Home Agricoltura 4.0 22 maggio, giornata della biodiversità: dalla natura le soluzioni che ci servono

22 maggio, giornata della biodiversità: dalla natura le soluzioni che ci servono

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giornata mondiale della biodiversità 2021
Foto di Alain Audet da Pixabay

È in corso una trasformazione nel modo in cui ci approcciamo al mondo naturale. Se fino a qualche anno fa le attività umane dovevano essere sostenibili, non dovevano cioè provocare impatti eccessivi sull’ambiente, adesso l’attenzione si è spostata sulla necessità di riorientare quelle stesse attività per rigenerare l’ambiente stesso. Una strategia vantaggiosa, che ci può dare un aiuto determinante per risolvere le crisi che abbiamo di fronte

Anche se può sembrare paradossale, una delle prospettive migliori per cogliere l’importanza della biodiversità del nostro pianeta è quella astronomica.

Nell’universo osservabile ci sono circa 200 miliardi di galassie e, nella sola Via lattea, ci sono, secondo le stime più accreditate, 400 miliardi di pianeti. A oggi, il nostro è l’unico di cui sappiamo per certo che ospiti forme di vita.

E non poche, dato che, considerando anche batteri e virus, si arriva facilmente a numeri con tantissimi zeri. Fino a prova contraria, sappiamo quindi di essere in una condizione unica in un universo sconfinato: un privilegio e una responsabilità enormi.

Di cui però facciamo fatica a cogliere le implicazioni e che iniziative come la Giornata mondiale della biodiversità, che si celebra il 22 maggio, ci aiutano a tenere presenti.

Le iniziative a sostegno della Giornata mondiale della biodiversità 2021

Schneider Electric, che da anni guida le classifiche delle aziende più sostenibili per le sue iniziative contro i cambiamenti climatici, ha voluto rafforzare il proprio impegno estendendolo anche alla tutela delle biodiversità.

Il 22 maggio l’azienda presenterà infatti il suo piano, sviluppato nell’ambito di act4nature, una partnership tra aziende internazionali, Ong, università e istituzioni pubbliche che ha l’obiettivo di supportare il settore privato nella conservazione della natura.

Tra gli impegni adottati dall’azienda, la quantificazione degli impatti di tutte le sue value chain, lo sviluppo di tecnologie con cui tutelare la biodiversità (per esempio garantendo l’accesso all’elettricità a 50 milioni di persone, riducendo così la deforestazione), l’eliminazione delle plastiche monouso nel packaging, l’utilizzo di cartone riciclato e l’attivazione, in tutti i siti dell’azienda, di programmi di conservazione, di ricostituzione della biodiversità e di conservazione dell’acqua.

Proprio dal tema scelto per l’appuntamento di quest’anno, Siamo parte della soluzione, prende spunto l’iniziativa del Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei diritti umani, che ha invitato tutti gli insegnanti a promuovere l’impegno a tutela della biodiversità attraverso la creazione dell’Anagrafe scolastica provinciale della biodiversità.

In sostanza, agli alunni e ai docenti viene chiesto condividere foto e video che abbiano come protagonisti la flora e la fauna autoctone. Inoltre, sono incoraggiati a produrre contenuti artistici e a organizzare forme di attivismo che coinvolgano le comunità locali e le loro tradizioni.

Sempre ai più giovani si rivolge Illusiocean, una mostra che racconta la varietà della vita nei mari sfruttando la capacità delle illusioni di farci vedere la realtà da prospettive nuove. Curata dall’Università di Milano Bicocca e dal Museo nazionale del cinema di Torino, Illusiocean offre ai visitatori la possibilità di utilizzare tecnologie immersive per approfondire tematiche come l’inquinamento da plastica o la biodiversità delle barriere coralline.

Inoltre, grazie alla collaborazione con Focus e Focus Junior, la mostra viene arricchita da laboratori didattici digitali e webinar con scienziati, ricercatori, giornalisti.

Anche Ricola, l’azienda svizzera celebre per le sue caramelle, si avvale delle tecnologie digitali per sostenere e proteggere la biodiversità. In particolare, nell’ambito della campagna social Mettitelo bene in testa!, ha presentato un filtro per Instagram che consente a chi lo utilizza di indossare un copricapo di erbe e caramelle.

Ogni tag all’azienda si tradurrà poi in un contributo alla Fondazione Slow Food per la biodiversità, che verrà usato per salvaguardare le api, gli insetti impollinatori, la biodiversità e l’agricoltura di alta montagna.

Proprio da Slow Food viene un appello per la tutela della biodiversità, anche in vista dei piani di ripresa dopo la pandemia. Il 22 maggio l’associazione presenta infatti un position paper, Se la biodiversità vive, vive il pianeta, che sottolinea da un lato la ricchezza e l’importanza della varietà delle forme viventi e dall’altro evidenzia come le attività umane stiano radicalmente impoverendo questa ricchezza, che viene piegata a fini commerciali. Emblematico è il caso delle mele: delle 7.500 varietà presenti in natura, ne vengono commercializzate al massimo 7.

Il documento sottolinea poi come nel Pnrr presentato a fine aprile manchi del tutto il tema dell’agroecologia, quell’insieme di pratiche agricole che, oltre a produrre cibo, riescono a rigenerare suoli e biodiversità. Una lacuna gravissima, che mette a rischio la capacità di nutrire persone e animali in modo equo e sano.

La giornata della biodiversità 2021 è poi l’occasione per visitare giardini botanici, oasi protette e persino territori. Il 22 e il 23 maggio La Tuscia ha in programma una serie di iniziative per valorizzare il patrimonio di sapori, lavorazioni e mestieri, moltissimi dei quali intrecciati con la biodiversità locale, dei borghi e delle campagne di Bolsena, Civita Castellana, Piansano e Viterbo.

Una forma di turismo lento ed esperienziale, lo stesso che è possibile praticare anche nell’Oasi Zegna, l’area naturalistica che attraversa le Alpi biellesi che proprio il 22 maggio inaugura l’Oasi Zegna Outer EduCampus.

Si tratta di un laboratorio all’aria aperta che, in linea con gli Sdg dell’Agenda 2030, organizza una serie di attività diurne e notturne per far conoscere a bambini e adulti la bellezza e la ricchezza della biodiversità presente nell’oasi.

Dal 22 maggio cominciano anche le aperture nei fine settimana dell’orto e museo botanico dell’Università di Pisa. Fondato nel 1543 da Luca Ghini, medico e naturalista, è il più antico orto botanico universitario del mondo e, oltre a alberi secolari, serre con specie tropicali, piante mediterranee e montane, vanta un erbario con una collezione di oltre 350.000 campioni raccolti dalla fine del Settecento a oggi.

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