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Elettrici o a biometano, bus sempre più a emissioni zero

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autobus ecologici
Immagine di Atm Milano

Anche il trasporto pubblico locale rientra nei piani per arrivare a emissioni zero, con vantaggi per il clima e la qualità dell’aria nelle nostre città. E se la strada per arrivare ai livelli di Shenzhen, la città cinese in cui il 100% dei bus è elettrico, è ancora lunga, i segnali sono comunque incoraggianti

I 49,6°C registrati nel villaggio di Lytton, nella provincia canadese della Columbia Britannica, sono un campanello d’allarme particolarmente preoccupante.

Da un lato, sono purtroppo la conferma della correttezza delle previsioni dell’Ipcc, il panel intergovernativo che si occupa di organizzare le migliori conoscenze prodotte dalla comunità scientifica sui cambiamenti climatici.

Per l’Ipcc è infatti virtually certain (cioè ha una probabilità tra il 99-100% di verificarsi) che le temperature diventeranno più estreme con il procedere del riscaldamento globale.

Dall’altro, però, la stessa comunità scientifica è rimasta senza parole di fronte al fatto che nessun modello previsionale era riuscito a simulare temperature così alte in quella regione, sottostimando di fatto portata e impatti dell’ondata di calore che l’ha colpita.

Le spiegazioni arriveranno, ma al momento resta il dato che, almeno in alcuni momenti e luoghi, il riscaldamento globale sta correndo più del previsto, intensificando gli incendi e aggravando i fenomeni siccitosi.

E rendendo perciò ancora più urgente l’adozione di misure per contrastarlo, tenendo inoltre conto del fatto che in moltissimi settori – quello dei trasporti in particolare – la riduzione delle emissioni di CO2 si associa quasi sempre a un abbattimento di altre sostanze pericolose per la salute.

Ricaduta particolarmente rilevante nei centri urbani, storicamente alle prese con problemi di inquinamento, che possono essere ridotti attraverso l’elettrificazione dei trasporti privati e pubblici.

Pochi giorni fa, Legambiente e Motus-E, hanno presentato i risultati di un’analisi dedicato all’elettrificazione del trasporto pubblico locale nel nostro paese.

Milano si conferma al primo posto nella classifica della mobilità a zero emissioni: il 76% dei trasporti pubblici (comprensivi quindi di bus, tram, filobus e linee della metropolitana) è alimentato dall’energia elettrica. Già oggi, nella città meneghina circolano 124 bus elettrici, che diventeranno quasi 170 alla fine di quest’anno e 1.200 al 2030.

Sul podio, insieme a Milano troviamo Bergamo con il 23% e Brescia, che arriva al 17% del Tpl elettrificato. Guardano invece alla mobilità in sharing, il primato va a Bergamo, città in cui il 100% delle auto in sharing sono elettriche (a Milano si arriva al 72%).

La situazione non è invece così rosea se si considera il settore privato: a Milano auto e moto elettriche arrivano a malapena all’1% del totale, a Bergamo allo 0,5 e a Brescia allo 0,4%. Certo, valori più alti rispetto alla media nazionale che di appena lo 0,2%, ma comunque ancora bassi.

Che quella dell’elettrificazione del trasporto locale sia una strategia su cui la politica dovrebbe puntare risulta anche da Autobus elettrici nel trasporto pubblico, il vademecum per le amministrazioni locali elaborato da Motus-E.

Secondo l’associazione, costituita da operatori industriali, mondo accademico e associazionismo con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia, anche a fronte di un costo iniziale più elevato, nel loro ciclo di vita gli autobus elettrici sono comunque più economici dei loro corrispettivi con alimentazione tradizionale.

Grazie infatti alla riduzione dei costi di manutenzione e al costo dell’elettricità che è più basso rispetto a quello del gasolio, il Total Cost of Ownership dei bus 100% electric è inferiore a quello dei corrispettivi a gasolio.

Nel corso dell’evento organizzato da Legambiente e Motus-E c’è stato modo di smentire anche le fake news che sono circolate nei giorni scorsi, quando in occasione di un picco di caldo registrato a Milano si sono verificati una serie di blackout. Di cui è stata data la responsabilità a biciclette e monopattini elettrici.

Ovviamente, non è così, e i blackout sono stati il risultato di un sovraccarico sulla rete, riconducibile al picco delle richieste nel condizionamento, che ha portato a surriscaldamenti e interruzioni.

Le soluzioni ci sono e vanno dall’installazione di pannelli fotovoltaici (che producono di più nelle ore più calde, proprio quando la richiesta è massima) alla creazione di comunità energetiche di quartiere, capaci di attuare economie di scala e ottimizzare produzione e consumi di energia.

Dal Trentino arriva invece una storia di economia circolare applicata al trasporto pubblico: dal primo luglio, infatti, i 67 autobus in circolazione a Trento sono alimentati con biometano prodotto dalla raccolta dei rifiuti organici.

I numeri dell’operazione, gestita da inewa, Esco specializzata in consulenze alle aziende che vogliono attuare una transizione circolare, e BioEnergia Trentino, sono importanti.

Ogni anno in tutto il Trentino vengono raccolte circa 60.000 tonnellate di rifiuti organici e verde, che vengono lavorate dall’impianto di Bio Energia Trentino per produrre biogas.

Oltre a essere utilizzato in parte per generare energia e calore, il biogas viene anche purificato e trasformato in biometano, che viene poi ceduto a Trentino Trasporti andando ad alimentare i bus.

Con un risparmio di oltre 3 milioni di tonnellate di CO2 equivalente: un contributo a quella lotta ai cambiamenti climatici che non essere procrastinata ulteriormente.

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