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Food packaging: gli italiani lo vogliono ridotto e Sostenibile

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Foto di dohnalovajane da Pixabay

Il food packaging sta diventato per i consumatori più di un semplice contenitore e l’industria si adegua con nuovi materiali e progetti. Non farlo potrebbe significare l’uscita dal mercato, perchè gli italiani sono sempre più attenti alla sostenibilità

La sostenibilità a tavola è sempre più oggetto di attenzione da parte degli italiani, volti a conoscere la filiera del prodotto e le sue modalità di produzione e preparazione. Cosa portiamo a tavola ce lo dice, però, anche il come: l’imballaggio, il cosiddetto food packaging.

La tendenza a rivedere stili di vita e modelli di consumo a favore di una maggior tutela dell’ambiente coinvolge anche le scelte inerenti il packaging, elemento non più marginale o scindibile rispetto alla scelta finale del prodotto che si acquista: il 33% degli italiani ha dimostrato una maggior propensione ad assegnare un ruolo primario all’ambiente nelle scelte di tutti i giorni.

È quanto emerso dall’edizione 2021 dell’Osservatorio Packaging del Largo Consumo, realizzato da Nomisma, in collaborazione con SpinLife dell’Università di Padova.

Il 65% degli intervistati preferisce infatti prodotti con poco imballaggio, il 59% acquista prodotti che presentano un packaging sostenibile e, di contro, il 57% sta riducendo l’acquisto di quelli con imballaggi in plastica vergine non riciclata.

Sono dati confortanti, dato che, a oggi, gli imballaggi rappresentano il 40% della domanda globale di plastica, secondo il Mit Technology Review. Ricerca e ssviluppo in questo settore sono però a buon punto e i nuovi materiali di imballaggio consentiranno a molti produttori di alimenti di abbandonare gradualmente la plastica per sempre, come ha affermato Jocelyn Eason, direttore generale della scienza e dell’innovazione alimentare presso il Plant & Food Research in Nuova Zelanda.

Il food packaging è diventato per i consumatori più di un semplice contenitore: è un’opportunità ricorrente per valutare l’impatto, anche ambientale, di un marchio.

Il packaging rimane quotidianamente impresso negli occhi del consumatore rispetto a qualsiasi altro mezzo di comunicazione: molto spesso il design della confezione comunica il prodotto prima del suo contenuto e racconta l’impatto del marchio, creando valore e fiducia dei clienti.

Per questo motivo, numerosi brand stanno impegnando molte risorse nella ricerca di tecnologie utili a ridurre l’inquinamento prodotto dal packaging.

Recentemente, Citterio ha presentato i suoi salumi sostenibili, tramite un innovativo involucro riciclabile, con un risparmio del 65% di plastica rispetto alla media delle vaschette.

È il packaging che racconta una storia, la storia di Citterio For Our Planet: lo storico salumificio nato a Rho, in provincia di Milano, nel 1878, ha deciso di declinare la sua vocazione all’innovazione investendo sulla sostenibilità, per farne un impegno a 360°.

Le materie prime sono infatti 100% italiane, provenienti da allevamenti con benessere animale certificato e gli stabilimenti produttivi sono energeticamente efficienti, grazie all’utilizzo del fotovoltaico, il risparmio idrico e l’utilizzo di caldaie a condensazione.

Coim, multinazionale italiana che produce specialità chimiche dal 1962 e che opera in tutto il mondo, ha presentato Novacote NE 810 S + CE 510, un nuovo adesivo compostabile a base solvente per il food packaging, di modo che non sia un problema la differenziazione della confezione dalla sua etichetta.

Impiegato con film certificati compostabili, consente infatti di produrre imballaggi al 100% compostabili, senza sostituire né modificare gli impianti esistenti.

Non solo le grandi aziende sono coinvolte nella rivoluzione del packaging sostenibile, ma anche i progetti di ricerca come MultiBioCoat, da poco premiato dalla Fondazione UniMi di Milano, che sostituisce i materiali multistrato con monomateriali, dove la performance è garantita da un sottile strato polimerico multifunzionale riciclabile al 100%.

La riduzione degli sprechi non concerne solo le modalità di confezionamento, ma anche di conservazione dei cibi. Zwilling, azienda tedesca tra i leader mondiali nella coltelleria, negli utensili da cucina e nel pentolame, si è resa protagonista del lancio di un nuovo sistema di conservazione sottovuoto, Zwilling Fresh & Save, che fornisce una soluzione innovativa ed estremamente pratica per prevenire gli errori nella conservazione dei cibi tra le mura domestiche, all’origine di oltre il 60% dello spreco alimentare.

Si tratta di una pompa sottovuoto, piccolo dispositivo portatile cordless (ricaricabile via cavo Usb) che aspira l’aria in contenitori in vetro o plastica e sacchetti sottovuoto riutilizzabili.

E non solo: in ogni singolo contenitore e ogni sacchetto sottovuoto, infatti, è presente un codice QR univoco per gestire comodamente e senza spiacevoli sorprese il cibo conservato in frigorifero o nel freezer.

Gli utenti devono semplicemente scansionare il codice con la fotocamera dello smartphone e inserire il tipo di cibo: la app calcolerà automaticamente la durata di conservazione degli alimenti sottovuoto e invierà un promemoria prima della scadenza dei prodotti freschi.

Le soluzioni che hanno portato il 14% degli italiani a smettere di acquistare prodotti a causa di una confezione che non presentava elementi di sostenibilità sono molte: la continua ricerca e gli investimenti sono sulla strada giusta per convincerne almeno un altro 50%, magari già attento all’impatto ambientale, ma non disposto a pagare di più per questo.

(testo a cura di Giulia Minghetti)

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