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L’Europa finanzia la Blue Bio-Economy per salvare mare, ambiente e favorire la ripartenza socio-economica

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fondi blue bio-economy
Foto di 3D Animation Production Company da Pixabay

Non sembra conoscere crisi la blue bio-economy, che comprende tutte le attività economiche legate agli oceani, ai mari e alle aree costiere, anzi si appresta a una rapida transizione verso un nuovo modello di sviluppo sostenibile e resiliente

La bio-economia marina necessita di una natura fortemente connessa al territorio, che faciliti la creazione di filiere integrate nelle aree locali, per restituire importanti nutrienti al terreno, grazie a un approccio di economia circolare, e diventare uno dei pilastri del Green Deal europeo.

Non solo pesca e turismo. L’etichetta di blue bio-economy comprende una serie di industrie tradizionali ed emergenti, come l’energia oceanica.

Blue Bio-Economy, l’Europa finanzia il mare

Le imprese del settore della blue bio-economy, colpite dall’emergenza pandemica, possono continuare a investire e produrre, tutelando i livelli occupazionali, grazie anche ai finanziamenti della Banca europea per gli investimenti (Bei), che ammontano a circa 700 milioni di euro.

Si tratta di finanziamenti garantiti dal bilancio dell’Ue nell’ambito del Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis), parte integrante del pilastro finanziario del Piano di investimenti per l’Europa.

Ma l’Europa non si accontenta e volendo tenere alta l’attenzione sul tema, investe ancora e lo fa, mettendo a disposizione 8 milioni di euro per il bando Blue Bio-Economy 2021, per promuovere lo sviluppo di nuovi materiali e tecnologie innovative da applicare in diversi ambiti, tra cui acquacoltura, la pesca, la trasformazione alimentare e la biotecnologia.

L’obiettivo è di allineare le diverse strategie nazionali per la bio-economia marina, contribuendo alla crescita e alla creazione di nuovi posti di lavoro.

Il bando è gestito dal consorzio europeo Era-Net Cofund, iniziativa co-finanziata attraverso i fondi ancora disponibili del programma europeo per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020.

Al budget hanno contribuito Paesi partner come Belgio, Danimarca, Estonia, Islanda, Irlanda, Malta, Norvegia e non poteva mancare l’Italia, che, attraverso il Ministero dell’Università e della Ricerca, mette a disposizione 1 milione di euro.

AAA candidati e progetti innovativi cercasi

Ogni progetto candidato al bando Blue Bio-Economy 2021 dovrà includere almeno tre partner di tre Paesi differenti, fino a un massimo di dieci partner e dovrà includere almeno un partner industriale.

I progetti devono avere una durata massima di 36 mesi e il finanziamento richiesto non può superare 1,5 milioni di euro per ogni singolo progetto candidato.

Imprese, università, istituti ed enti di ricerca, fatevi avanti, l’Italia, in particolare, prevede di assegnare un contributo massimo di 250.000 euro a ogni progetto anche nel caso in cui dovesse includere più di un partecipante proveniente dall’Italia.

Attenzione: la proposta progettuale dovrà essere presentata in prima battuta entro il 20 settembre 2021, sia a livello europeo (consultate online il testo del bando), sia al Ministero dell’Università e della Ricerca.

Se sarete bravi a superare la prima fase di valutazione, passerete alla seconda fase, nella quale i consorzi saranno invitati a presentare le proposte complete entro il 21 febbraio 2022.

E poi, to be continued?

Si, ci saranno nuove occasioni di incontrare la blue bio-economy tra i finanziamenti europei, in particolare con Horizon Europe, erede di Horizon 2020, un tassello fondamentale per l’Europa del futuro.

Il cluster 6 è uno degli ambiti individuati all’interno del secondo pilastro del programma Horizon Europe, dedicato alle grandi sfide europee in termini di competitività delle imprese.

Si tratta di aree tematiche molto ampie e il Cluster 6, in particolare, affronta tutti i temi legati al cibo, alla bioeconomia, alle risorse naturali, all’agricoltura e all’ambiente.

Ed è strettamente collegato ai cluster che si occupano di salute, di inclusività sociale, di sicurezza, di cultura, di industria digitale, di spazio, di clima, di energia e di mobilità.

È anche strettamente collegato con gli altri due pilastri dell’eccellenza scientifica e dell’ecosistema dell’innovazione. Quindi nuove sinergie, nuove possibilità di intercettare delle opportunità di finanziamento: l’importante è certamente partecipare e vincere, ma in modo sostenibile e per il bene dell’ambiente.

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