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Biopesticidi, funzionano o no?

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fertilizzanti e biostimolatori

Grazie all’endorsement di Farm to fork la ricerca sui biopesticidi entra nel vivo. Ma non mancano le critiche. Come quelle tra Ibma Italia e Compag

Sui biopesticidi è scontro aperto tra Ibma Italia (associazione che riunisce produttori di agrofarmaci biologici italiani) e Compag (federazione nazionale delle rivendite agrarie).

Ibma Italia, pur essendo d’accordo su alcune visioni di Compag riguardo la strategia Farm to fork, ha ritenuto deludente il commento secondo cui i biopesticidi siano meno funzionali ed efficaci rispetto ai loro cugini chimici.

Un’affermazione di questo tipo potrebbe avere delle ripercussioni dato che Compag è la federazione nazionale delle rivendite agrarie. La federazione riunisce la maggior parte di aziende fornitrici di mezzi e servizi per l’agricoltura, per esempio fitofarmaci e fertilizzanti.

È stata definita da Ibma Italia, una mancata opportunità per aiutare i produttori di biopesticidi, tanto più per l’imminente ruolo di maggior rilievo che avranno con la nuova strategia comunitaria

Eppure, nel dossier della nuova strategia comunitaria From farm to fork, tradotto (Dal produttore al consumatore), la Commissione europea auspica una riduzione del 50% di pesticidi chimici, incoraggiando l’uso di tecniche di controllo alternative, come la rotazione delle colture, il diserbo meccanico e l’uso di biopesticidi.

Proprio di biopesticidi avevamo parlato con Salvatore Arpaia, il quale ci ha parlato di tecnica RnaI e degli effetti positivi del biopesticida su alcuni parassiti come la dorifora della patata.

Inoltre, visto il massivo utilizzo di fertilizzanti e la dispersione di nutrienti quali azoto e fosforo, la strategia comunitaria ha come obiettivo la riduzione di fertilizzanti del 20% entro il 2030.

L’Unione europea si è largamente battuta sul bisogno di trovare una via alternativa, più sostenibile, per fronteggiare le criticità ambientali legate al sistema agricolo attuale.

Proprio per questo, Farm to fork promuove un aumento del mercato del biologico come via alternativa a un minor impatto ambientale. L’obiettivo è quello di trasformare il 25% di suolo agricolo in coltura esclusivamente biologica.

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Filippo CasèFilippo Casè: Laureato in Scienze Gastronomiche a Pollenzo (CN) e in Food Quality Management presso la Wageningen University & Research. Ha collaborato con diverse realtà del food ed è costante nella ricerca di nuovi sistemi alimentari | Linkedin
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