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Le tante domande sulla nuova Pac

pubblicato il: - ultima modifica: 29 Giugno 2021
agricoltura 4.0 e Internet of Farming
Foto di Tomas Anunziata da Pexels

Il futuro della Pac, la politica agricola comune, tra le proposte della Commissione europea – che dovrebbero dare nuovo impulso all’azione comune e offrire maggiore sostegno agli agricoltori e alle zone rurali – e le richieste di modifiche locali

Quella dell’agricoltura è una storia infinita che parte dall’Europa, passa dagli Stati membri e arriva fino alle nostre aree rurali e lo fa reggendosi sui cardini della sostenibilità, dell’innovazione, della competitività e si fa sempre più largo tra i giovani.

Bruxelles lancia delle raccomandazioni agli Stati membri, Italia inclusa, per costruire la linea dei Piani strategici nazionali (Psn) della nuova Pac, in particolare riferendosi agli obiettivi previsti dal Green Deal europeo e, in particolare, delle strategie Farm to Fork e biodiversità.

Questo servirà a garantire una Politica agricola che possa sostenere meglio gli agricoltori, importanti motori di una transizione verde concreta e duratura.

I Psn, quello italiano incluso, definiranno la programmazione dei fondi europei assegnati nell’ambito della Pac 2023-2027 e il relativo cofinanziamento nazionale.

“Sono molteplici le sfide e le opportunità del Psn e si potranno raggiungere puntando all’integrazione e alla complementarietà con i fondi del Pnrr e della Politica di Coesione – ha dichiarato Alessandro Montenapoleone, coordinatore per il Crea del progetto Rete Rurale Nazionale, intervenendo all’incontro Metropoli Agricole organizzato da Fondazione Cariplo. Per un’agricoltura in Italia e in Europa, organizzato da Fondazione Cariplo.

Un’agricoltura rivoluzionaria con i Pns

Angelo Frascarelli, professore dell’Università di Perugia, parlando delle scelte finanziarie dell’Ue a proposito della nuova Pac, durante l’incontro Metropoli Agricole. Per un’agricoltura in Italia e in Europa, ha sottolineato che “lo stanziamento per la Pac 2021-2027 è leggermente superiore rispetto alla programmazione 2014-2020, da 375 si passa ai 386 miliardi di euro, ma tale valutazione vale solamente a prezzi correnti.

Infatti nel nuovo quadro finanziario europeo il peso della Pac è in realtà inferiore rispetto al precedente settennato.

Peso che passa da 35,3% del periodo 2014-2020 a 31,9% del periodo 2021-2027, pari a -3,4%. A prezzi costanti, quindi considerando l’inflazione, la Pac perde 38,9 miliardi nell’attuale periodo (-10,2%)“.

I piani nazionali strategici rappresentano quindi la via maestra che seguiranno gli Stati membri dell’Ue, per utilizzare al meglio le risorse finanziarie disponibili nell’ambito della futura Pac.

È necessaria anche una nuova architettura verde che si basi anche sui nuovi regimi ecologici, gli ecoschemi, un nuovo meccanismo di premialità con pagamenti supplementari, obbligatorio per gli Stati membri, facoltativo per gli agricoltori, se si utilizzano delle pratiche a favore del clima e dell’ambiente, come l’agricoltura biologica; la rotazione delle colture con colture leguminose; l’agricoltura conservativa; l’uso estensivo dei prati permanenti; l’allevamento che favorisca il benessere degli animali.

Si preannuncia quindi un periodo caldo e particolarmente sfidante in tema di agricoltura, con obiettivi importanti che puntano a una maggiore sostenibilità, ma anche a risultati concreti e finanziabili, in grado di modificare ulteriormente il modo di fare agricoltura.

Cambieranno gli agricoltori, saranno anche più giovani

Se guardiamo al Bel Paese, gli obiettivi strategici del piano italiano puntato a potenziare la competitività delle aziende; a migliorare le performance climatiche e ambientali dei sistemi produttivi; a rafforzare la resilienza e la vitalità dei territori rurali; a promuovere il lavoro agricolo e forestale di qualità e a rafforzare la capacità di attivare scambi di know how innovativi; ad efficientare il sistema di governance nazionale e regionale, anche favorendo la semplificazione del quadro normativo di riferimento.

