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Sequestrati a Milano accessori realizzati con pellami di animali in via di estinzione

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pellami sequestrati
Foto Polizia Locale di Milano

La Polizia Locale di Milano sequestra un importante lotto di accessori moda realizzati con pellami di animali a rischio estinzione: borse, portafogli, cinture in pitone o coccodrillo per un valore totale di 27mila euro

La Polizia Locale di Milano ha effettuato il sequestro di 360 pezzi di materiale in pelle – portafogli, cinture in pitone o coccodrillo – derivante da animali a rischio estinzione. Un importante colpo nella lotta al commercio spregiudicato che non rispetta ambiente e convenzioni civili.

Le borse (che erano esposte in vendita a un prezzo tra i 580 e i 650 euro), le cinture, i portafogli, i portatessere e i portachiavi sono stati trovati dagli agenti del Nucleo Antiabusivismo della Polizia locale di Milano durante un controllo in due esercizi commerciali di Milano e Cernusco sul Naviglio.

I prodotti in vendita erano stati realizzati con pellami di pitone reticolato, pitone delle rocce indiane e coccodrillo, animali a rischio di estinzione.

I commercianti non sono stati in grado di esibire la fattura d’acquisto con relativa convenzione Cites, strumento normativo che garantisce la conservazione delle biodiversità, regolando il commercio internazionale di circa 35mila specie, a cui aderiscono attualmente 183 membri tra cui l’Unione europea.

La commercializzazione di esemplari a rischio di estinzione è subordinata al rilascio di un certificato che ne attesti la regolarità dell’acquisto, secondo l’accordo internazionale tra Stati che ha lo scopo di proteggere piante e animali a rischio di estinzione, monitorandone il loro commercio (convenzione di Washington sul Commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione).

La certificazione deve essere esibita su richiesta e le violazioni sono punite con sanzioni, previste da normativa nazionale, che vanno fino a 200mila euro e all’arresto da sei mesi a un anno.

Non potendo dimostrare che le pelli impiegate per realizzare gli accessori fossero state importate legalmente nel territorio italiano, i due distributori sono stati denunciati “per aver detenuto ai fini della vendita prodotti realizzati con esemplari appartenenti a specie animali protette senza la prescritta documentazione“.

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