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Ascolta il cambiamento climatico! Attraverso una serie di podcast

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podcast cambiamenti climatici
Foto di Daniel Friesenecker da Pixabay

La pandemia ha portato tanti cambiamenti, tra cui la nuova moda del podcast, che in qualche modo ha permesso di sopperire alla sentita mancanza degli eventi di divulgazione

Grazie a questo strumento, infatti, non si è mai smesso di parlare della vera emergenza che stiamo affrontando, senza ovviamente sminuire quella sanitaria: il cambiamento climatico. La parola “emergenza” non è affatto esagerata ed è stata sancita da 11mila scienziati mondiali nel 2019 all’interno del Manifesto per un’emergenza climatica.

La vita porta delle sfide e il privilegio è poter scegliere di accettarle, ma c’è una sfida da cui non possiamo tirarci indietro, ci siamo dentro tutti e per ora non stiamo vincendo. Quindi meglio essere pronti, no?“.

Comincia così la serie di podcast intitolata Strategie di adattamento al cambiamento climatico a cura di Luca Mercalli, meteorologo, climatologo, divulgatore scientifico, accademico italiano e Presidente della Società Meteorologica Italiana.

Molte sono le domande a lui poste: il cambiamento climatico è ancora arginabile? Quali saranno le prossime sfide dopo il Covid-19? Che futuro si prospetta per il pianeta Terra?

Luca Mercalli, con chiarezza e passione, fa una panoramica sui continui e inarrestabili sviluppi di questi fenomeni, proponendo pratiche soluzioni per passare immediatamente a uno stile di vita più sostenibile.

In ognuno dei 4 episodi, Mercalli prepara alla più grande sfida che l’umanità deve essere pronta ad affrontare e che sta coinvolgendo tutti con un ritmo di crescita esponenziale.

Si tratta di un tema fastidioso, che ci mette in gioco e cerchiamo di non vederlo” afferma il climatologo, ed è per questo che è fondamentale continuare a parlarne e proporre soluzioni per ridurre il problema, perché, ormai, eliminarlo è troppo tardi.

Luca Mercalli, inoltre, insegna sostenibilità ambientale all’Università di Torino, infondendo nei ragazzi istruzioni per il loro futuro. E qualcosa sta cambiando anche tra i giovani proprio grazie alle attività di divulgazione di molti scienziati.

Prima, l’esempio di una nuova sensibilizzazione ci arrivava dai Fridays for Future, oggi da segnali in remoto come il nuovo podcast prodotto e realizzato da FRidA UniTo, il Forum della Ricerca dell’Università di Torino, intitolato Da clima a fondo.

L’obiettivo è raccontare tutto quello che c’è da sapere sulla crisi climatica per comprenderla e imparare ad affrontarla. Mutamento naturale o crisi antropica? Comportamento individuale o responsabilità collettiva? Questione di sopravvivenza o un’opportunità per vivere meglio?

I protagonisti degli episodi sono uno studente di filosofia, gli esperti e le esperte che guideranno nell’osservazione dei problemi e delle soluzioni con le lenti delle diverse discipline e i giovani dell’associazione The Climate Route Aps, la spedizione italiana per il clima.

Il gruppo di attivisti partirà tra un anno dalla Marmolada per raggiungere lo Stretto di Bering grazie a mezzi di trasporto sostenibili (per quanto lo permettano i territori che attraverseranno): nel podcast racconteranno alcune delle storie disseminate lungo i 18mila chilometri della spedizione, tra i deserti e i ghiacciai dell’Eurasia, e che testimoniano gli effetti della crisi climatica.

Il viaggio del podcast comincia dalle basi, spiegando il clima e quali siano le cause del suo evolversi, distinguendo quelle naturali dalle azioni della specie umana, il cui peso ci fa parlare oggi di era dell’Antropocene.

I nomi di alcuni degli esperti sono Elisa Palazzi, fisica del clima, Marco Giardino, geologo e Daniela Fargione, linguista. Un mix di competenze per vedere da tutti i punti di vista il cambiamento che stiamo vivendo.

Ancora una volta, quindi, l’Università di Torino, avendo già collaborato con i Fridays for Future di Torino per il ciclo di incontri Capiamo i cambiamenti climatici, scende in campo a fianco del mondo dell’attivismo, mettendo a disposizione le conoscenze e le competenze per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’emergenza climatica.

Dalle centinaia di migliaia di giovani in piazza e le speranze per una rivoluzione green, fino al silenzio assoluto dopo la pandemia. Ai tempi del coronavirus rischiamo di dimenticarci del cambiamento climatico?

Questo l’incipit, invece, del podcast prodotto da Ispi, l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, che propone un viaggio tra i grandi temi della geopolitica del mondo di ieri, lasciato in sospeso a causa della pandemia e il mondo di domani, quello dell’emergenza plausibilmente terminata, e intreccio di problemi irrisolti e vecchie contraddizioni.

Dalle associazioni a testate radiofoniche di spicco arrivano proposte di questo efficace e comodo format, da accendere in macchina, mentre si cammina o si cucina e di cui farne tesoro per essere quanto più informati e in ascolto del cambiamento climatico.

Anche il Gruppo Cap, gestore idrico della Città Metropolitana di Milano, ha lanciato nello spazio web il suo messaggio di sensibilizzazione per il rispetto dell’acqua, invitando a non sprecarla e, anzi, a darsi da fare per evitare in un futuro di non averne abbastanza.

Il messaggio viene lanciato attraverso il podcast The Source, immaginando la vita al 2035, anno in cui le risorse idriche si sonon prosciugate e l’umanità lotta per la sopravvivenza. Uno scenario apocalittico ma che, in molte zone del mondo – ma anche in Italia in alcuni periodi dell’anno – è già realtà.

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