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Zero Pollution, l’eroe che arriva dall’Europa per combattere l’inquinamento

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Foto di Gábor Adonyi da Pixabay

L’Europa ha un obiettivo: diventare un continente a inquinamento zero entro il 2050. Come? vediamo tutti i passaggi in ambito atmosfera, acqua e suolo

Si presenta con un nome che evoca i supereroi dei fumetti, Zero Pollution, il piano d’azione europeo attraverso il quale Bruxelles intende azzerare l’inquinamento atmosferico, quello idrico e del suolo, per far diventare l’Europa, entro il 2050, un continente a inquinamento zero.

Il piano rientra nelle più ampie logiche del processo legislativo europeo in tema climatico e ambientale, per il quale ha fatto la sua parte anche la commissione Ambiente del Parlamento europeo che ha votato l’accordo sulla legge europea sul clima.

Legge che introduce l’obiettivo della neutralità climatica dell’Ue per il 2050 e fissa un obiettivo intermedio di riduzione netta delle emissioni inquinanti del 55% entro il 2030.

Zero pollution, sarà sufficiente?

L’adozione finale del testo è prevista nella plenaria di fine giugno, ma per alcuni, tra cui l’eurodeputata di Europa Verde Eleonora Evi, si tratta di un compromesso fatto di misure decisamente insufficienti a contrastare la crisi climatica e che non danno lo slancio giusto al Green Deal.

Afferma l’eurodeputata che “l’obiettivo del 55% non è reale, perché nel conteggio delle emissioni si tiene conto anche della capacità di assorbimento di suoli e foreste, di fatto riducendo la percentuale a un misero 52,8% di effettive riduzioni di gas serra“.

In sostanza, l’obiettivo intermedio di riduzione delle emissioni del 55% al 2030 non è in linea con le raccomandazioni del documento sulla prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento (Ippc) che punta invece a un valore incrementale di 10 punti percentuali, fino al 65%, rischiando così di portare l’Europa fuori dalla linea tracciata dall’Accordo di Parigi.

Dato il contesto in cui si inserisce, il piano d’azione Zero Pollution, si pone quindi degli obiettivi ambiziosi per migliorare la qualità dell’aria, in modo da ridurre del 55% il numero di morti premature causate dall’inquinamento atmosferico; migliorare la qualità dell’acqua riducendo i rifiuti di plastica in mare (del 50%) e le microplastiche rilasciate nell’ambiente (del 30%); migliorare la qualità del suolo riducendo del 50% le perdite di nutrienti e l’uso di pesticidi chimici e ridurre, fino al 50% i rifiuti urbani residui; ridurre del 30% la percentuale di persone che soffrono di disturbi cronici dovuti al rumore dei trasporti.

Per raggiungere questi risultati, si punterà sempre più a delle soluzioni digitali verdi con inquinamento intelligente zero, anche attraverso i Living Labs, creando così una community ad alta intensità di conoscenza, che riduca il tempo che intercorre tra la nascita di un’idea innovativa e il relativo lancio sul mercato.

Il piano va a braccetto con la strategia sulle sostanze chimiche per la sostenibilità adottata lo scorso anno ed è in linea con gli obiettivi dell’Ue in materia di neutralità climatica, salute, biodiversità ed efficienza delle risorse.

Strategia che si basa sulle iniziative europee nei settori dell’energia, dell’industria, della mobilità sostenibile, dell’economia circolare e dell’agrifood. Con queste premesse e queste nuove sfide che lo attendono, forse, un po’ di eroismo c’è nel nome e non solo, di Zero Pollution. Quali prossime missioni/misure lo attendono? Scopriamole insieme.

Cosa farà per l’aria?

Cercherà di allineare meglio gli standard di qualità dell’aria dell’Ue con le raccomandazioni dell’Oms, rafforzando le disposizioni in materia di monitoraggio, modellizzazione e piani di qualità dell’aria anche a supporto del lavoro che stanno effettuando le autorità locali.

Inoltre, la Commissione europea, in sinergia con gli Stati membri, si applicherà maggiormente sui programmi nazionali di controllo dell’inquinamento atmosferico per garantire la piena attuazione della direttiva sugli impegni nazionali di riduzione delle emissioni (Nec).

Saranno anche introdotti dei requisiti più stringenti per affrontare l’inquinamento atmosferico in settori come l’agricoltura, l’industria, l’edilizia, l’energia e i trasporti, anche attraverso una serie di misure e strategie previste dal Green Deal, la strategia per la mobilità sostenibile e intelligente, Renovation Wave e Farm to Fork.

Cosa farà per l’acqua?

Bruxelles punterà al rafforzamento delle leggi esistenti in materia di acqua. Infatti, la direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane sarà rivista nel 2022 per ridurre l’inquinamento.

Saranno riviste e aggiornate anche altre leggi sull’acqua e sul mare, in particolare la direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino, in tema di contaminanti chimici e microplastiche, oltre a individuare nuovi parametri nella direttiva sulle acque di balneazione.

Anche la direttiva sull’acqua potabile sarà interessata dal piano, infatti l’Europa garantirà che gli Stati membri promuovano un consumo idrico sostenibile ed efficiente e a supporto diretto dei cittadini, delle imprese e degli agricoltori, così che le bollette dell’acqua siano meno salate e più eque.

Cosa farà per il suolo?

Pronta per fine anno una strategia che avrà delle azioni concentrate sull’identificazione e il risanamento dei siti contaminati.

Bruxelles punterà anche alle linee guida per un passaporto per l’uso sicuro, sostenibile e circolare del suolo scavato e punterà maggiormente sull’uso efficiente dei finanziamenti pubblici e privati per le idee progettuali a favore del suolo.

Lato finanziamenti…

I fondi europei non possono mancare e sono così a concreto supporto della normativa europea a favore dell’ambiente e del clima. Lo è il programma europeo Life, che nel 2021-2027 continuerà a finanziare i progetti che riguarderanno, per esempio, le missioni per gli oceani più sani, la salute del suolo e l’attenzione a un cibo più sano e città climaticamente neutre, che contribuiranno anche a raggiungere l’inquinamento zero.

Ma lo è anche il programma Horizon Europe, che investirà nella conoscenza scientifica e nello sviluppo di tecnologie per la bonifica del suolo e delle acque sotterranee, con un particolare focus sulle nuove tecnologie di decontaminazione per gli inquinanti emergenti.

La Commissione europea ha istituito anche 10 nuovi partenariati mettendo a disposizione 10 miliardi di euro. Si tratta di un budget iniziale che la partnership pubblico privata (Pp) tra gli Stati membri e il mondo industriale che investono nell’ambito della transizione green e del digitale e che dovranno avere una ricaduta positiva sull’occupazione, sull’ambiente e sulla società.

Tra questi il Process4planet, il partenariato europeo per la valutazione del rischio chimico, Water for all e Towards zero-emission road transport (2Zero), con un focus sull’inquinamento zero.

Contro l’inquinamento, l’Europa apre ai dibattiti: come quelli che ha organizzato per  la European Green Week che si terrà dal 1° al 4 giugno e che con una serie di iniziative, darà la possibilità agli stakeholder interessati al tema e ai cittadini europei di discutere anche sull’inquinamento zero, sia nella conferenza principale che avrà luogo a Bruxelles, sia online negli oltre 600 eventi sparsi in tutta Europa.

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