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Stress da caldo: Worklimate segnala le prime situazioni critiche

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Foto di annawaldl da Pixabay

Grazie al progetto Worklimate (Inail-Bric 2019), coordinato dall’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibe), è stato possibile sviluppare im prototipo previsionale in grado di percepire lo stress da caldo dei lavoratori

La temperatura nelle nostre città è notevolmente aumentata nelle ultime settimane e questo porta con sé effetti di stress da caldo per i lavoratori che, spesso, si trovano a operare in ambienti non climatizzati o all’aperto.

Il prototipo Worklimate è in grado di segnalare le situazioni critiche e rende disponibili le mappe nazionali per alcuni profili di lavoratori non acclimatati, segnalando momenti della giornata, in questo periodo, particolarmente critici per lo svolgimento dell’attività lavorativa.

In particolare, per tutta la Pianura Padana, alcune zone della Sardegna, la Sicilia e molte nell’entroterra del centro-sud, si segnalano nei prossimi giorni giornate particolarmente critiche dal punto di vista termico per i lavoratori che svolgono un’attività fisica sia moderata (lavoro sostenuto con mani e braccia, come martellare chiodi, limare, ma anche guida di autocarri fuori strada, trattori o macchine per costruzione, spingere o tirare carri leggeri o carriole) che intensa (quindi lavoro intenso con braccia e tronco, portare materiale pesante, segare, piallare o scalpellare legno duro, o ancora spingere o tirare carri e carriole con carichi pesanti, per fare alcuni esempi) in condizioni soprattutto di esposizione al sole ma anche all’ombra.

L’acclimatazione al caldo è infatti un processo che, per essere efficace, richiede in genere almeno una settimana di esposizione a temperature elevate.

Come ridurre lo stress da caldo

In condizioni di caldo elevato – soprattutto all’inizio della stagione estiva, quando il corpo non è ancora acclimatato – ci potrebbero essere situazioni di sudorazione elevata che richiedono di sorseggiare acqua frequentemente.

I lavoratori devono fare massima attenzione al proprio livello di idratazione e bere prima di avvertire la sete. È bene mantenere alto il livello di idratazione anche al di fuori dell’orario di lavoro.

Altre indicazioni utili per i lavoratori consistono nell’aumentare il numero di pause in luoghi ombreggiati e preferibilmente ventilati, pianificare pause brevi ma frequenti, che non causano perdite di produttività, ma anzi, aiutano a lavorare meglio.

Consigliato anche rinfrescarsi bagnandosi frequentemente le braccia e il viso con acqua fresca e valutare con il datore di lavoro la modifica dell’orario lavorativo, programmando le attività più intense negli orari più freschi.

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