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Cura del giardino: stop all’uso di attrezzi a benzina

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Ancora troppo diffuso l’utilizzo di attrezzi a motore termico per fare il lavoro di giardinaggio e se ci pensiamo è proprio un controsenso. Vediamo perché e quali le soluzioni

Inquinamento e giardinaggio: a lanciare l’allarme è Ego, (azienda del Gruppo Chervon, che opera nel settore degli elettroutensili e delle attrezzature per uso esterno), con un nuovo report che svela l’impatto ambientale degli strumenti a motore termico (a combustione interna).

L’azienda, che da sempre si occupa dello sviluppo della tecnologia elettrica cordless, intende richiamare all’attenzione tutti coloro che si dedicano al giardinaggio o alla tutela degli spazi esterni.

I dati raccolti nel 2019 sugli utenti inglesi valuta l’uso di strumenti inquinanti usati in giardino: l’89% degli utensili utilizzati da consumatori e professionisti è a benzina, tanto che il consumo totale di carburante all’anno supera i 600.000 litri, arrivando a toccare il limite dei livelli consentiti di particolato.

Numeri spaventosi. Prendersi cura del giardino e degli spazi pubblici inquinando l’ambiente, il pianeta e la propria salute non è forse una contraddizione?

Cosa pensano le persone degli strumenti a motore termico

Sono 1.255 le persone intervistate – 250 professionisti del settore e 1.005 utenti privati – tra cui sebbene l’80% ritiene che le batterie siano più sicure e silenziose e il 72% trovi interessanti gli strumenti a batteria, il loro utilizzo è ancora poco diffuso.

Solo il 16% dei professionisti intervistati considera gli utensili a benzina più sicuri rispetto a quelli tecnologici.

Altri dati dimostrano comunque come il 60% degli interrogati sia intenzionato a ridurre l’inquinamento, mentre il 62% dei professionisti sostituirebbe le macchine a benzina qualora esistesse un’alternativa adeguata allo stesso prezzo.

Oltre a questo, i numeri indicano che negli ultimi anni il 73% delle persone ha cominciato ad adottare piccole attenzioni quotidiane – diminuzione del consumo di carne, riciclo dei rifiuti, calo nell’acquisto di automobili a benzina e gasolio – verso un futuro più sostenibile.

Intenzioni più che meritevoli, ma ancora non sufficienti.

In Italia si va verso un miglioramento

Tuttavia, sembra che Italia la situazione sia leggermente diversa. Secondo le stime di Brumar – distributore esclusivo di Ego per l’’talia – le vendite degli strumenti a batteria sono aumentate dal 20% al 40% in volume a seconda della famiglia dei prodotti.

Le richieste di macchine da giardino ecologiche sono sempre più alte, un dato che senz’altro dimostra la consapevolezza di volersi muovere in una direzione pulita e green.

Chissà che oltre all’avvicinamento al mondo del giardinaggio, l’emergenza sanitaria abbia contribuito a generare anche un cambiamento in termini di abitudini – positivo si intende.

Verso la challenge 2025

Intanto Ego, che come abbiamo inteso punta all’elettrico, si sta preparando a una sfida più grande: la challenge 2025.

Si tratta di una campagna di formazione per le nuove generazioni sull’economia circolare con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale.

L’iniziativa intende sensibilizzare la popolazione sull’utilizzo di utensili a batteria, in termini di benefici sia salutari che ambientali.

L’84% degli intervistati concordano nel ritenere che ognuno debba fare la propria parte, ma un conto è dirlo un altro è farlo. Ma con la challenge 2025 Ego si è data anche degli obiettivi chiari di sostenibilità.

(testo redatto da Nicole Bianchi)

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