio in plastica finora abbastanza difficile da riciclare), lo rende adatto alla pavimentazione, come ci raccontano le due Pink&Green di questa settimana: Mikaela Decio, responsabile environmental sustainability di Mapei e Selina Xerra, direttore corporate social responsibility di Iren.

I test (realizzati anche con il supporto del Laboratorio Stradale del Politecnico di Milano, prima in laboratorio e poi sotto il cielo) sembrano dare buoni risultati: l’aeroporto Marco Polo di Venezia e alcuni tratti di strada nelle città di Vercelli e Udine confermano che a parità di spessore, si prospetta un aumento significativo della vita utile, con conseguente riduzione dei costi di manutenzione e una resistenza alla deformazione permanente dovuta al carico d’esercizio.

Sembrano buone anche le resistenze alle escursioni termiche e ai raggi Uva, determinando meno degradi superficiali e riducendo così i rischi, in particolare, per cicli e motocicli.

Buche in meno, insomma, ma anche una buona risposta ai disagi che la crisi climatica fa ricadere sui territori coperti da strade.

Sarà anche per questa nuova soluzione che Mapei è rientrata tra le 150 aziende italiane più sostenibili e l’unica nel settore chimica secondo la ricerca di Statista, azienda leader delle ricerche di mercato e specializzata in ranking e analisi di dati aziendali, realizzata in collaborazione con il Sole 24 Ore.

Un’edilizia sempre più attenta all’ambiente e alla salute degli utilizzatori – si prefiggono in Mapei – convinti, come noi, che allungare il ciclo di vita degli edifici e delle infrastrutture esistenti sia la strategia vincente per consumare meno risorse e produrre meno inquinamento.

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