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Pnrr, istituito un fondo complementare da 30 miliardi di euro

finanziamenti europei
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Il Parlamento ha approvato un contributo aggiuntivo di 30 miliardi di euro – con il decreto legge 59 del 6 maggio 2021 – che si aggiungeranno agli stanziamenti previsti dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza e che daranno uteriore forza al Next Generation Eu

Un’aggiunta importante al Piano nazionale di Ripresa e Resilienza arriva grazie all’approvazione da parte del Parlamento di un decreto legge – Dl 59 – che aggiunge alla dotazione finanziaria altri 30 miliardi di euro, per gli anni dal 2021 al 2026, per potenziare le azioni green che dovranno essere messe in atto nei prossimi mesi.

Soddisfazione, da parte di associazioni ed enti che si occupano di aspetti particolari legati alla filiera green e del territorio, per l’approvazione del decreto che metterà queste ulteriori risorse a disposizione dei territori e degli enti locali.

Le misure disposte dal decreto legge 59

Le misure approvate sono le seguenti.

1.750 milioni di euro alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (tramite trasferimento di risorse dal Ministero dell’economia e delle finanze) per:

  1. servizi digitali e cittadinanza digitale: 350 milioni dal 2021 al 2026
  2. servizi digitali e competenze digitali: 250 milioni dal 2021 al 2026
  3. tecnologie satellitari ed economia spaziale: 800 milioni dal 2022 al 2026
  4. ecosistemi per l’innovazione al Sud in contesti urbani marginalizzati: 350 milioni dal 2022 al 2026

1.780 milioni di euro dal 2021 al 2026 per il Ministero dell’economia e delle finanze per:

  1. interventi per le aree del terremoto del 2009 e del 2016;

9.760 milioni di euro per il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili per:

  1. rinnovo delle flotte di bus, treni e navi verdi – bus: 600 milioni dal 2022 al 2026
  2. rinnovo delle flotte di bus, treni e navi verdi – navi: 800 milioni dal 2021 al2026
  3. rafforzamento delle linee regionali: 1.550 milioni dal 2021 al 2026
  4. rinnovo del materiale rotabile e infrastrutture per il trasporto ferroviario delle merci: 200 milioni dal 2021 al 2026
  5. strade sicure – messa in sicurezza e implementazione di un sistema di monitoraggio dinamico per il controllo da remoto di ponti, viadotti e tunnel (A24-A25): 1.000 milioni dal 2021 al 2026
  6. strade sicure – implementazione di un sistema di monitoraggio dinamico per il controllo da remoto di ponti, viadotti e tunnel della rete viaria principale: 450 milioni dal 2021 al 2026
  7. sviluppo dell’accessibilità marittima e della resilienza delle infrastrutture portuali ai cambiamenti climatici: 1.470 milioni dal 2021 al 2026
  8. aumento selettivo della capacità portuale: 390 milioni dal 2021 al 2026
  9. ultimo/penultimo miglio ferroviario/stradale: 250 milioni dal 2021 al 2026
  10. efficientamento energetico: 50 milioni dal 2021 al 2026
  11. elettrificazione delle banchine (Cold ironing) – e come precisato nel corso dell’esame al Senato – attraverso un sistema alimentato, ove l’energia non provenga dalla rete di trasmissione nazionale, da fonti green rinnovabili o, qualora queste non siano disponibili, da biogas o, in sua mancanza, da gas naturale: 700 milioni dal 2021 al 2026
  12. strategia Nazionale Aree interne – miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza delle strade inclusa la manutenzione straordinaria anche rispetto a fenomeni di dissesto idrogeologico o a situazioni di limitazione della circolazione: 300 milioni dal 2021 al 2026
  13. sicuro, verde e sociale: riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica: 2.000 milioni dal 2021 al 2026

1.455,24 milioni dal 2021 al 2026 per il Ministero della cultura per:

  1. piano di investimenti strategici su siti del patrimonio culturale, edifici e aree naturali.

2.387,41 milioni di euro per il Ministero della salute per:

  1. salute, ambiente, biodiversità e clima: 500 milioni dal 2021 al 2026
  2. verso un ospedale sicuro e sostenibile: 1.450 milioni dal 2021 al 2026
  3. ecosistema innovativo della salute: 437,4 milioni dal 2021 al 2026

6.880 milioni di euro per gli anni dal 2021 al 2026 per il Ministero dello sviluppo economico per:

  1. Polis – case dei servizi di cittadinanza digitale: 800 milioni dal 2022 al 2026
  2. transizione 4.0: 5.080 milioni dal 2021 al 2026
  3. accordi per l’innovazione: 1.000 milioni dal 2021 al 2025

132,9 milioni di euro per gli anni dal 2022 al 2026 per il Ministero della giustizia per:

