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Come e perché vivere e lavorare nei boschi fa star bene

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vivere e lavorare nei boschi

La ricerca scientifica lo conferma: vivere e lavorare nei boschi fa star bene, immergersi nella natura migliora il nostro benessere, fisico e mentale. Soprattutto se si ha la possibilità di farlo in boschi curati. Ecco perché il lavoro dei “forestali” diventa un percorso interessante

Nelle giornate di cielo sereno e ben soleggiate può capitare di vedere una nebbiolina azzurra sospesa sopra le chiome degli alberi di un bosco: si tratta dell’effetto della rifrazione dei raggi solari sulle particelle di composti organici volatili sospese nell’aria.

Le foglie, ma anche i fiori, i frutti e persino le radici emettono infatti grandi quantità di isoprene (la molecola prevalente tra i Voc, che arriva al 50% delle emissioni totali), oltre che di a- e ß-pinene, ß-ocimene, d-limonene, sabinene, mircene e canfene (che insieme costituiscono circa il 40% delle emissioni), con quantità minori di omoterpeni e sesquiterpeni (in particolare ß-cariofillene, a-copaene, longifolene).

Sono ormai innumerevoli gli studi che riconoscono a queste sostanze, naturalmente presenti nei boschi e nelle foreste, un ruolo rilevante nella riduzione delle infiammazioni e del dolore, nel miglioramento dell’umore e nell’attenuazione degli stati di ansia, oltre che nel rafforzamento del sistema immunitario.

A questi benefici si aggiungono quelli che derivano dagli effetti positivi dei boschi sugli altri sensi. La vista: basta guardare delle immagini di alberi su uno schermo per innescare i meccanismi fisiologici che contribuiscono alla sensazione di rilassamento.

È probabile infatti che le strutture ripetitive e frattali, come quelle appunto degli alberi, siano associate alla percezione di contesti rilassanti e poco impegnativi.

L’udito: anche i suoni tipici dei boschi, il canto degli uccelli, il fruscio delle foglie, i rumori degli animali, contribuiscono a immergerci in un ambiente, in questo caso sonoro, non stressante.

Il tatto: molte ricerche confermano che toccare il legno degli alberi con le mani, e la possibilità di calpestare il suolo coperto di foglie e radici, possono essere considerati dei fattori che contribuiscono ai benefici per la salute.

Proprio per diffondere la consapevolezza sui benefici dei boschi e delle foreste sulla salute psico-fisica, Sara Nardini e Marta Regina hanno organizzato un corso di formazione su questi temi dedicato a medici e psicologi.

L’obiettivo delle due ricercatrici è quello di creare un gruppo multidisciplinare che possa poi applicare il metodo Forestfulness, da loro sviluppato, come contributo alle pratiche terapeutiche.

Il metodo, che si incentra sull’incremento della consapevolezza con cui le persone si approcciano al bosco, sottolinea l’importanza dell’attitudine mentale e dell’abbigliamento, oltre che della consapevolezza e del respiro, tutti elementi con cui amplificare i benefici derivanti dal contatto con la natura.

Nella proposta della Nardini & Regina il protocollo Forestfulness può essere applicato sia al Bagno di foresta, che prevede l’esecuzione in una sola sessione di attività rilassanti nel bosco, sia alla cosiddetta Terapia forestale.

Si tratta in questo caso di un approccio ecologico che mira alla ristrutturazione della personalità e alla risoluzione dei disagi psichici attraverso un programma di lungo periodo, che che utilizza i boschi come sfondo per camminate consapevoli, esercizi di meditazione, yoga, Qi-Gong e attività manuali.

Operatore forestale cercasi

Per poter godere delle bellezze delle foreste servono operatori specializzati in grado di manutenerle in modo corretto. A oggi, però, in Europa non c’è ancora un percorso formativo comune per ottenere la qualifica di operatore forestale e manca anche un sistema di riconoscimento condiviso delle competenze.

Per superare questa frammentazione, che complica i processi di gestione delle foreste europee, la nuova strategia forestale al 2030 dell’Unione europea assegna un ruolo centrale alla standardizzazione dei percorsi di formazione per le professioni forestali.

Veneto Agricoltura, ente che supporta le politiche della Regione Veneto nel settore agricolo, agroalimentare, forestale e in quello della pesca, partecipa al progetto Erasmus+ Forest.

Il progetto, a cui prendono parte anche Romania, Slovenia, Croazia, Austria, mira a definire standard transnazionali per le competenze e le abilità dei lavoratori forestali, aumentando i livelli di sicurezza sul lavoro e rafforzando l’inclusione femminile.

A tal fine, i partner del progetto hanno anche iniziato a compilare un Manuale per la standardizzazione delle competenze degli operatori forestali, che oltre a catalogare i vari percorsi formativi contiene una serie di indicazioni per arrivare alla loro uniformazione.

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