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Dove in Oltrepò Pavese il vino si fa bio

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vini bio oltrepo pavese
Lucia Maggi Possessione Sparano capelli

Il vino biologico passa anche per l’Oltrepò Pavese grazie a una delle cantine più storiche di quella zona: Possessione Sparano Capelli

Vini naturali per passione: questo il claim della cantina Possessione Sparano Capelli in Oltrepò Pavese. Territorio di mezzo tra regioni diverse, tra collina e montagna, caratterizzato da un patchwork geologico diversificato: argilla, calcare, gesso che fanno di queste zone un territorio per vini buoni ed espressivi, tanto amati da personaggi dalle innegabili competenze, come Gianni Brera e Luigi Veronelli.

Nel piccolo comune di Bosnasco Lucia Maggi, con passione e grande senso di appartenenza, conduce l’azienda di famiglia, che conta più di cento candeline: il suo percorso di lavoro ha visto prima una laurea in economia e poi il ritorno alla vigna, non solo per portare avanti il progetto aziendale, ma per sottolineare e valorizzare il legame con la sua terra.

Sedici ettari a corpo unico che vedono molti vitigni protagonisti, tra cui la croatina, la barbera (forte e rude, così la definisce Lucia, il vino della tavola di famiglia), il pinot nero, il pinot grigio, la malvasia ma anche il riesling italico.

Il Montecalò, uno dei vini di cui è più orgogliosa, nasce da vigne storiche di 115 anni.  Lucia è attualmente in conversione biologica: “in realtà il biologico lo si ha nel cuore prima che come marchio sulla bottiglia. Ci siamo sempre impegnati per condurre la campagna in base ai suoi dettami e da quest’anno mi sono convinta dell’importanza di acquisire la certificazione“.

L’obiettivo è quello di arrivare con gradualità, lavoro e sperimentazione a vini biodinamici: “fare vino significa portare a termine il progetto di famiglia, il lavoro e le fatiche di chi mi ha preceduto – commenta Luciasignifica vinificare l’uva allevata esclusivamente da noi, lavorando con la comunicazione anche in ottica di cambiamento culturale del consumatore, affinché possa distinguere e apprezzare il vino naturale biologico sano e sincero.

Per noi in bottiglia è importante ritrovare il gusto originario del territorio e dello stile di famiglia. Dietro un nostro calice c’è tanto impegno: massima attenzione alla campagna, dove il ricorso a prodotti chimici di sintesi è bandito. Nel vigneto solo zolfo e rame in quantità limitate, con utilizzo di un concime naturale secco e nessun ricorso ad additivi.

Facciamo analisi nelle microzone sull’uva per stabilire in base ad alcuni parametri dove e quando raccogliere. Pratichiamo la massima attenzione alla pulizia in ogni fase della lavorazione del vino, dalla pigiatura alla fermentazione, dai travasi all’imbottigliamento“.

Abbiamo chiesto a Lucia quanto sia importante essere in sintonia con il proprio vino: “il rapporto tra vino e consumatori si basa sulla percezione della stessa melodia. L’obiettivo è quello di essere in equilibrio e in armonia con sé e con gli altri. Per il territorio provo amore e rispetto anche verso tanti agricoltori che come noi si alzano presto la mattina, lavorano sodo e tengono la campagna come un giardino.” 

La vigna non è solo un posto di lavoro, è il luogo in cui vivere: “mio nonno amava tutto ciò che faceva: l’orto, le galline, la cantina che ha fatto nascere, la sua terra. Non c’era caldo o freddo che lo tenessero lontano dal lavoro. Dalla mia famiglia ho imparato quanto sia importante la propensione al naturale, il mangiare sano, il condurre una vita all’aria aperta, anche se il nostro lavoro non concede molti momenti di svago o di socialità.

Il meteo e le lune sono qualcosa che guardiamo tutti i giorni, per decidere come impostare la nostra giornata e il nostro lavoro. Si vive e si lavora con i ritmi della natura.

In un prossimo futuro trasformerò la tenuta in una riserva, dove gli animali potranno vivere liberamente, protetti dalla caccia: se davvero siamo chiamati su questa terra a lasciare un segno, il mio obiettivo è quello di consegnare al futuro l’ambiente dove sono cresciuta in condizioni migliori, dove il benessere e la salute del consumatore siano al centro. Nelle mie bottiglie mi auguro che ognuno possa ritrovare il gusto del vino che provavo da piccola, con vini onesti, nel gusto e nel prezzo“.

Produrre per passione, mettendo al centro il concetto di sostenibilità ambientale e sociale. Un bellissimo messaggio per tutto l’Oltrepò Pavese, declinato con il sorriso di Lucia.

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Sara Missaglia Sara Missaglia: giornalista, sommelier, degustatore e relatore per l’Associazione Italiana Sommelier, racconta di vino e enogastronomia per alcune riviste e testate di settore. Esperta di comunicazione è Degustatore della Regione Lombardia | Instagram | Facebook | Twitter | Linkedin
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