Home Imprese Sostenibili La sostenibilità, leva strategica anche per Microsoft

La sostenibilità, leva strategica anche per Microsoft

pubblicato il:
alleanza per la sostenibilità - Microsoft

La sostenibilità entra a pieno titolo nella strategia di Microsoft, non solo alivello Corporate, ma anche a livello locale, con l’Alleanza per la Sostenibilità, come ci spiega Silvia Candiani, amministratore delegato di Microsoft Italia

Poco più di anno fa Microsoft, forse in anticipo rispetto ad altri vendor di tecnologia suoi concorrenti, si rende conto che sostenibilità e digitale andando di concerto potevano rappresentare una leva competitiva di grande rilevanza per i programmi di crescita futuri e per intercettare le nuove esigenze delle aziende sue clienti e anche del mass market.

Da qui la decisione di varare uno specifico progetto, Ambizione Italia #DigitalRestart, all’interno del quale collocare un piano mirato per la sostenibilità, un’Alleanza per la Sostenibilità.

Racconta Riccardo Trubiani, Strategy & Planning Lead di Microsoft e responsabile di questa iniziativa, “”Ci siamo accorti che sempre più spesso sul mercato si ragionava non più solo in termini di profitto ma anche di sostenibilità, come fattori di un programma di crescita aziendale.

Per dare concretezza a questi principi abbiamo deciso di creare una Alleanza per la Sostenibilità mettendo insieme, giusto per partire, un gruppo di otto primarie aziende attive in settori diversi (tra cui Intesa San Paolo, Italgas, Snam e Coop ma anche Politecnico di Milano e Cdp) per proporre attraverso il nostro ecosistema di 10.000 partner e altri canali soluzioni tecnologiche focalizzate sulla sostenibilità.

Alle otte aziende se ne sono già aggiunte numerose altre, tra cui A2a, tutte animate dalla voglia di mettersi in gioco e di sviluppare, con la nostra tecnologia, soluzioni concrete e utili mirate alla implementazione della sostenibilità. Perché questo approccio condiviso?

Le ragioni sono essenzialmente due: avvantaggiarsi delle sinergie e del gioco di squadra nonché  fornire alle aziende utenti soluzioni il più possibile orchestrate insieme e collaudate“.

L’Alleanza per la Sostenibilità, è da aggiungere, è decollata in collaborazione con growITup, la piattaforma di Open Innovation creata con Cariplo Factory e insieme a molteplici altre aziende, mondo accademico e startup per sviluppare nuove progettualità in grado di far fronte alle sfide ambientali e diffondere una cultura green.

È stato avviato pure il programma di scaling Pitch for Impact per sostenere le idee più brillanti e le startup più meritevoli attraverso risorse economiche e tecnologiche, come crediti Azure e accesso alla piattaforma Git-Hub.

L’opportunità è di sviluppare progetti in grado di attingere a 85 miliardi di euro nell’ambito dei fondi del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), un motore senza precedenti per spingere il Paese verso l’innovazione sostenibile.

Microsoft, carbon negative entro il 2030

C’è anche un altro fattore che ha spinto Microsoft a intraprendere questa strada. I tempi non sono mai stati così favorevoli per la transizione del nostro Paese verso modelli di crescita inclusiva e sostenibile.

È questo uno dei messaggi centrali emersi dal summit di Microsoft Italia L’innovazione per la crescita sostenibile che ha coinvolto in giugno una platea virtuale di imprenditori, manager e professionisti per un confronto sulle sfide e le opportunità per la ripresa.

Il piano Next Generation Eu colloca infatti l’Italia all’interno di un processo europeo di sviluppo e insieme al Pnrr offre al Paese la possibilità di fare un salto verso il futuro.

Per Silvia Candiani, amministratore delegato di Microsoft Italia, la tecnologia è matura, ma occorre fare sistema per aiutare le imprese pubbliche e private ad abbracciare questa rivoluzione.

Il Piano Next Generation Eu – precisa Candiani – mette a disposizione 191,5 miliardi di euro di fondi, di cui oltre la metà sono potenzialmente collegati a soluzioni Cloud. Questa straordinaria iniezione di fondi può accelerare la crescita del mercato fino ad addirittura triplicarne o quintuplicarne il valore nei prossimi 3 anni.

