Home Eco Lifestyle Integratori: questione di trasparenza. Facciamola

Integratori: questione di trasparenza. Facciamola

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Luglio 2021
integratori-alimentari
Foto di pixabay

In Italia il mercato degli integratori alimentari è molto fiorente: sono circa 85.000 quelli notificati dal Ministero della Salute, di cui il 50% è a base di piante medicinali

Non sono farmaci, rientrano infatti nella categoria dei prodotti alimentari e rappresentano una fonte concentrata di sostanze nutritive, come minerali e sali minerali, ma anche amminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale.

L’unico scopo è salutistico, ovvero “integrare” sostanze che non possono essere assunte con l’alimentazione. (Decreto legislativo 21/05/2004 n. 169).

Il principale limite di questi prodotti è, che pur presentandosi nella forma tipica dei farmaci, e, talvolta anche nella sostanza, (in commercio per esempio la valeriana è venduta sia come farmaco vegetale che come integratore con lo stesso dosaggio di acidi valerici) è rappresentato dalla qualità del prodotto presente sul mercato.

Infatti, un farmaco vegetale, il cui fine è quello di curare, subisce lo stesso iter del farmaco di sintesi ovvero un controllo stringente per quanto riguarda qualità, sicurezza ed efficacia.

Negli integratori alimentari, il cui fine è solo salutistico non è semplice valutarne l’efficacia, almeno nel breve tempo. Questo ha portato spesso in commercio prodotti scadenti, a tutto discapito di chi li consuma e soprattutto se a base vegetale, ha alimentato la credenza che i prodotti a base di piante medicinali non funzionino.

Negli ultimi tempi però, le aziende stanno investendo sempre più sia sulla qualità dei propri integratori alimentari, sulla sostenibilità e quindi sull’impatto ambientale che può avere la sua produzione.

Un esempio è quello dell’azienda statunitense Nutrilite  che ha avviato una campagna di trasparenza sui suoi integratori e vitamine per rendere il consumatore sempre più consapevole e cosciente di ciò che è contenuto al loro interno.

L’azienda nasce nel 1942 nel Sud della California per coltivare alfalfa e altri vegetali senza l’utilizzo di pesticidi o di erbicidi chimici, ad oggi continua con il suo metodo di coltivazione sostenibile ed è diventata la prima marca al mondo nella vendita di vitamine ed integratori alimentari.

Questione di trasparenza

Oggigiorno si è sempre più attenti alla provenienza e alla catena di produzione di ciò che mangiamo e a maggior ragione anche di ciò che assumiamo come vitamine o integratori, ecco perché Nutrilite attraverso il sito web di Amway, permette di accedere ad una serie di informazioni.

L’approvvigionamento parte dalle fattorie partner che forniscono le materie prime, obbligate a seguire stringenti norme di sicurezza, sostenibilità e garantire un lavoro equo ai propri dipendenti. 

Questo rappresenta un passo avanti per garantire una qualità ottimale al prodotto, con l’auspicio che anche altre aziende possano mettere a disposizione i propri dati e filiera produttiva, in modo che il consumatore consapevolmente possa scegliere un integratore in base alle caratteristiche nutrizionali ed esigenze alimentari.

» Leggi tutti gli articoli di Coltivare la fitoterapia (#rimedinaturali)

Maria Anna Esposito Maria Anna Esposito: laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche alla Facoltà di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, farmacista con specializzazione in Fitoterapia e Aromaterapia. Fito-blogger. Esercita in libera professione attività di consulenza erboristica | e-mail | Instagram
Condividi: