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Contagio da cellulari

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Foto di natureaddict da Pixabay

Guardare il cellulare è contagioso e attiva meccanismi imitativi tra le persone: a rivelarlo un’indagine di etologia umana condotta da alcuni ricercatori dell’Università di Pisa

Uno sguardo al display del cellulare ed ecco che scatta l’imitazione sociale: entro 30 secondi tutti, a prescindere da differenze di genere o rapporti di familiarità, con gli occhi sullo schermo.

Lo conferma uno studio di etologia dell’Università di Pisa condotto su 184 persone, 88 donne e 96 uomini, pubblicato sul Journal of Ethology.

La ricerca – realizzata dai docenti Elisabetta Palagi e Dimitri Giunghi insieme alla dottoranda Veronica Maglieri e allo studente magistrale Marco Germain Riccobono – intende approfondire e studiare la mimica spontanea derivante da un approccio etologico sull’uso degli smartphone.

I partecipanti – ignari dell’esperimento – sono stati sottoposti a due differenti stimoli: nel primo caso i ricercatori prendevano lo smarthphone, lo utilizzavano e guardavano lo schermo; nel secondo, anziché osservare direttamente il display, maneggiavano il telefono con gli occhi rivolti altrove.

Il contagio era molto più elevato nel primo stimolo piuttosto che nel secondo: le persone prendevano in mano il cellulare e si concentravano su di essi entro un limite di 30 secondi.

Secondo i ricercatori a fare la differenza è l’attenzione nonché la direzione verso cui si rivolge il nostro sguardo. La semplice manipolazione non è sufficiente a innescare un fenomeno di mimica spontanea.

Una risposta veloce, ci spiega la Palagi, che si direbbe essere automatica e inconscia, in cui un ruolo non indifferente potrebbe essere giocato dai neuroni specchio.

Sembra – afferma la docente – una risposta automatica di tipo motorio, anche se non possiamo escludere che fattori emotivi possano entrare in gioco. Tuttavia non abbiamo trovato relazione tra la probabilità di risposta e qualità di relazione tra i soggetti“.

Diversi studi, alcuni recenti altri meno, mostrano quanto l’imitazione, nel caso della risata o dello sbadiglio, abbia una connotazione positiva nello sviluppo di relazioni sociali.

Tuttavia, in questo caso sembra non essere così. Il cellulare non fa che richiamare all’appello altri cellulari, provocando sempre di più una distanza interpersonale incolmabile.

Conoscere i meccanismi etologici alla base di fenomeni quali l’imitazione e il contagio è importante per poter comprendere in che modo i comportamenti e i vari contesti sociali si influenzino vicendevolmente innescando notevoli conseguenze nei soggetti.

Stiamo raccogliendo dati – conclude la professoressa – tenendo in considerazione una finestra temporale più ristretta per verificare la possibile presenza di maggiore variabilità della risposta su cui potrebbero giocare un ruolo fattori come sesso, età e relazione tra i soggetti“.

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