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La bordura fatela con i vegetali

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Giugno 2021
bordura
Foto di pixabay

Per rendere utile, creativa e profumata una bordura si può ricorrere non alle solite piante

È sotto gli occhi di tutti, ma realizzarla bene non è facile. Sempre piacevole da vedere, si presta ad abbellire ogni spazio attirando l’attenzione su di sé.

Distoglie lo sguardo da un brutto muro ai cui piedi è fatta crescere, da un paesaggio non proprio felice, oppure serve a mettere in risalto fioriture più ampie, riempie lo spazio vuoto alla base delle siepi, nasconde canaline, tubi esterni e pozzetti, delimita il bordo delle aiuole scoraggiandone il calpestio, indica una direzione o un percorso.

Essere ordinata, anche se non necessariamente di forma geometrica, essere folta (così da creare una superficie continua dove tutti gli elementi si fondono tra loro) e presentare fioriture scaglionate, in grado di accompagnarci per diversi mesi, sono le tre caratteristiche da seguire nella progettazione e allestimento di questo spazio.

Nella realtà dei fatti, piante tappezzanti/coprisuolo e di altezza modesta, ce ne sono in vivaio una infinità, molto più di quel che si crede. Il mio consiglio, prima di procedere all’acquisto, è di fare oculate valutazioni sullo spazio da dedicare alla bordura e sull’esposizione.

Prendete allora le misure e fate un piccolo disegno (in scala, sarebbe l’ideale):individuerete facilmente il corretto numero di piante, le distanze e gli ingombri a maturità. Teniamo bene a mente la naturale propensione delle piante ad allargarsi, limitata per le piante annuali, considerevole per quasi tutte le perenni.

E come si svilupperanno? Le piante seguono la luce solare e si allargano in tale direzione più del doppio del normale. Se la bordura sarà in posizione rialzata, ad esempio sopra un muretto, scegliete piante ricadenti, la Saponaria forma un cuscino continuo anche se deborda; il Mesebriantemo coi suoi bei fiori a margherita fucsia, giallo sole e arancio copre con filamenti grigio-lucenti carnosi muretti di tufo e cordoli vari, l’Erigenon karviskianus cade in cascate informali e romantiche.

Occorre sempre rispettare le distanze d’impianto anche se ci si troverà ad avere al primo anno un’aiuola dall’aspetto misero, dove la pacciamatura sarà l’elemento dominante, ma già dal secondo anno (visto il rapido sviluppo di cui sono capaci le erbacee perenni), il miglioramento sarà evidente, per arrivare a pieno regime nel terzo anno dove avrà una vegetazione ricca ma equilibrata.

Moltissime sono le scelte possibili con le piante perenni, quindi provate quelle che più vi piacciono. Io vi propongo per una bordura rialzata da pieno sole di adoperare le Coreopsis sullo sfondo, il Timo sul livello intermedio e l’Erigero in primissimo piano, a coprire qua e là il muretto di contenimento.

Le Coreopsis sono tra le piante da fiore più generose, indicate per portare una macchia di colore in terreni difficili, sono capaci di resistere nei giardini di città e nelle aiuole spartitraffico, sopportando bene gli agenti inquinanti. La rosetta basale del piccolo cespuglio è molto densa, formata da tre foglie lanceolate e lineari di colore verde chiaro, i fiori hanno colori caldi, sui toni del giallo e rosso.

Pianta aromatica mediterranea, il Timo è in grado di produrre una vegetazione a cuscino che si ricopre di fiorellini rosa. Teme i ristagni, ma dove riesce ad ambientarsi diventa esuberante: con un paio di tagli durante la stagione, spuntando le estremità, rimarrà compatto e non tenderà ad aprirsi.

L’Erigenon, originario del Messico, ma presente come pianta rinaturalizzata anche da noi, raggiunge i 15/20 cm ed è ideale per terreni ricchi di scheletro, pietraie o muri a secco. Inizia a fiorire in tarda primavera e si protrae sino a metà settembre; i fiori sono bianchi, a volta rosati. Si prestano anche ad essere recisi!  Vi suggerisco di eliminare i capolini sfioriti, recidendo lo stelo alla base, per stimolare e favorire una nuova emissione.

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Stefano Pagano Stefano Pagano: laureato in Verde ornamentale e tutela del paesaggio alla Facoltà di Agraria di Bologna, collabora con lo Studio Tecnico Paesaggistico, studio che si occupa di progettazione di parchi, giardini e terrazzi ed è responsabile del team operativo La Giardineria | e-mail | Facebook
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