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Città più sostenibili e human friendy? Sì, se c’è tutto nel raggio di soli 15 minuti

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città del futuro
Foto di Patricio González da Pixabay

A volte ritornano: in questo caso, si tratta delle idee sostenibili che fanno bene all’ambiente ma anche a noi. Erano gli inizi del 1900 quando per la prima volta, nella città di Chicago, si parlò di neighborhood unit, l’unità di vicinato.

L’idea fu elaborata in un concorso nazionale di architettura per costruire nuovi quartieri residenziali compatti, a misura d’uomo, che si tenne proprio nella città statunitense.

E oggi, più di allora, cresce l’esigenza di vivere in contesti più ridimensionati, di ripensare i ruoli delle città per adattarle alla nuova normalità.

Di conseguenza, nascono idee e  progetti che puntano a un nuovo contesto urbano, più di prossimità e che punta alla riscoperta dei luoghi nei quali viviamo, nei quali abbiamo delle relazioni di vicinato.

Vivere nella città dei 15 minuti

Sembra un pensiero banale e scontato, ma sappiamo bene che nelle città nelle quali viviamo non è così” dice Carlos Moreno, professore della Sorbona di Parigi, partecipando all’evento digitale Voi 15-Minute Cities Symposium.

Usiamo l’immaginazione e pensiamo a una città dove servizi, lavoro e tempo libero, siano completamente disponibili nel raggio di soli 15 minuti. Effettivamente, non è scontato, dato che, tradizionalmente, le città sono state costruite e sviluppate anche in base al concetto di velocità dei mezzi di trasporto; ancora oggi, tuttavia, non si è avuto l’effetto desiderato, cioè di ridurre i tempi di spostamento delle persone.

Al contrario, il tempo di percorrenza è rimasto per lo più invariato e le dimensioni delle città sono cresciute. La sfida è quindi di riprogettare i quartieri in modo tale che si possano realmente raggiungere i luoghi di proprio interesse in 15 minuti di viaggio, possibilmente in bicicletta o a piedi.

Una vera e propria rivoluzione urbana per ridisegnare le città così da sviluppare nuove esperienze di quartiere, più sostenibili e inclusive, diminuendo i livelli di stress e di conseguenza, influenzando positivamente sul ritmo della vita quotidiana.

Come finanziare i progetti di rigenerazione delle città in Europa?

In Europa il livello di urbanizzazione è elevatissimo, oltre il 70% della popolazione vive nelle città. Bruxelles quindi interviene sulla rigenerazione urbana e oltre alle risorse dei due fondi strutturali per eccellenza, il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Fesr) e il Fondo sociale europeo (Fse), mette a disposizione anche due specifici programmi a favore delle città.

Si tratta di Urbact IV e di Urban Innovative Actions, che sono integrati con fondi nazionali e locali per il rilancio socio-economico delle città. In particolare, poi, grazie ai fondi della Politica di Coesione 2021-2027, parliamo di oltre 300 miliardi di euro, l’Europa prevede di supportare i progetti che riguarderanno l’ambito urbanistico.

Attenzione quindi ai prossimi mesi, durante i quali ci saranno nuovi bandi per nuove opportunità di riscatto delle città, anche quelle italiane, che potranno riacquistare nuova vita, più sostenibile e human friendly.

Per le città italiane quali altre opportunità?

Oltre all’Europa, a favore della riqualifica ambientale interviene anche la legge di bilancio 2020, che  mette a disposizione oltre 8 miliardi di euro per il periodo 2021-2034 a sostegno degli investimenti dei Comuni per migliorare la qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale.

Di questi, 150 milioni per il 2021, sono già destinanti al bando appena chiuso lo scorso giugno; poi ce ne saranno altri 250 milioni di euro per il 2022.

La dotazione salirà poi a 550 milioni di euro per gli anni 2023 e 2024, per procedere ancora a rialzo raggiungendo i 700 milioni di euro per gli anni dal 2025 al 2034.

I prossimi bandi disponibili, per gli anni dal 2022 in poi, prevederanno che i contributi potranno essere richiesti sia dai Comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti (non capoluogo di provincia), sia dai Comuni capoluogo di provincia o città metropolitana, per i seguenti ambiti:

  • manutenzione per il riuso e rifunzionalizzazione di aree pubbliche e di strutture edilizie di interesse pubblico, inclusa la demolizione di opere abusive
  • miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale, anche con interventi di ristrutturazione edilizia di immobili pubblici, con particolare riferimento allo sviluppo dei servizi sociali e culturali, educativi e sportivi
  • mobilità sostenibile, questi i temi che saranno il focus dei futuri bandi

E ancora, circa 3 miliardi di euro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), sono stati destinati ai Piani urbani integrati, nei quali è stata introdotta una specifica linea di intervento del valore di 200 milioni di euro, per il recupero di alloggi dignitosi per i lavoratori del settore agricolo, come vuole il piano strategico contro il caporalato in agricoltura e la lotta al lavoro sommerso.

E le banche sono sensibili alla rigenerazione?

Il Recovery Plan ha una prospettiva a medio e lungo termine con le banche. Infatti prevede una specifica dotazione finanziaria di circa 300 milioni di euro, per il Fondo Tematico per il settore della rigenerazione urbana, nell’ambito del Fondo di fondi gestito dalla Bei.

Il Fondo, che avrà dei tempi di attuazione che toccheranno il primo semestre del 2026, prevederà dei prestiti a basso interesse, per la realizzazione di progetti di rigenerazione urbana, che punteranno in particolare a  favorire l’inclusione sociale, che soffre anche a causa della pandemia, attraverso l’attrazione di finanziamenti privati che punteranno all’uso di metodi di design e pianificazioni partecipative, mettendo in sinergia il mondo del pubblico con il mondo delle imprese.

Il Fondo permetterà di intervenire:

  • per il miglioramento della gestione dell’energia e dell’efficienza energetica, incluso l’uso di energia rinnovabile
  • per la riconversione sostenibile di edifici in disuso
  • per la riconversione di aree industriali e degradate
  • per il miglioramento della mobilità verde e sostenibile
  • per la transizione verso il trasporto urbano elettrico, smart e sostenibile
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