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Conversation community, discussioni sulla crisi climatica

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Foto da PxHere

Conversation community, una nuova piattaforma digitale in cui ognuno può esporre i propri dubbi in tema climate change. Arte, teatro, forestazione: insomma si fa di tutto per limitare la crisi ambientale di questo Pianeta

Torniamo a parlare di crisi climatica, ma questa volta in una nuova veste: uno spazio digitale diviene il palcoscenico di domande, dubbi e perplessità.

Conversation Community, la piattaforma online – realizzata da Mercato Circolare insieme a Pop Economix, Il Mutamento e Supsi – nata con l’obiettivo di unire l’utile al dilettevole.

Una comunità virtuale in cui dilemmi e interrogativi in tema climate change si preparano a essere trasformati in pillole teatrali, in uno spazio che vede, finalmente, l’unione della tecnologia, dell’arte e del giornalismo.

Un’iniziativa portata avanti con la modalità community based, l’approccio tipo di una società interattiva che domanda, risponde e interagisce, allo scopo di stimolare il pensiero critico dei cittadini.

Con questo progetto – ci spiega Nadia Lambiase, Ceo e co-fonder di Mercato Circolareproviamo a stimolare il pensiero critico dei cittadini, convinti che, se questo avviene supportato da adeguate metodologie, può permettere alle persone di affrontare la problematica della disinformazione e del saper giudicare e soppesare le diverse notizie con cui entrano in contatto“.

Le preoccupazioni e gli interrogativi raccolti diverranno oggetto di creazione per uno spettacolo teatrale interattivo e un e-book multimediale, in vista di un lavoro artistico di sensibilizzazione pubblica.

Non è un caso se la forma scelta è il teatro: “l’arte – continua Lambiase – ha la capacità di parlare all’essere umano nella sua integralità, tanto alla dimensione emotiva che a quella cognitiva”.

La recitazione – come ci insegna Aristotele – si avvale del processo di imitazione che, seguito a sua volta dalla catarsi, o purificazione, aiuta il fruitore a prendere le giuste distanze da una determinata situazione scenica, senza immedesimarsi completamente in essa.

In questo modo, l’arte ha la capacità di offrirci nuove modalità di osservazione, nonché inedite prospettive sul mondo, invitandoci costantemente a mettere in discussione le nostre credenze.

Infine, l’arte, conclude la co-fonder “è in grado di tenere assieme la dimensione biografica e singolare con la dimensione universale e collettiva, offrendo quindi una narrazione che riguarda tutti e in cui ciascuno può riconoscere il proprio posto e può quindi fare la sua parte“.

Tuttavia, l’arte non è l’unica idea in tema climate change. Di particolare interesse è anche l’iniziativa Save the glacier che – promossa da Sky way Monte Bianco – lancia un appello per invitare i cittadini ad adottare o regalare un ciliegio ai piedi del Monte Bianco.

Il progetto intende restituire alla collina ciliegi selvatici, allo scopo di attutire il dannoso effetto del riscaldamento globale sui ghiacciai.

Un piccolo gesto che, se compiuto da ognuno di noi, potrebbe giovare in primis alle nostre belle montagne e, ovviamente, anche al Pianeta in toto.

(Testo redatto da Nicole Bianchi)

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