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Gli urli nelle opere di Sea Art degli studenti

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sea art - progetto istituto bazzi
Il progetto dell'Istituto Bazzi, risultato vincitore di Sea Art

Si è svolta in coincidenza con la Giornata degli Oceani la premiazione dei progetti che hanno aderito al contest Sea Art. Prossima la loro installazione all’Acquario di Milano dove tutti le potranno vedere

Con il progetto Sea Art, l’arte dà voce alla salvaguardia dell’oceano, del mare, dell’acqua. Protagonisti circa 100 studenti delle scuole superiori milanesi e di Monza che hanno aderito al progetto patrocinato dal Comune di Milano e dal Parlamento europeo.

Gli studenti hanno lavorato un anno intero sul tema dell’acqua e di quanto debba essere protetta e conservata. Hanno incontrato esperti di scienza e di arte. E per alcuni mesi il loro impegno è stato creare urli, come li ha definiti Marco Nones, artista affermato di Land art che ha commentato dopo aver visionato le opere: “ogni progetto rappresenta una profonda riflessione da parte di una generazione poco ascoltata e che sta urlando“.

Nones ha fatto parte della giuria con Nicoletta Ancona, conservatrice dell’Acquario e Civica Stazione Idrobiologica Milano; Marcello Donini, presidente Arte in Cascina; Maria Adelaide Marchesoni, giornalista esperta d’arte ed economia; Elisabetta Pollezzo, organizzatrice e curatrice dell’Acquario di Milano e M.Cristina Ceresa, direttrice di GreenPlanner cui si deve l’ideazione del format.

Sea Art, evento in diretta streaming

Così, nella giornata di ieri dedicata agli oceani, gli studenti che hanno partecipato alla prima edizione di Sea Art, sono stati premiati.

In diretta streaming è avvenuta la proclamazione dei tre progetti vincitori, che vedranno la loro installazione all’interno dell’Acquario di Milano.

Il terzo posto, spiega Elisabetta Pollezzo è stato assegnato a Narciso, l’acqua siamo noi, una creazione che ha visto partecipe la 3KA del liceo classico Virgilio di Milano.

La realizzazione dell’idea – ha commentato la Pollezzoin linea con i principi del corso di studi dei ragazzi della 3KA, proviene da un mito: i ragazzi hanno messo in pratica e portato alla luce ciò che il mito vuole suggerire. L’immagine dell’uomo che si specchia nell’acqua e vede solo se stesso conduce all’autodistruzione: è necessario guardarsi attorno, prendersi cura di ciò che ci circonda al fine di lavorare al proprio bene e a quello comune“.

sea art - 3 classificato
“Narciso, l’acqua siamo noi” – 3KA liceo classico Virgilio di Milano

Al secondo posto si è classificato Flowery Ocean, il progetto realizzato dalla 5C dell’Istituto tecnico-industriale P. Hensemberger di Monza. Ottima l’idea di trattare un mare come un fiore. Bello e da curare.

L’idea – spiega Nicoletta Ancona, che ai partecipanti del progetto aveva tenuto lezione scientifiche sul tema dell’inquinamento delle acque – ci è piaciuta molto in quanto le ragazze hanno voluto rappresentare qualcosa in linea con la salvaguardia degli oceani e quindi anche del pianeta. Il progetto è stato apprezzato particolarmente anche in virtù della positività emanata dall’opera che lavora in direzione degli obiettivi dell’Agenda 2030, un futuro migliore che possiamo sperare di realizzare. Dai materiali utilizzati – tutti eco-compatibili – alle colorazioni naturali: ogni particolare è portatore di un simbolo che vuole rievocare l’importanza di preservare i mari e gli oceani“.

Da qui, anche la decisione di utilizzare uno stesso colore per ogni continente: tutto il mondo deve cooperare e lavorare in questa direzione.

Infatti, aggiunge Ancona, “per preservare il mare dobbiamo fare molta attenzione a ciò che noi facciamo sulla terra“.

Un ultimo aspetto da sottolineare è la realizzazione delle isole di plastica con la pasta di sale, un materiale apparentemente innocuo che però grava sui fiori di carta, quasi a impedire loro la rinascita del pianeta che invece vogliono simboleggiare.

Flowery Ocean (qui trovate il documento di progetto) è nato dalla collaborazione tra sette studentesse: Aurora Assogna, Sofia Carotenuto, Lara Cossa, Marta De Luca, Simona Di Terlizzi, Emanuela Minghetti e Giulia Tedesco.

I fiori – spiega la portavoce del gruppo Simona di Terlizzirappresentano la bellezza dei mare e degli oceani e sono da salvaguardare contro “le bombe”, ovvero plastica presente nelle nostre acque“. Flowery Ocean ha preso anche spunti da un videogioco: Prato fiorito dove bisogna proprio evitare le bombe. Alleniamoci.

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“Flowery Ocean” – Istituto tecnico-industriale P. Hensemberger di Monza

A conquistare il primo posto sono le classi 2A e 2B dell’Istituto tecnico-edile Bazzi di Milano con la creazione Un menù dalla natura di oggi.

La scelta – spiega Adelaide Marchesoniè stata dettata in particolare dalla potenza estetica, artistica e narrativa dell’idea“.

Perfetto l’impiego di materiali riciclati ed ecosostenibili, in linea con le linee guida del progetto Sea Art. Apprezzato anche l’uso di una vecchia GreenPlanner utilizzata come elemento culturale di massima attenzione all’ambiente.

Secondo i giurati, il progetto è stato in grado di coinvolgere diverse energie e di unire differenti esperienze: ci troviamo davanti un lavoro artistico sia dal punto di vista pratico che concettuale.

Entro luglio, le tre opere vincitrici verranno installate all’interno dell’Acquario di Milano e visibili a tutti.

Per Marcello Donini, che durante l’anno ha incontrato gli studenti per raccontare loro i principi della Land art su cui il progetto Sea Art si è rifatto,: “l’iniziativa ha giocato un ruolo fondamentale nel ripensare il futuro. I ragazzi hanno avuto la possibilità di cimentarsi con tematiche di importanza e preoccupazione globale, comprendendo la loro responsabilità in termini ambientali e sostenibili“.

Se tutti ci accingiamo a fare qualcosa nel nostro piccolo, possiamo diventare i protagonisti dei cambiamenti futuri.

(Testo redatto da Nicole Bianchi)

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