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8 giugno: mille modi per saldare il nostro debito con gli oceani. Non solo oggi

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giornatamondiale degli oceani 2021
Foto di Michelle Raponi da Pixabay

Gli oceani coprono i sette decimi Pianeta. Ogni anno, la Giornata mondiale degli oceani ci ricorda quanto sia importante tutelarli. Noi di Greenplanner lo abbiamo fatto con gli studenti che hanno aderito al progetto Sea Art

Più della metà dell’ossigeno che inaliamo con ogni respiro – a riposo ne facciamo in media una ventina al minuto – viene prodotto da organismi marini fotosintetici come alghe e fitoplancton.

I più abbondanti sono i proclorococchi, batteri fotosintetici che producono il 20% dell’ossigeno: in pratica, per un respiro su 5 siamo debitori a questi minuscoli organismi marini.

Se il fatto di farci respirare non bastasse, gli oceani ci danno anche molti altri servizi, tutti preziosi. Sono i nostri migliori alleati nella lotta ai cambiamenti climatici, dato che fino a oggi hanno assorbito più di un terzo delle emissioni di CO2 di origine antropica dall’inizio della Rivoluzione industriale.

È grazie a loro se oggi abbiamo una concentrazione di CO2 in atmosfera di 418 parti per milione (ppm), invece delle quasi 525 ppm a cui saremmo arrivati se gli oceani non ci avessero aiutato.

Inoltre, danno cibo e mezzi di sussistenza ad almeno 3 miliardi di persone e sostengono attività economiche per oltre 1.500 miliardi di dollari ogni anno. Avremmo quindi tantissimi buoni motivi per proteggerli e valorizzarli; invece, spesso li usiamo come discariche in cui riversare i prodotti peggiori delle nostre attività e come serbatoi da saccheggiare fino all’ultimo pesce.

Proposta nel 1992 dall’International Centre for Ocean Development e dall’Ocean Institute of Canada e riconosciuta ufficialmente dalle Nazioni unite nel 2008, la Giornata mondiale degli oceani viene celebrata ogni anno l’8 giugno proprio per ricordarci l’importanza degli oceani.

Giornata mondiale degli oceani: vita e mezzi di sussistenza

Se nelle edizioni passate il focus era sulla riduzione dell’inquinamento e le innovazioni per una gestione sostenibile, il tema scelto per l’edizione 2021 è vita e mezzi di sussistenza, a sottolineare il ruolo degli oceani nel sostegno alle nostre vite.

Anche nel nostro paese il calendario di appuntamenti e iniziative è molto fitto. Ioc-Unesco ha organizzato Tra passato e futuro: verso la Generazione oceano, un evento che si svolgerà in Sardegna, sull’isola de La Maddalena.

Nel corso della giornata si susseguiranno speech e tavole rotonde, a cui parteciperanno, tra gli altri, il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani e Roberto Danovaro, presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn.

Inoltre, verranno lanciati Oceanthon 2021, un hackathon dedicato all’oceano a cui potranno partecipare tutti i paesi del Mediterraneo e il premio Donna di Mare 2022, riservato a giovani donne impegnate nella salvaguardia dell’oceano.

Surfisti contro la plastica

E se il Mediterraneo è uno degli hotspot della biodiversità, è anche vero che purtroppo è una delle regioni più colpite dall’inquinamento da plastiche. Seeyousurf.com, piattaforma fotografica dedicata al surf, per l’8 giugno ha invitato i suoi quasi 10.000 utenti a raccogliere almeno 3 pezzi di plastica dalle spiagge su cui andranno a fare surf e a postarne le immagini, invitando amici e follower a fare lo stesso.

Noi di GreenPlanner abbiamo lavorato tutto l’anno con un centinaio di studenti che hanno aderito al progetto Sea Art: e proprio oggi viene proclamato il vincitore in diretta.

Quello dell’inquinamento da plastica è un problema che, almeno nell’immediato, non pare destinato a migliorare in modo sostanziale. Per fortuna, però, gli sforzi degli ultimi quarant’anni per migliorare la qualità delle acque hanno dato risultati decisamente più incoraggianti.

Secondo la relazione annuale sulle acque di balneazione, nel 2020 l’83% dei 22.276 siti campionati in tutti gli stati dell’Unione – più la Svizzera e l’Albania – ha rispettato gli standard di qualità fissati dall’Unione europea.

Quasi il 70% di questi siti si trova lungo le coste e, anche se in alcuni casi non è stato possibile campionare le acque a causa della pandemia, in linea generale il quadro che emerge è confortante.

Tra i soggetti più impegnati nella tutela della ricchezza degli oceani ci sono le imprese che pescano e lavorano prodotti ittici. Mare aperto, marchio genovese specializzata nella vendita del tonno, si impegna da sempre a garantire che il 100% delle materie prime che utilizza provengano da sistemi di pesca sostenibili e legali.

Oltre ad aver aderito all’Issf-International Seafood sustainability foundation, una coalizione globale di aziende ittiche, organizzazioni scientifiche e ambientali che promuove iniziative basate sulla scienza per la conservazione a lungo termine del tonno, Mare aperto ha annunciato di aver ottenuto la certificazione Marine Stewardship Council per la pesca del tonno Skipjack.

La Msc è uno standard internazionale di certificazione che si basa su tre criteri principali – la tutela della salute delle diverse specie di pesci presenti una certa area, la minimizzazione degli impatti sull’ambiente marino e la messa in atto di un efficace sistema di gestione della pesca.

A oggi, vengono certificate oltre il 17% delle catture globali, grazie a più di 400 attività che pescano osservando i 3 criteri di sostenibilità di Msc. Tra queste, 62 sono attività di piccole dimensioni, che oltre a dare lavoro a più di 80.000 persone, possono trarre importanti benefici dall’adesione al protocollo di certificazione. in particolare per quanto riguarda l’accesso a mercati più ampi e la definizione di prezzi di vendita più vantaggiosi.

Le reti da pesca abbandonate sono una delle componenti principali della zuppa di plastica che inquina gli oceani di tutto il mondo. Carvico e Jersey Lomellina, due aziende che da anni puntano sulla riduzione degli impatti delle proprie attività, in occasione della Giornata mondiale degli oceani hanno riconfermato il proprio sostegno a Healthy Seas – a Journey from waste to wear, una Ong che raccoglie le reti da pesca che si trovano sui fondali.

Dalla combinazione tra queste reti e materiali di scarto pre e post consumer è nato Econyl, un filo di poliammide 100% rigenerato con cui Carvico e Jersey Lomellina realizzano tessuti destinati alla confezione di costumi da bagno.

Infine, anche il mondo della street art ha deciso di dare il proprio contributo alla salvaguardia degli oceani aderendo a Oceano e clima, un progetto che si svolge nell’ambito della campagna 30X30 Italia. Lanciata da Worldrise, una Onlus che si occupa di salvaguardia dell’ambiente marino, 30X30 si pone l’obiettivo di proteggere almeno il 30% dei nostri mari entro il 2030.

Oceano e clima porterà in diverse città italiane dei murales dedicati al mare e realizzati con vernici ecologiche. In ogni murales è poi inscritto un link a una sezione dedicata del sito 30×30 Italia, dove sono disponibili 10 video divulgativi di approfondimento su oceani e clima realizzati grazie al supporto di Sky Italia, che con la campagna Sky Zero si è impegnato a diventare la prima net zero carbon media company in Europa entro il 2030.

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