In questo scenario la Transizione Digitale ed Ecologica rappresenta driver di sviluppo senza precedenti: questo è il momento ideale per le aziende di trasformarsi e adottare il digitale come leva competitiva. In questo modo potremo innovare e rilanciare il Paese verso una società più sostenibile e intelligente, a misura di chi vi opera e la abita.

Con il nostro piano Ambizione Italia #DigitalRestart stiamo investendo per facilitare questa rivoluzione, accompagnando imprese, Pa e cittadini verso un futuro dove la tecnologia e le competenze consentono di realizzare il potenziale del Paese.

In questo contesto la tecnologia è chiamata a svolgere una funzione essenziale nella conversione al green della economia del Paese, in quanto digitale e sostenibilità vanno di pari passo e non si tratta solo di una moda del momento.

Il nostro approccio, inoltre, è abbastanza unico, grazie al fatto anche di essere leader, come ci riconosce Gartner, in ben 16 tecnologie diverse. Ci stiamo sempre più orientando verso un approccio etico al mercato e di forte partnership con i clienti, come dimostra anche la decisione di investire 1,5 miliardi di euro nello sviluppo di data center in Italia.

Microsoft Corporation ha al suo attivo altre esperienze che dovrebbero giovare in qualche misura a questo programma. Una di queste, ci ha detto Trubiani, è la Green Software Foundation, avviata in collaborazione con Accenture e altri partner per promuovere in sostanza il software ecosostenibile e tematiche assimilabili.

Un’altra iniziativa, con obiettivi non molto dissimili, è quella che vede protagonisti Microsoft, Amazon e Google per una coopetition per scalare soluzioni tecnologiche per la sostenibilità.

Tutte queste iniziative peraltro sono in linea con la vocazione di Microsoft a livello globale di diventare carbon negative entro il 2030 e sostenere l’innovazione per combattere il cambiamento climatico, attraverso investimenti concreti nel Climate Innovation Fund.

Altra priorità per la competitività del Paese riguarda poi, stando alle indicazioni del summit, le competenze e il futuro del lavoro, un’area su cui da sempre Microsoft investe molto e lo ha fatto a maggior ragione sotto l’egida di Ambizione Italia #DigitalRestart, sviluppando molteplici programmi di formazione digitale e reskilling, nonché iniziative a sostegno delle Pmi e dello smartworking per una nuova cultura del lavoro.

Per la precisione 1,3 milioni di persone hanno acquisito competenze digitali grazie alle iniziative e ai partner Microsoft nell’ultimo anno. L’obiettivo è arrivare a 3 milioni di italiani formati nel 2023.

Nella fase più acuta della pandemia Microsoft ha fatto squadra con il proprio ecosistema di partner in Italia, sostenendo la diffusione dello smartworking come strategia di continuità e anti-fragilità e ora si sta impegnando per supportare la transizione a un modello più ibrido, che coniughi il vantaggio della flessibilità con una rinnovata attenzione al benessere organizzativo, anche grazie a nuove soluzioni di collaborazione ed empowerment, come Microsoft Viva, in grado di abilitare una employee experience al passo con i tempi.

A questo riguardo utili spunti di riflessione sono arrivati da Sogei, che in un momento pre-covid ha avviato un processo di trasformazione della Employee Experience volta a migliorare la comunicazione e la collaborazione, grazie alla reingegnerizzazione della Intranet per una nuova centralità delle persone che ha impattato anche sulla customer experience.

Il progetto ha abilitato una riduzione del 60% del volume della posta elettronica e un aumento del 194% dell’attività di collaboration, con una media di utenti attivi tutti i giorni pari al 73% della popolazione aziendale. Ora grazie a Power Apps si punta a migliorare ulteriormente la collaborazione e la condivisione di informazioni.

Esperienze di sostenibilità

Interessante esempio di sostenibilità quello di Intesa Sanpaolo, che ha intrapreso un progetto volto al miglioramento delle performance del proprio patrimonio immobiliare e delle attività di facility management, nonché all’ulteriore efficientamento dei consumi energetici.

