Home Green Jobs Finanziamenti europei in arrivo per le tecnologie pulite

Finanziamenti europei in arrivo per le tecnologie pulite

pubblicato il:
fondi blue bio-economy
Foto di 3D Animation Production Company da Pixabay

Per le tecnologie pulite si prospetta un autunno all’insegna di nuovi finanziamenti europei e procedure più semplici per ottenerli

L’Europa e le sue attività non si fermano, nemmeno d’estate. Infatti Bruxelles sta procedendo con i lavori per il lancio dei prossimi bandi del Fondo per l’Innovazione (qui trovate tutti i dettagli), di cui il primo vedrà la luce in autunno e avrà un valore di  circa 1,5 miliardi di euro a sostegno grandi progetti per le tecnologie pulite.

A seguire poi, nella primavera 2022, sarà la volta del bando dedicato ai progetti di clean tech su piccola scala. Per entrambe le tipologie di progetti si potranno candidare gli enti pubblici e privati e le organizzazioni internazionali, anche in forma consortile.

Cos’è il Fondo per l’Innovazione e da dove arrivano i fondi?

Si tratta del programma europeo con il quale Bruxelles investe nei progetti che puntano alle tecnologie pulite a contrasto del cambiamento climatico e che sono pronti per il lancio sul mercato, come l’idrogeno verde, le energie rinnovabili, quelle a basse emissioni di carbonio.

Il fondo eroga circa 10 miliardi di euro che provengono dalla vendita all’asta di quote nell’ambito del sistema di scambio delle quote di emissioni dell’Ue, oltre ai 2 miliardi di euro, del suo predecessore, il programma europeo Ner 300, iniziativa sinergica tra Ue e Banca europea per gli investimenti (Bei).

Quali novità per i progetti su larga scala?

Bruxelles cerca sempre dei feedback dai candidati dei progetti e presta attenzione sia a che i fondi vengano spesi tutti e bene, sia a che le procedure per ottenerli siano, per quanto possibile, sempre più semplificate.

Anche per questi futuri bandi autunnali, che riguarderanno i progetti su larga scala, quindi, l’Europa procederà sulla medesima linea. Concretamente, cosa accadrà: che il tempo per concedere l’assegnazione dei fondi sarà molto più rapido, dato che le procedure di  presentazione della domanda e le selezioni avverranno in un unico step.

Inoltre, oltre alle nuove candidature, saranno tenuti in considerazione anche i progetti che hanno presentato domanda per il bando del 2020 e non hanno avuto esito positivo.

Fattore alquanto rilevante, assolutamente non scontato per quanto riguarda l’accesso ai fondi europei, una vera e propria piccola prima rivoluzione.

E per quelli su piccola scala?

Anche per loro ci sono buone opportunità. Saranno infatti ben 100 i milioni di euro destinati al bando che sarà lanciato nel marzo 2022 e rimarrà aperto per cinque mesi.

Anche per questo, gli enti pubblici e privati e le organizzazioni internazionali, anche in forma consortile, potranno presentare delle idee che dovranno riguardare:

  • attività a sostegno dell’innovazione nelle tecnologie e nei processi a basse emissioni di carbonio
  • che aiuteranno a stimolare la costruzione e il funzionamento di progetti per la cattura ecologicamente sicura e lo stoccaggio della CO2
  • che aiuteranno a stimolare le energie rinnovabili innovative e le tecnologie di stoccaggio dell’energia

Curiosità dal passato per progettare il futuro

I due bandi dello scorso anno hanno avuto una risposta particolarmente positiva. Per il primo bando sui progetti su larga scala, sono state presentate oltre 300 candidature, per una richiesta complessiva di 21,7 miliardi di euro:

  • oltre 50 riguardavano le energie rinnovabili
  • oltre 200 erano dedicate alle industrie ad alta intensità energetica, di cui circa 60 nell’idrogeno
  • oltre 30 candidature riguardavano l’accumulo di energia
  • circa 20 domande riguardavano la cattura, l’uso e lo stoccaggio del carbonio

Per il secondo bando, dedicato ai progetti su piccola scala, con un budget di 100 milioni di euro, Bruxelles aveva ricevuto oltre 200 candidature di cui:

  • più di 100 per le industrie ad alta intensità energetica, di cui circa un terzo nell’idrogeno e circa un sesto nelle bio-raffinerie
  • circa 60 per elettricità e calore da fonti rinnovabili, di cui quasi la metà per energia solare
  • circa 50 per l’accumulo di energia
Condividi: