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Nuova vita agli scarti del pesce

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recupero scarti ittici
Immagine da Pixabay

Nell’industria ittica gli scarti sono tanti, ma con una nuova tecnologia italiana si è in grado di dargli nuova vita in modo ecosostenibile

L’economia circolare passa dall’ingegno italiano e l’Ue ha selezionato Themis, azienda del milanese, per la sua tecnologia Wrt, Waste recovery technology, che permette di dare una nuova vita agli scarti dell’industria ittica.

Themis spa è protagonista nel panorama del Green Deal europeo per il contributo alle sfide ambientali e climatiche che dovremo affrontare in futuro.

Dati della Fao dimostrano che in Europa circa il 30% dei prodotti ittici diventa scarto e tra le fasi più critiche ci sono il consumo domestico, la distribuzione e i processi produttivi dei trasformatori.

Themis ha progettato un macchinario che viene assemblato direttamente negli stabilimenti dei grandi trasformatori dell’industria ittica per la raccolta degli scarti. Questo macchinario utilizza una tecnologia di estrazione in grado di recuperare alcune molecole importanti presenti negli scarti.

La tecnologia Themis Wrt è in grado di ridurre del 90-70% il volume originario, restituendo il 10-30% sotto forma di prodotto solido trattato riutilizzabile e la parte restante in acqua distillata.

Non solo, per il suo funzionamento il macchinario può utilizzare vettori termici quali flussi di acqua calda o ritorni di condensa già esistenti negli stabilimenti dove viene assemblato.

La raccolta degli scarti è stata studiata in sede produttiva in modo tale da avere il meno impatto ambientale possibile e per evitare problematiche di deperibilità degli scarti usati.

A oggi non esiste ancora un macchinario in grado di raggiungere le massime performance a impatto zero, ma la ricerca continua e i fondi non mancano.

Il macchinario, attraverso un processo guidato dall’Intelligenza Artificiale, è in grado di condizionare la flora batterica del prodotto granulare, rendendolo salutare per il consumo umano.

Michele Romanò Ceo Themis
Michele Romanò, Ceo Themis

Prevalentemente lavoriamo con le interiora di pesce, solitamente scartate dall’industria ittica, ma abbiamo anche un filone dedicato a tutti gli scarti con carapace, perchè da lì si possono estrarre delle cellule anti-tumorali” ha spiegato Michele Romanò, project leader e Ceo di Themis.

Il prodotto disidratato sarà utilizzato per le conserve alimentari e di questa fase se ne occuperà la Generale Conserve, importante realtà in Italia per la produzione di conserve ittiche, presente sul mercato con il brand Asdomar.

Romanò ha voluto anche sottolineare il prezioso contributo di tutto il team composto da sette persone, tra cui ricercatori dell’Università di Genova, Angelo Ramundo (R&D) e Tommaso Tiroli (biotecnologo).

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