Grazie alla collaborazione con Microsoft e il partner Iconics, può ora utilizzare i dati per identificare proattivamente gli errori, aumentare il comfort e diminuire il consumo energetico degli edifici così da ridurre l’impronta ecologica aziendale.

Nei primi tre edifici – spiega Gioacchino Stoppa, head of digital control room Immobiliare di Intesa Sanpaoloutilizzando Azure IoT, le funzionalità AI di Azure e Iconics, è stato ridotto il consumo energetico annuo del 15%, pari a 2,5 GWh all’anno.

Nel 2021 queste soluzioni verranno implementate in altri tre edifici e si prevede una riduzione complessiva dell’impronta energetica di 10 GWh, generando un risparmio equivalente all’ipotetico spegnimento di un edificio di 40 piani con 2.000 utenti.

Nel complesso nel primo semestre, è stato registrato un risparmio annuo pari a 500.000 euro, che se si rifletterà anche negli altri edifici determinerà un risparmio di circa due milioni di euro all’anno.

Devo ancora precisare che con questa soluzione non riusciamo solamente ad automatizzare la gestione degli edifici ma essendo in grado di raccogliere una ingente quantità di dati sugli edifici stessi possiamo in prospettiva ipotizzare altre applicazioni, dando ancora più enfasi al concetto di sostenibilità“.

Altro interessante sviluppo legato alla sostenibilità è quello di Aura Blockchain Consortium, un consorzio nato dalla collaborazione tra il Gruppo Prada, Lvmh e Cartier con l’obiettivo di offrire una soluzione blockchain comune basata sulle tecnologie Quorum/ConsenSys e Microsoft/Azure.

La partecipazione è aperta a tutti i brand del comparto di alta gamma su scala globale, indipendentemente dalla loro dimensione.

Obiettivo del consorzio – spiega Daniela Ott, general secretary di Aura Blockchain Consortium – è di garantire maggiore trasparenza e tracciabilità: la tecnologia consente di veicolare informazioni relative ad autenticità, approvvigionamento responsabile e sostenibilità, temi sempre più cruciali per i consumatori e il settore del lusso.

In questo modo contiamo, tra l’altro, di ridurre l’illegalità nel comparto dei beni di lusso dove questa imperversa grazie, appunto, all’utilizzo della tecnologia blockchain al servizio della sostenibilità“.

Un altro esempio è quello di Poste Italiane, dove la digitalizzazione ha scompaginato organizzazione, funzioni e obiettivi aziendali, come conferma Mirko Mischiatti, chief digital, technology & operations di Poste Italiane.

La componente tecnologica, ci ha fornito la capacità di raccogliere sfide e creare le basi per uno sviluppo sostenibile di lunga durata, grazie alla congiunzione tra cloud, di cui l’azienda è uno dei maggiori utilizzatori in Italia, e Ai, proiettandoci in una dimensione da digital company ma con una presenza molto estesa sul territorio grazie a circa 13mila uffici postali e circa 4.000 hub logistici. Di Microsoft condividiamo non solo le tecnologie ma anche approcci e ideali, incluso quelli relativi alla sostenibilità“.

Grande risalto per la sostenibilità in connubio con il digitale, è data da Italgas. “Il nostro impegno – precisa il suo Ceo Paolo Gallo – è di accompagnate la transizione verde mettendo a disposizione una infrastruttura digitale, flessibile e smart, con l’obiettivo di ridurre in sette anni le nostre emissioni di CO2 del 30% e i consumi di energia del 25% rispetto al 2020“.

Una vetrina di soluzioni sustainability ready: AppSource

Accedendo al sito AppSource di Microsoft è già ora possibile scaricare una serie di soluzioni pensate per la sostenibilità, non solo sviluppate a livello nazionale ma globale.

Ci sono soluzioni per tutti i gusti e le figure aziendali – ci segnala Riccardo Trubianiciascuna con un suo modello di licensing, in ogni caso dai costi molto accessibili. È invece del tutto gratuita una applicazione, denominata Microsoft Sustanaibility Calculator, che permette alle aziende che utilizzano Azure e Dynamics di tenere sotto controllo una serie di parametri sostenibili, con altresì la possibilità di comparazione tra approcci cloud e on premise.

