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Buone regole di coltivazione e raccolta dell’arnica montana

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arnica montana
Foto di Christian Peters da Pixabay

L’arnica montana è una di quelle piante di cui non si butta via niente. Questo perché i suoi principi si trovano dal fiore, giù fino a tutto lo stelo.

Coloro che la raccolgono devono prestare la massima attenzione, però, a non sradicarla (una parte considerevole della pianta si sviluppa sottoterra), per permettere una crescita annuale.

Questa è una delle raccomandazioni che una realtà come Boiron fa ai propri coltivatori di arnica che sottoscrivono un vero e proprio capitolato, che impone condizioni di raccolta rigorose e responsabili.

In sintesi i coltivatori che lavorano con Boiron (al momento sono coltivatori situati nella zona delle Alpi francesi) devono assicurare una raccolta a mano (usato il coltello a roncola utile per cogliere i fiori o parti aeree della pianta) e la coltivazione delle specie botaniche lontano dalle aree industrializzate, urbane, di colture intensive, tradizionali o dalle strade per evitare al massimo l’inquinamento.

Inoltre, va certificato il perfetto stato di salute delle piante (attenzione agli attacchi degli afidi e alle malattie come ruggine e oidio).

È ammessa la possibilità di raccolta solo del 30% del potenziale di un sito per assicurare la sopravvivenza della specie, facendo attenzione a non strappare i rizomi e a non raccogliere le piante con i frutti

Chi lavora con Boiron deve inoltre assicurare la separazione delle piante da tutte le altre specie vegetali e l’epurazione da qualsiasi elemento estraneo alla pianta stessa (terra, resti di legno, sassi…) come pure impegnarsi a spedire le piante entro 72 ore al massimo dalla raccolta, in imballaggi ventilati e in camion frigoriferi.

Il periodo di raccolta dell’arnica montana varia in base alla fioritura della pianta e generalmente inizia il 1° giugno per terminare intorno al 20 luglio. Sono le regioni in cui cresce e le condizioni climatiche a determinarne la fioritura, perciò i raccoglitori dovranno rispettare le cadenze imposte dalla natura e seguire geograficamente il ritmo vegetativo.

L’arnica montana (detta anche erba delle cadute, erba starnutella, tabacco di montagna) è presente principalmente in Europa. Altre varietà sono presenti nella Russia meridionale e in alcuni stati del Nord America.

In Francia, è di casa un po’ ovunque ad alta quota: nei Pirenei, nel Massiccio Centrale, nell’Aveyron, nelle Ardenne, nei Vosgi e, naturalmente, nelle Alpi.

Per conoscere meglio l’arnica montana

L’arnica montana è una pianta spontanea alta 20-60 centimetri, riconoscibile principalmente per i suoi capolini (fiori) di colore giallo-arancio a forma di margherita: abbastanza grandi (6-8 centimetri) e solitari (oppure riuniti in gruppi di 3 o 4), sprigionano un profumo intenso.

Come in molte piante della famiglia delle Asteraceae, ogni capolino è composto da fiori ligulati femminili e da fiori tubulati ermafroditi.

L’arnica si distingue per il suo stelo di colore verde chiaro, coperto di peli ghiandolari molto profumati (detti tricomi), ma anche per le foglie basali, ovali e con nervature longitudinali in rilievo sulla superficie inferiore della foglia, la cosiddetta rosetta.

Il suo stelo floreale di 20-50 centimetri è spesso adornato da 2 foglioline caulinari, che spuntano dal fusto, opposte o sub-opposte.

L’arnica montana predilige i terreni acidi (pH compreso tra 5 e 5,5) e silicei, non calcarei. Per il suo sviluppo, occorre, inoltre, una pendenza di almeno 3°, che impedisca il ristagno dell’umidità (troppo acidificante) e che permetta all’acqua di scorrere in modo adeguato.

Sensibile ai forti e bruschi sbalzi di temperatura, l’arnica montana cresce nei prati in quota (oltre gli 800 metri) delle regioni montuose dell’Europa centrale, dalla Svezia meridionale alla Spagna settentrionale.

Perché è importante preservare questa coltura?

Resa vulnerabile dall’uomo e dai cambiamenti climatici, l’arnica montana è una delle piante a maggior richiesta da parte delle aziende per le sue comprovate proprietà terapeutiche, mentre dall’altro l’agricoltura intensiva e la concimazione del suolo da parte dell’uomo stanno indebolendo sempre di più questa pianta. Il risultato è la scomparsa progressiva di arnica montana.

La regione del Markstein, a sud dei Vosgi, uno dei luoghi di raccolta più importanti d’Europa, è anche una delle zone più colpite da questo fenomeno. Per proteggere questo luogo e garantire la sopravvivenza della specie, è stata stipulata la Convenzione del Markstein che ha come obiettivo l’organizzazione degli operatori coinvolti nella raccolta di arnica montana nella zona del Markstein-Grand Ballon e la conservazione della pianta come risorsa comune.

La convenzione, prevede:

  • la raccolta delle piante in piena fioritura
  • l’abbandono sul posto di uno stelo fiorito ogni 5 dei capolini appassiti
  • l’autorizzazione unicamente alle raccolta manuale

Boiron ha firmato questa convenzione e si impegna al rispetto dell’arnica montana, che è la materia prima di diversi prodotti a base di crema di arnica o di gel.

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