Per raggiungerli, in questa fase transitoria della Pac, che copre il periodo 2021-22, è prevista l’estensione degli attuali programmi di sviluppo rurale, sia attraverso le risorse del nuovo quadro finanziario pluriennale (Qfp 2021-2027), sia con quelle del pacchetto Next Generation Eu (Ngeu).

Per l’Italia, i fondi per lo sviluppo rurale nel quadro del Next Generation Eu sono 910 milioni di euro e devono essere gestiti rispettando i vincoli imposti dalle misure climatico-ambientali (almeno il 37% del totale) e degli investimenti (almeno il 55%).

Per la realizzazione di investimenti innovativi da parte dei giovani agricoltori, arriva a 100mila euro la soglia massima di contributo. E tra i giovani che sostengono le nuove forme dell’agricoltura moderna, c’è Tommaso Gaifami di Aida (associazione italiana di agroecologia), che, durante il suo intervento all’evento sulle Metropoli Agricole. Per un’agricoltura in Italia e in Europa, ha individuato quelle che saranno le skill richieste alle nuove generazioni, sottolineando che “le capacità richieste dall’agricoltura di oggi sono più facilmente riscontrabili nei giovani, in quanto più abituati a vivere in una realtà in costante divenire; con conoscenze trasversali e multidisciplinari, anche grazie alla conoscenza delle lingue straniere; curiosi, creativi e più dinamici rispetto alle precedenti generazioni“.

Quindi, ricambio generazionale, accesso alla banda larga e alle nuove tecnologie digitali. Per fare ciò serve anche l’attenzione al trasferimento di conoscenze e alla formazione degli agricoltori, per favorire una maggiore competitività dell’agricoltura, oltre a misure che possano favorire l’occupazione femminile qualificata in agricoltura e l’inclusione sociale delle persone più vulnerabili.

Questo si potrà continuare a realizzarlo anche con i programmi di sviluppo rurale (Psr) e le regioni continueranno a essere parte attiva della gestione dei fondi europei per l’agricoltura, dato che l’Europa continuerà a delegare la gestione degli interventi economici, nel rispetto dei parametri stabiliti dai piani strategici nazionali.

Finanziamenti per le startup dell’agrifood

Nell’attesa delle nuove concrete opportunità che arriveranno dall’Ue con la nuova Pac, le micro-imprese innovative, iscritte al registro delle imprese dal 1° gennaio 2017 e con sede operativa nelle regioni della Basilicata, della Calabria, della Campania, della Puglia e della Sicilia, avranno tempo fino al prossimo 21 luglio, per partecipare al programma di accelerazione Bravo Innovation Hub Agrifood del Ministero dello Sviluppo Economico, che ha messo a disposizione i fondi ancora utili del Pon Imprese e Competitività 2014-2020.

Le 10 imprese vincitrici beneficeranno di un pacchetto di interventi del valore di 41.500 euro, ma dovranno aver trovato delle soluzioni innovative nella filiera agro-alimentare che vanno dall’agricoltura 4.0, all’agricoltura intelligente e di precisione; al cibo del futuro, il novel food; alle tecnologie idroponiche; alle soluzioni di imballaggio sostenibili e soluzioni di imballaggio attivo e intelligente; allo smart kitchen; ai sistemi per il monitoraggio delle colture; fino alle soluzioni digitali per aumentare la qualità, la sicurezza alimentare, la tracciabilità dei prodotti, per ridurne la contraffazione.

Il pacchetto di interventi comprenderà mentoring e coaching per lo sviluppo del prodotto di business; partecipazione gratuita alle fiere di settore; sessioni di networking e spazi gratuiti di coworking all’interno del Bravo Innovation Hub di Palazzo Guerrieri a Brindisi, dove potranno anche effettuare le fasi di sperimentazione e i test delle soluzioni tecnologiche progettate.

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