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Life cycle assessment, ovvero “vita, morte, miracoli” di un prodotto

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Life Cycle Assessment

Lca e il progetto Arcadia: di ogni prodotto sapremo “vita, morte, miracoli” della sua produzione, arrivando a calcolare il suo impatto ambientale anche rispetto al fine vita. Ce ne parla Simona Scalbi nella consueta rubrica Pink&Green

Immaginatevela come una biblioteca, ovviamente digitale, che raccoglie e dà informazioni sul fantastico lavoro che i ricercatori stanno facendo attorno al tema del ciclo di vita di un prodotto.

Come gli addetti ai lavori sanno, stiamo parlando di Lca, ovvero life cycle assessment. Lo sforzo è notevole e insieme fantastico: di ogni prodotto sapremo “vita, morte, miracoli” della sua produzione, arrivando a calcolare il suo impatto ambientale dalla produzione al fine vita.

Questo è il progetto Arcadia, un database sviluppato da Enea con l’obiettivo di mettere a disposizione di aziende e pubblica amministrazione una sorta di carta d’identità ambientale dei prodotti.

Si tenterà insomma di calcolare e tracciare l’impatto di un prodotto dalla sua nascita allo smaltimento. Un passaggio necessario per dare vita all’economia circolare che prediligerà prodotti e procedure che assicurano un’impronta ambientale calcolabile e sobria.

Per intenderci meglio su cosa sia questa carta d’identità abbiamo incontrato, per la rubrica Pink&Green, Simona Scalbi, ricercatrice del Dipartimento Enea di Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali e responsabile tecnico-scientifico del progetto Arcadia.

Pubbliche amministrazioni, associazioni di categoria, imprese e tutti i centri in cui si lavora attorno alla Lca dovrebbero trovare nel progetto Arcadia uno strumento effettivo.

Collegato al progetto Mettiamoci in Riga – Rafforzamento Integrato Governance Ambientale del Ministero della Transizione Ecologica, Arcadia insisterà per prima cosa su 15 filiere nazionali mettendo in luce indicatori quali: impatto ambientale, produttività, marchio Made Green in Italy, appalti pubblici e acquisti verdi Gpp (Green Public Procurement) e Criteri Ambientali Minimi (Cam).

Abbiamo rivolto la prima iniziativa pubblica di Arcadia al settore delle costruzioni che risulta strategico nell’ambito del Green Public Procurement – ci ha raccontato Simona ScalbiIn futuro, auspichiamo che sempre più aziende siano disposte a dare un contributo allo sviluppo della banca dati, in particolare nei settori delle pietre ornamentali, aggregati riciclati e naturali, cemento, calcestruzzo, infissi e serramenti, demolizione e impianti di riciclo“.

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