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Negozi di lusso, ma quanto inquinano?

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negozi di lusso carbon footprint
Foto di Joseph Ken da Pixabay

Per analizzare la carbon foot print di un negozio di lusso, la vicentina Zordan ha messo a punto un sistema di Lca. Utile anche per programmare azioni per attutire l’impatto ambientale

Anche i negozi di lusso “inquinano”. A cominciare dalla quantità di energia che usano per illuminare la merce esposta. O per condizionare i locali e rendere più piacevole la permanenza dei clienti. Ma ci sono anche dei valori nascosti che impattano sui negozi in genere e su quelli di lusso in particolare: gli arredamenti.

Zordan, azienda vicentina specializzata nella progettazione e nella realizzazione di spazi retail per i marchi del lusso, ha deciso di mettere a punto un sistema di calcolo della carbon footprint.

In linea con l’impegno nei confronti delle tematiche Esg, Zordan intende misurare l’impatto ambientale dei punti vendita dei negozi che realizza per i suoi clienti: un sistema di certificazione in grado di calcolare le emissioni di CO2 dell’intero ciclo produttivo, dalla scelta delle materie prime fino allo smaltimento degli arredi dei negozi.

La stima delle emissioni di CO2 viene fatta nel rispetto dei principi che caratterizzano la carbon footprint, applicata, in questo caso, al negozio stesso e alle attività produttive e di supporto che ruotano intorno ad esso.

L’obiettivo di Zordan, quindi, è aiutare i propri clienti a concepire il negozio, l’organizzazione dello spazio e la scelta degli arredi, in ottica di Sostenibilità e di rispetto nei confronti dell’Ambiente fin dalla sua progettazione.

Il calcolo della carbon footprint viene effettuato in tre aree distinte:

  1. la produzione delle materie prime
  2. la produzione dei prodotti
  3. le fasi finali di logistica, packaging e smaltimento

Il passo successivo riguarda l’analisi del Life Cycle Assessment di ogni prodotto, a cui viene affiancata la stima dei potenziali impatti ambientali dell’intero processo produttivo.

Ogni materia prima viene analizzata in termini di emissioni di CO2, consumi energetici e idrici, impatto dei trasporti e di tutti i consumi di servizi annessi alla produzione; da questa valutazione risulterà un indicatore che, di fatto, misura la performance di Sostenibilità ambientale e che può essere utilizzato dai clienti per definire azioni e politiche ambientali più mirate e per monitorarne l’efficacia.

Applicare la metodologica Lca ai negozi rappresenta una novità: fino a oggi, infatti, l’oggetto di analisi è stato soprattutto il prodotto, inteso come bene, anche tangibile, a cui si è poi aggiunto il concetto di servizio; in quest’ottica, il negozio può essere visto come un prodotto complesso che eroga sia beni, attraverso l’attività di compravendita, che servizi accessori.

Nella pratica, quindi, si procede con l’analisi della situazione attuale: la carbon footprint viene calcolata sugli arredi effettivamente presenti al momento della valutazione; in base al risultato, Zordan affiancherà il team di design del cliente nella progettazione e nella realizzazione di un nuovo concept store che minimizzi l’impatto ambientale.

A testimonianza del lavoro fatto, Zordan certificherà la carbon footprint dei nuovi arredi istallati e quantificherà la riduzione delle emissioni di CO2 rispetto al concept precedente.

La carbon footprint dei concept store per i marchi di lusso può quindi essere considerata, almeno sulla carta, un’opportunità interessante per il raggiungimento dell’obiettivo Emissioni zero: la maggior parte delle attività che producono gas serra, infatti, fa parte del comparto manifatturiero, industriale e commerciale.

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Chiara Guizzetti Chiara Guizzetti: laureata in economia, lavora in Adfor come referente per l’area Internal Audit e Compliance (consulenza, formazione aziendale e universitaria). Crede nel valore dell’etica, della sostenibilità e del network tra persone e imprese. Appassionata di pilates e corsa | Linkedin
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