Home Imprese Sostenibili Piccola pesca e giovani: l’Ue sblocca i fondi

Piccola pesca e giovani: l’Ue sblocca i fondi

pubblicato il:
piccola pesca
Foto di Filippo Casè

Fondi europei per la piccola pesca europea e per incentivare i giovani a tornare verso queste nobili pratiche che, senza di loro, non hanno futuro

C’è bisogno e voglia di essere sostenibili in tutti i settori e anche la pesca deve farsi portatrice di questi valori. È arrivata un’importante decisione del Parlamento europeo che sblocca 6,1 miliardi di euro per incentivare gli Stati membri a investire nella piccola pesca sostenibile e in sistemi di acquacoltura più green e circolari.

L’obiettivo è rendere questo settore più competitivo in modo sostenibile, adottando nuove tecnologie e permettendo agli attori della filiera di ridurre l’impatto delle loro pratiche in favore di una valorizzazione delle acque europee.

Inoltre, almeno il 15% degli stanziamenti nazionali dovrà essere speso in azioni per favorire il controllo della pesca e la raccolta di dati per contrastare la pesca illegale e non regolamentata che, purtroppo, continua a macchiare le acque del vecchio continente.

La piccola pesca in Italia è un’importante realtà culturale che negli anni è andata sempre più diminuendo. Con questi fondi europei, gli Stati membri si devono impegnare a valorizzarla dando strumenti e opportunità ai piccoli pescatori.

Per la maggior parte dei casi, la piccola pesca si basa sulla forza delle famiglie e negli anni soprattutto i giovani sono stati scoraggiati nel percorrere queste pratiche a causa dell’insostenibile mercato dato dalla competizione con le grandi industrie.

Per portare i più giovani nelle comunità di pescatori, dove l’età media supera i 50 anni, il nuovo fondo europeo può finanziare la prima imbarcazione o la proprietà parziale (di almeno il 33%) per i pescatori che, alla data di presentazione della domanda di sostegno, non superino i 40 anni e che abbiano lavorato per almeno cinque anni come pescatori (o acquisito un’adeguata formazione).

Le attività illegali sono purtroppo costanti e all’interno di questo finanziamento è prevista una percentuale per le attrezzature necessarie imposte dall’Ue, per i dispositivi di localizzazione e di segnalazione elettronica all’interno delle navi.

In tutta l’Ue i pescherecci non possono lasciare il porto senza una licenza di pesca, inoltre la combinazione progressiva delle nuove tecnologie applicate alle funzioni di monitoraggio e di controllo e delle ispezioni tradizionali includono ora il sistema elettronico di trasmissione dei dati utilizzato per la registrazione dei dati sulle catture, sugli sbarchi, sulle vendite per la loro comunicazione all’interno degli Stati membri.

La politica di controllo dell’Ue è volta a garantire tra le tante norme anche il rispetto dei quantitativi di catture autorizzati e la tracciabilità lungo l’intera catena di approvvigionamento.

Ancora troppo spesso si sente parlare di catture non regolamentate e insostenibili, specialmente nel Mediterraneo, da parte di pescherecci non Ue che oltre a privare il pesce ai pescatori comunitari, deturpano la biodiversità marina utilizzando pratiche indiscriminate.

Ci auguriamo che a partire da questi fondi per una migliore regolamentazione interna, le autorità si impegnino a gestire la grave crisi sociale, economica e ambientale che colpisce il Mediterraneo.

» Leggi tutti gli articoli di Food System (#alimentazione-sostenibile)

Filippo CasèFilippo Casè: Laureato in Scienze Gastronomiche a Pollenzo (CN) e in Food Quality Management presso la Wageningen University & Research. Ha collaborato con diverse realtà del food ed è costante nella ricerca di nuovi sistemi alimentari | Linkedin
Condividi: