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L’innovazione tecnologica contro zanzare e altri insetti nocivi

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zanzare e tecnologia

Come ogni estate, ritornano le zanzare, con loro punture, ponfi e fastidi vari. Nel nostro paese sono ormai diffuse specie che possono mettere a rischio la nostra salute. Per fortuna, esistono sistemi e tecnologie che ne possono frenare la diffusione

Alla domanda “quali sono gli animali più pericoloso del mondo”, molti, probabilmente rievocando lontane reminiscenze cinematografiche, risponderebbero gli squali, o forse gli orsi o qualche grande felino.

I meno ortodossi potrebbero forse spingersi a indicare i serpenti, del resto in India i cobra sono un flagello che miete ancora moltissime vittime, o qualche specie di medusa che fluttua nei mari caldi… E avrebbero tutti torto.

In cima a questa poco lusinghiera classifica c’è infatti la zanzara, un insetto che da millenni accompagna la storia dell’uomo e che in parecchi non esitano a definire il nostro predatore più pericoloso.

Le zanzare sono infatti vettori di virus, batteri e parassiti che possono provocare un lungo elenco di malattie molto pericolose: malaria in primis, ma anche dengue, febbre gialla, West Nile, Zika e Chikungunya.

In Italia al momento ne sono state censite una sessantina di specie e, tra queste, ce ne sono diverse come la Aedes albopictus, la zanzara tigre, o la Culex pipiens, la zanzara comune, che possono trasmettere malattie.

I rimedi tradizionali, bruciare fondi di caffè, mettere teste d’aglio sui davanzali o ciotole piene di aceto e limone nelle stanze, funzionano solo entri certi limiti.

Oltre agli insetticidi, alle disinfestazioni frequenti e all’attenzione ai ristagni d’acqua, uno dei sistemi più efficaci per evitare le punture restano ancora le zanzariere.

Sharknet, azienda della provincia di Roma che esporta in oltre 40 paesi, propone una gamma di zanzariere plissettate che, oltre a garantire massima facilità di installazione e livelli di resistenza molto elevati, possono diventare veri e propri elementi di arredo.

Inoltre, grazie alla loro particolare struttura possono fungere anche da schermature solari, e rientrare così tra gli interventi che possono beneficiare delle detrazioni previste dall’ecobonus e dal superbonus 110%.

Uno degli elementi indispensabili nel contrasto alle zanzare e agli altri insetti pericolosi per l’uomo e gli altri animali è il censimento dei loro areali di diffusione.

Dal 2008, su incarico del Dipartimento salute e politiche sociali della Provincia autonoma di Trento, la Fondazione Edmund Mach monitora la diffusione di diversi specie di zanzare in Trentino: in questo periodo ha campionato 115 siti, raccogliendo 65.099 esemplari adulti raccolti (di cui 48.249 tigre).

Quest’anno, in collaborazione con il Muse e il Museo civico di Rovereto si occuperà di monitorare la presenza delle zanzare comuni nell’area dell’alto Garda e nella Valsugana.

Inoltre, terrà sotto controllo la diffusione delle zanzare tigre e della zanzara coreana (Aedes koreicus) che, essendo in grado di resistere a temperature più rigide della zanzara tigre, si sta diffondendo anche a quote più elevate.

Il contrasto alle zanzare passa anche attraverso una forma di citizen science: si può infatti installare la app Bugmap, che consente di scattare foto agli insetti e di inviarle al Fem, creando così delle mappe aggiornate della loro diffusione nel territorio provinciale.

La Fondazione si occupa poi di tenere sotto controllo la diffusione delle zecche ((Ixodes ricinus), specie diffusa nei boschi e capace di trasmettere patologie molto gravi come l’encefalite virale, la malattia di Lyme e la rickettsiosi.

Per evitare le punture delle zecche è fondamentale vestirsi in modo adeguato quando si passeggia nei boschi, e controllare accuratamente i propri indumenti una volta rientrati a casa.

Tuttavia, è molto importante conoscere le aree in cui sono presenti le zecche e gli animali che fungono da vettori come i roditori selvatici. La Fem svolge monitoraggi continui, che si intensificano tra la fine di maggio e la metà di giugno, quando la diffusione delle zecche raggiunge il suo apice.

Inoltre, effettua degli screening molecolari che mirano a verificare nelle zecche la prevalenza di specifici patogeni e a raccogliere dati da cui oiu sviluppare modelli matematici e mappe di rischio aggiornate.

Sempre contro i parassiti, ma in questo caso degli alberi da frutto, è un’altra iniziativa della Fondazione Edmund Mach, che invita i cittadini a segnalare la presenza di cimici asiatiche (Halyomorpha halys).

Questi insetti, originari della Cina, stanno provocando gravi danni alle coltivazioni in Trentino e in altre regioni d’Italia. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di raccogliere le uova delle cimici e usarle per diffondere le vespe samurai (Trissolcus japonicus) sul territorio trentino.

Le vespe, del tutto innocue per l’uomo, si riproducono infatti deponendo le proprie uova all’interno di quelle delle cimici: un applicazione dei principi della lotta biologica che sta dando buoni risultati, visto che, a un anno dal rilascio, le vespe si sono impiantate nel 30% dei siti in cui sono state liberate.

 

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