  1. costruzione e miglioramento di padiglioni e spazi per strutture penitenziarie per adulti e minori

1.203,3 milioni per gli anni dal 2021 al 2026 per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per:

  1. contratti di filiera e distrettuali per i settori agroalimentare, della pesca e dell’acquacoltura, della silvicoltura, della floricoltura e del vivaismo. Almeno il 25 percento delle somme è destinato esclusivamente alle produzioni biologiche italiane ottenute conformemente alla normativa europea e a quella nazionale di settore

500 milioni di euro per gli anni dal 2022 al 2026 per il Ministero dell’università e della ricerca per:

  1. iniziative di ricerca per tecnologie e percorsi innovativi in ambito sanitario e assistenziale;

210 milioni di euro per gli anni dal 2021 al 2024 per il Ministero dell’interno per:

  1. piani urbani integrati;

4.563,6 milioni di euro (di cui 910 milioni per l’anno 2023, 829,9 milioni per l’anno 2024, 1.439,9 milioni per l’anno 2025 e 1.383,81 milioni per l’anno 2026) per le agevolazioni in materia di Ecobonus e Sismabonus.

Le misure del piano complementare per i territori interni e le aree montane

Rispetto alla misura sulle strade delle aree interne è previsto dalla legge il miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza delle strade, inclusa la manutenzione straordinaria anche rispetto a fenomeni di dissesto idrogeologico o a situazioni di limitazione della circolazione: 20 milioni di euro per l’anno 2021, 50 milioni di euro per l’anno 2022, 30 milioni di euro per l’anno 2023, 50 milioni di euro per l’anno 2024, 100 milioni di euro per l’anno 2025 e 50 milioni di euro per l’anno 2026.

Il finanziamento sulle strade delle aree interne integra l’investimento previsto nel Pnrr (nell’ambito della Missione 5 Inclusione e coesione, Componente 3 Interventi speciali di coesione territoriale) per il rilancio e la valorizzazione delle aree montane e interne, per un importo complessivo di 825 milioni di euro per il periodo 2021-2026.

L’investimento considerato nel Pnrr è destinato a due specifiche linee di intervento:

  1. potenziamento dei servizi e delle infrastrutture sociali di comunità. I relativi progetti possono riguardare: servizi di assistenza domiciliare per anziani; infermiere e ostetriche di comunità; potenziamento di piccoli ospedali senza pronto soccorso o alcuni servizi di base e ambulatoriali; infrastrutture per l’elisoccorso; rafforzamento centri per disabili; centri di consulenza, centri culturali, sportivi e per l’accoglienza di migranti
  2. servizi sanitari di prossimità, destinati al consolidamento delle farmacie rurali convenzionate dei centri con meno di 3.000 abitanti

Nel Pnrr si sottolinea, tra l’altro, che il contributo alla Strategia Nazionale per le aree interne è complementare a un’azione ancora più ampia e organica che, coinvolgendo le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc), mobiliterà 2,1 miliardi di euro nei prossimi 5 anni.

Soddisfazione di Uncem per il provvedimento

Per l’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani – Uncem – molte delle proposte presentate nei mesi scorsi sono state recepite dal decreto e che individuano e investono risorse, in tempi certi, per rafforzare l’azione del Next Generation Eu.

L’associazione procederà ora con iniziative di formazione e informazione verso sindaci e amministrazioni locali, affinché siano preparate e possano intercettare le risorse disponibili secondo le modalità che verranno previste.

Per Uncem sarà decisiva la lettura congiunta delle opportunità del Pnrr e del piano complementare con altri finanziamenti dello Stato e delle Regioni destinati a Enti locali e territori.

Come per esempio lo sblocco – che ci auguriamo imminente – dei 160 milioni di euro della legge sui piccoli Comuni 158/2017, o le risorse per la rigenerazione degli edifici scolastici, con bandi importantissimi del Ministero dell’Istruzione che si sono aperti nelle ultime settimane. Ricordiamo anche che sono ancora da assegnare 300 milioni di euro della Strategia aree interne, previsti dalla legge di bilancio 2020” conferma Uncem.

Decisiva per le aree montane e interne italiane anche il perfezionamento del comma 815 della legge di bilancio 2021 che ha istituito un fondo contro la sperequazione infrastrutturale dotato di 4,6 miliardi di euro.

Tutte queste misure – ribadisce Uncemhanno bisogno non di frammentazione, bensì di una unica visione: non vi sono due, tre, quattro programmazioni per i territori, ma una sola. Il territorio è uno, con i suoi ambiti territoriali nei fatti, operativi, e la programmazione è una.

Che unisce Strategia per le Montagne italiane e le Aree interne, Strategia per le Green Communities (140milioni di euro del Pnrr), tutte le Componenti del Pnrr e le risorse delle leggi dello Stato“.

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