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Difendere la natura diventa un gioco

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giochi a difesa della natura
Foto da Pixabay

Le imprese si stanno confermando come uno dei protagonisti della conversione ecologica. Anche le più inaspettate, come quelle che producono giocattoli, si stanno impegnando per ridurre i propri impatti e contribuire alla salvaguardia degli ecosistemi naturali

La Commissione europea ha adottato oggi una modifica della direttiva sulla sicurezza dei giocattoli per limitare la presenza di anilina, sostanza sospettata di proprietà cancerogene, in alcuni materiali colorati per giocattoli.

I nuovi limiti contribuiranno a ridurre in modo significativo l’esposizione dei bambini a questa sostanza, che è una componente dei coloranti tessili, del cuoio e dei colori a dita e può pertanto essere presente nei giocattoli che i bambini più piccoli potrebbero mettere in bocca.

La modifica presentata oggi propone un limite di 10 mg/kg per l’anilina presente nei colori a dita, se disponibile in forma libera, e di 30 mg/kg per l’anilina rilevata nei materiali tessili o in cuoio dei giocattoli, che è la concentrazione più bassa alla quale la sostanza può essere rilevata con un test specializzato quando fa parte di altre miscele.

La direttiva sulla sicurezza dei giocattoli stabilisce i criteri di sicurezza che i giocattoli devono soddisfare per poter essere commercializzati nell’Ue. L’emendamento odierno fa seguito a una consultazione pubblica sui limiti dell’anilina svoltasi nel 2020.

A seguito del voto favorevole del comitato per la sicurezza dei giocattoli del 16 dicembre 2020 e di un periodo di controllo di 3 mesi per il Parlamento europeo e il Consiglio, la Commissione ha ora adottato la modifica.

Dopo essere stati adottati, i nuovi valori limite sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Ue e applicati 18 mesi dopo in tutti gli Stati membri. Deforestazione e conversione dei terreni per fare spazio alle colture agricole, ma anche conflitti armati, guerre civili e bracconaggio.

Sono questi i fattori che, combinati tra loro, hanno indotto l’International union for conservation of nature a classificare la giraffa come specie vulnerabile, vale a dire soggetta a un elevato rischio di estinzione nel futuro immediato. Negli ultimi 30 anni, il numero complessivo di questi animali è diminuito del 40%, ma per alcune sottospecie in particolare i numeri sono ancora più drammatici.

La giraffa del Kordofan, per esempio, ha perso il 90% della sua popolazione dalla fine degli anni Ottanta e oggi ci sono solo 2.000 esemplari liberi in natura. Ancora peggiore è la situazione delle giraffe nubiane, la cui popolazione è crollata del 98% e che oggi sopravvivono solo in alcune aree protette in Kenya.

Proprio per dare un contributo alla tutela di questi animali, tra i più rappresentativi della fauna africana, Sophie la Giraffe, storico produttore di giocattoli per bambini, ha annunciato l’avvio di una partnership con la Giraffe Conservation Foundation, un’organizzazione che lavora alla salvaguardia dei ruminanti più alti del mondo.

L’azienda francese ha presentato un cofanetto che contiene la giraffa in caucciù naturale al 100% che l’ha resa famosa in tutto il mondo e un portachiavi, anch’esso in caucciù. Per ogni cofanetto venduto, Sophie la Giraffe dona un euro a sostegno delle attività che Gcf porta avanti nei 16 paesi africani in cui opera.

Sempre di questi giorni è l’annuncio di un’altra partnership, questa volta tra due aziende italiane. Clementoni, leader in Europa nel settore dei giochi educativi, e Annagamma, società di data science di Modena, hanno stretto un accordo per esplorare le possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale nelle attività educative basate sui giochi.

In una prima fase, la collaborazione si sostanzierà nella partecipazione dei ricercatori di Clementoni a Educare a pensare, un workshop organizzato dalla società modenese con l’obiettivo di presentare la propria concezione umanistica dell’intelligenza artificiale.

In seguito, le due società collaboreranno per individuare nuovi approcci che consentano ai bambini e ai docenti delle scuole di interagire in modo sempre più consapevole con le tecnologie digitali, che nei prossimi anni avranno un ruolo sempre più importante in tutti i processi educativi.

I palloni Biobased

Intanto, anche in spiaggia, quest’anno, si giocherà con meno plastica. La svolta verso materiali più sostenbili è stata scelta da Mondo, multinazionale con oltre 70 anni di esperienza nel toy market, che propone ReNewToys, il nuovo set di prodotti da spiaggia (secchielli, rastrelli, palette etc.) costruito utilizzando materiale riciclato proveniente dalla filiera alimentare pre-consumo.

Con le stesse premesse e soprattutto gli stessi obiettivi, nascono i nuovi BioBall, gli unici palloni realizzati con una nuova formula Bio priva di ftalati che sostituisce il 50% delle materie prime di origine fossile con materie di origine vegetale proveniente da fonti naturali.

Le caratteristiche intrinseche del prodotto non solo lo rendono il primo pallone green, ma contribuiscono anche a migliorarne l’elasticità e quindi la giocabilità.

Questi BioBall sono stati sottoposti a test dalla stessa azienda per misurasse il livello di carbonio 14 presso la Beta Analytic in Maryland e successivamente sono stati certificati Ok Bio-Based dal TÜV Austria.

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