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La rete dei Comuni sostenibili presenta 101 indicatori di sostenibilità

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Per misurare gli effetti delle politiche locali negli ambiti inclusi nell’Agenda 2030, la Rete dei Comuni Sostenibili ha presentato uno studio per l’individuazione di un set di 101 indicatori di sostenibilità

Si parla sempre di sostenibilità riferendosi ai massimi sistemi e a un’architettura ideologica globale ma poi, alla fine, sono le città e i comuni ad avere un ruolo determinante per la realizzazione di progetti di sostenibilità a livello locale.

Per migliorare la qualità della vita dei propri cittadini, rendere efficienti e sostenibili infrastrutture e servizi, creare politiche di sviluppo sostenibile è necessario fare scelte importanti di governo locale.

Questa è la convinzione di Valerio Lucciarini De Vincenzi, presidente della Rete dei Comuni Sostenibili che, attraverso uno studio, sono andati oltre al proclama di importanza sulle azioni locali che attivano la sostenibilità nei nostri territori.

Azioni che comprendono la disponibilità di verde urbano, di case popolari, di piste ciclabili, di posti in asili nido, di colonnine per auto elettriche, di prodotti biologici nelle mense scolastiche, di lotta al consumo di suolo, di un sistema efficiente di raccolta differenziata, di riqualificazione energetica degli edifici comunali, di stabilire soglie di esenzione dell’addizionale Irpef per i ceti in difficoltà e anche di parità di genere.

Azioni concrete, insomma, che hanno impatto vero sulla vita di milioni di cittadini e che, ora, grazie allo studio del comitato scientifico della Rete dei Comuni Sostenibili sono anche diventati indicatori statistici che delineano le materie di competenza delle amministrazioni locali sulle politiche di sostenibilità.

Un insieme di ben 101 criteri oggettivi attraverso i quali misurare le performance pluriennali delle politiche locali di sostenibilità. Per uscire dalla discussione ideologica e affrontare con dati statistici – studiati sulla base di fonti certificate, quali Istat, Ispra, e altri dataset pubblici a partire da quelli dei singoli comuni acquisiti attraverso appositi questionari – il percorso virtuoso per la tutela dell’ambiente e delle persone.

L’obiettivo dello studio è infatti quello di guidare e di supportare attraverso misurazioni i comuni italiani nell’adozione di politiche sostenibili che siano in linea con i 17 obiettivi di sostenibilità (Sdgs, Sustainable Development Goals) delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea, con l’Agenda 2030 e in Italia, con la loro trasposizione nei 12 obiettivi del Benessere Equo e Sostenibile (Bes).

73 sono gli indicatori calcolabili per tutti i comuni a prescindere dal numero di abitanti, per i comuni capoluogo si aggiungono altri 27 indicatori e uno per i comuni costieri.

Vi sono poi gli indicatori di contesto, relativi a tematiche per le quali i comuni non hanno competenza diretta o possono incidere relativamente: occupazione, occupazione femminile, redditi personali, lesività di incidenti stradali, impianti fotovoltaici, qualità dell’aria, sicurezza urbana, livello di istruzione, aziende di settori ad alta tecnologia.

Ai comuni associati alla Rete verranno inoltre forniti il supporto per l’accesso a opportunità di finanziamento e contributo europeo e nazionale, strumenti di formazione in tema di digitalizzazione della Pa e condivisione di buone pratiche.

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