Per la prima volta i responsabili della creazione di report e del supporto per la sostenibilità nelle organizzazioni potranno quantificare l’impatto a livello di emissioni di ogni sottoscrizione di Azure in un determinato periodo di tempo e in un’area di data center specifica e potranno verificare le riduzioni stimate per le emissioni grazie all’esecuzione dei carichi di lavoro in Azure rispetto a data center locali.

Questi dati sono essenziali per la creazione di report sulle emissioni esistenti e contribuiranno al supporto di attività aggiuntive per la riduzione delle emissioni“.

La centralità dell’intelligenza artificiale

Al discorso sulla sostenibilità sempre più spesso, tra le tecnologie abilitanti, si affianca l’intelligenza artificiale. Significativa a questo proposito sono le esperienze di Eni gas e luce, Campari e Lavazza.

In Eni gas e luce la cultura data-driven trasforma la conoscenza in decisioni di valore e il cloud di Microsoft ha abilitato potenza di calcolo e servizi di Big Data e Ai per programmare con precisione le azioni necessarie per garantire risposte puntuali al fabbisogno energetico e per offrire vantaggi agli utenti finali abilitando confronti sui consumi in una logica di customer centricity.

Interessante anche il caso di Campari Group, che ha scelto Dynamics 365 Customer Insights per raccogliere in un’unica piattaforma cloud le informazioni di business e sui consumatori relative a tutti i brand e a tutte le regioni geografiche in cui è presente.

Grazie a una visione a 360° dei propri clienti, il gruppo può ora entrare in contatto in modo più efficace e personalizzato con i bartender e i consumatori finali tramite tutti i canali, dal marketing alle vendite, fino al customer service, offrendo al contempo le massime garanzie di sicurezza e protezione dei dati in linea con il Gdpr e con le policy del Gruppo.

Infine, altro emblema del Made-in-Italy, Lavazza Group, si è servito dell’intelligenza artificiale per dare voce a oggetti della vita di tutti i giorni, come le macchinette per il caffè.

Sfruttando la piattaforma cloud Azure IoT e la consulenza strategica del Partner Reply, è stata creata un’architettura sicura per connettere le macchine del caffè Lavazza A Modo Mio e raccogliere dati in totale sicurezza, con l’obiettivo di mettere in pista funzionalità di manutenzione predittiva, garantire il corretto funzionamento delle macchinette e la piena qualità del caffè, ma anche far evolvere in futuro il servizio in modo sempre più personalizzato.

E in linea con la centralità dell’Intelligenza Artificiale nell’agenda italiana ed europea, Microsoft ha dato anche avvio a un centro virtuale di competenze, che in pochi mesi ha già coinvolto oltre 20 Partner in una quindicina di progetti, il Microsoft AI Hub, volto a mettere a fattor comune l’expertise di player nazionali qualificati per aiutare le realtà italiane a cogliere i vantaggi dell’Ai e per accelerare la prototipazione di progetti in risposta alle esigenze di diversi settori industriali.

L’Ai può infatti contribuire concretamente alla crescita del Paese: il suo impatto in Italia sarà pari a 570 miliardi di euro di fatturato al 2030. Secondo l’indice i-Com il nostro Paese ha un buon potenziale, 13° su 27 stati Ue, ma il rischio è di non sfruttarlo a pieno: in base alle stime Bain & Co intercetta solo l’1,5% della spesa globale, perciò è fondamentale fare sistema e Microsoft continuerà a impegnarsi in una logica di Open Innovation per favorire la diffusione dell’Ai.

In conclusione, come stigmatizza Silvia Candiani, il Time is Now. Ritardare la concatenazione tra digitale e sostenibilità potrebbe essere rischioso per le aziende del nostro Paese, in particolare le Pmi, sollevando più difficoltà di quante se ne potrebbero incontrare oggi.

(testo di Gian Carlo Lanzetti)

Condividi: