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5 giugno giornata dell’ambiente, guariamo la natura per stare bene

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Foto di pixabay

Sabato 5 giugno si celebra la Giornata mondiale dell’ambiente: il tema scelto per quest’anno è il ripristino degli ecosistemi. In Italia si moltiplicano le iniziative per accrescere la consapevolezza sull’importanza della natura per il nostro benessere

Sono più di 100 i paesi che aderiscono alla Giornata mondiale dell’ambiente, nata nel 1974 per sostenere in tutto il mondo le azioni a tutela degli ecosistemi.

Sabato 5 giugno si celebra la Giornata mondiale dell’ambiente: il tema scelto per quest’anno è il ripristino degli ecosistemi, un approccio che secondo l’Unep può sostanziarsi sia negli interventi per favorire il recupero delle aree naturali che sono state danneggiate, sia nella tutela di quelle ancora intatte.

Una questione quanto mai fondamentale, se si pensa che, secondo uno studio pubblicato solo qualche settimana fa, le attività umane hanno alterato in qualche modo il 97% degli ecosistemi terrestri, modificando gli habitat e spingendo all’estinzione specie animali e vegetali.

La nota positiva è che qualunque ecosistema – che si tratti di foreste, terre coltivate, zone umide, aree marine e urbane – può essere riparato. Con vantaggi enormi sia per gli ambienti naturali sia per le società umane: secondo lo United Nations environment programme, la rigenerazione potrebbe generare qualcosa come 9.000 miliardi di dollari di servizi ecosistemici da qui al 2030, a cui, nello stesso arco di tempo, andrebbe ad aggiungersi il sequestro di 26 gigatonnellate di carbonio dall’atmosfera.

Proprio per ricordare il potere della natura di contribuire alla ripresa delle comunità, sabato 5 giugno i clienti di Cocciuto, marchio della ristorazione di Milano, riceveranno in omaggio una cartolina che contiene semi di petunie, crisantemi, iberis e altri fiori.

Per farli crescere, basta strapparla in piccoli pezzi e seminarla, e dopo qualche giorno inizieranno a sbocciare fiori colorati. Un piccolo gesto con implicazioni simboliche importanti, specie in una fase come questa, caratterizzata dalla ripresa dalla pandemia, e in cui prendersi cura della natura è sempre più centrale.

Proprio da questa consapevolezza è partita l’Associazione Val.Te.Mo che, insieme al polo Unimont e al comune di Edolo, per il 6 giugno ha organizzato una giornata ecologica a Edolo, in provincia di Brescia. Ai partecipanti verranno forniti guanti e sacchetti con cui raccogliere i rifiuti disseminati sulle rive del fiume Oglio e del torrente Ogliolo.

Per il 5 Giugno è in arrivo Adaptation Italia, il podcast di Marco Merola per riflettere sul cambiamento climatico attraverso un viaggio lungo 8 regioni per scoprire soluzioni che aiutano a convivere con i cambiamenti in atto.

Ancora in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente, l’associazione culturale Territori ha organizzato una serie di incontri sui temi dello sviluppo e dell’educazione ambientale.

Diversi gli appuntamenti in programma, dagli usi energetici dell’idrogeno al Pipenet, un progetto per un sistema che, a imitazione della posta pneumatica, usa delle capsule che si muovono in lunghi tubi per trasportare delle merci.

L’obiettivo è quello di condividere con i partecipanti soluzioni innovative per contrastare il cambiamento climatico, nella consapevolezza che benessere dell’ambiente e delle persone sono legati indissolubilmente.

Altre due iniziative ruotano intorno al tema dell’acqua. La prima, H2gO, organizzata da Azione contro la fame, un’organizzazione umanitaria che opera nel contrasto alla fame e alla malnutrizione, punta a sensibilizzare sulla carenza di fonti di acqua pulite.

Ai partecipanti, viene chiesto di camminare per qualche chilometro fino a raggiungere una fonte di acqua, simulando quella che per centinaia di milioni di persone è la realtà di ogni giorno: percorrere decine chilometri a piedi per rifornirsi di acqua non contaminata.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, oggi una persona su tre non ha infatti accesso all’acqua potabile, e almeno la metà dei casi di malnutrizione infantile sono associati al consumo di acqua non sicura, all’inadeguatezza dei servizi igienici e alla scarsa igiene. È questo lo sfondo su cui si proiettano gli interventi di Azione contro la Fame.

Attiva in più di 50 paesi, l’organizzazione include in ognuno dei suoi progetti una componente “Wash” (water, sanitation, hygiene) con l’obiettivo di garantire l’accesso all’acqua pulita, sicura ed economica alle comunità più vulnerabili.

Solo nell’ultimo anno l’organizzazione ha sostenuto quasi sei milioni di persone, migliorato oltre 13.000 punti di accesso e fornito alle popolazioni 1,8 milioni di metri cubi d’acqua.

La seconda iniziativa è il progetto Whow (Water health open knoWledge), che punta a migliorare la qualità e l’accessibilità dei dati necessari per il raggiungimento del sesto Obiettivo di sviluppo sostenibile, “garantire acqua pulita e servizi igienici per tutti”.

Il progetto, coordinato da Celeris Advisory con il supporto dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, dell’Azienda regionale per l’innovazione e gli acquisti della Regione Lombardia e dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr, combina dati ambientali e dati sanitari ricavati dal database data.europa.eu e e da quello di Copernicus, il programma dedicato al monitoraggio della Terra dell’Unione europea.

I dati, combinati sulla base dei principi Fair (Findable, accessible, interoperable, reusable), andranno a creare la prima matrice europea sul consumo e l’inquinamento dell’acqua e sulla diffusione delle malattie, che potrà essere usata sia per avere un quadro preciso della situazione sia supportare la definizione di efficaci piani d’azione.

“The future is in our hands”, lo ripete più volte Ronnie Jones nella sua ultima canzone composta insieme ad AWorld per celebrare la giornata dell’ambiente. E proprio come dice la canzone di Jones “A Miracle”, bisogna riflettere sui comportamenti individuali perché il futuro è nelle nostre mani e sì, ci vuole un miracolo per salvare il nostro Pianeta.

 

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